DOSSIER A CURA DI CENTRO STUDI ENTI LOCALI
Ammontano a 3,1 miliardi le risorse stanziate dal Ddl. Bilancio per aiutare comparto sanitario, enti locali e mondo dei trasporti pubblici a fronteggiare gli effetti della crisi energetica nel 2023. Di questi, salvo modifiche nel corso dell’iter parlamentare, 760 milioni dovrebbero essere destinati agli enti locali, 350 al trasporto pubblico locale e 1,9 miliardi dovrebbero invece essere appannaggio del mondo sanità.
L’Associazione nazionale dei comuni italiani ha lanciato numerosi appelli nel corso degli ultimi mesi evidenziando come il caro bollette rischi di minare la stabilità economica dei comuni e, di conseguenza, mettere a rischio la continuità dei servizi che questi erogano ai cittadini.
Ma a quanto ammontano mediamente le bollette dei comuni italiani? Una elaborazione di Centro Studi Enti Locali basata su dati Mef-Siope (Sistema informativo sulle operazioni degli enti pubblici) ha fatto emergere che nell’era ante-crisi energetica (nel quadriennio 2018-2021), i comuni italiani hanno speso mediamente oltre 30mila euro ciascuno al mese per: energia elettrica, gas, contratti di servizio per illuminazione pubblica e distribuzione del gas e utenze e canoni per altri servizi non altrimenti classificabili.
Dietro a questa media, chiaramente, si celano differenze abissali. Se nei comuni fino a 5mila abitanti, la spesa media, prima del boom innescato dal conflitto russo-ucraino, si spendevano mediamente 9.650 euro al mese, questa cifra sale a 34.810 nei comuni che hanno tra 5mila e 15mila abitanti, a 92.627 euro in quelli compresi tra 15mila e 50mila abitanti, a 327.335 nei comuni ricompresi nella fascia 50mila-250mila abitanti e arriva a poco meno di 3 milioni al mese (2.925.100 euro) in quelli con più di 250mila abitanti.
Come era facile intuire, sia per dimensioni che per popolazione, è la Capitale l’amministrazione comunale che riceve in assoluto le “bollette” più care. Nei 4 anni presi in esame (2018, 2019, 2020 e 2021), Roma ha pagato mediamente 9 milioni e 125mila euro al mese per i capitoli di spesa sopra elencati (energia elettrica, gas, contratti di servizio per illuminazione pubblica e distribuzione del gas e utenze e canoni per altri servizi non altrimenti classificabili).
Seguono Milano, con 7 milioni e 75mila euro al mese, Torino (4,6 milioni) e Napoli (3,4 milioni). Molto vicine Bologna, Genova, Palermo e Venezia, che hanno mediamente speso 1,6 milioni al mese. Guardando sempre alle grandi città (con popolazione superiore a 250mila abitanti) chiudono il cerchio Verona, con 1,5 milioni di spesa mensile media, Firenze (1,3 milioni), Bari (676mila euro) e Catania con 604mila.
Se però si mettono in relazione questi numeri ai dati della popolazione residente al 31.12.2020, la graduatoria degli enti che sostengono i costi più elevati, cambia sensibilmente. Con quasi 77 euro all’anno per abitante, come spesa media, è Venezia la grande città italiana che, nel corso del quadriennio preso in esame, ha pagato di più per energia, illuminazione pubblica e affini in rapporto alla propria popolazione. Seguono: Verona (72,7 euro annui per abitante), Torino (65,4 euro), Milano (61,8 euro) e Bologna (50,3 euro).
Roma, con i suoi 39,5 euro medi per residente, è soltanto ottava, preceduta anche da Napoli (44,4) e Firenze (42,2). Ancora più bassa invece la spesa media annua pro capite di Genova (35,4 euro), Palermo (31,3), Bari (25,6) e Catania (24,2).
Cifre, in ogni caso, tutt’altro che irrilevanti e che lasciano intuire perché, stando alle stime Anci, il caro energia potrebbe comportare per i comuni italiani costi aggiuntivi per circa 1,6 miliardi quest’anno. Considerati i circa 820 milioni stanziati ad oggi dal Governo per sostenere il comparto, questo vorrebbe dire un ammanco di altri 780 milioni circa. L’ultima tranche di questi aiuti che è stata ripartita è quella che fa capo al Decreto Aiuti bis e che ha fatto sì che fossero assegnati 350 milioni di euro ai comuni e 50 milioni a città metropolitane e province.
Invariati i criteri di riparto rispetto agli analoghi provvedimenti precedenti. Di nuovo quindi oltre la metà delle risorse in ballo è andata ai comuni del nord Italia (oltre 178 milioni, pari al 51%). Gli enti locali di sud e isole si sono fermati a quota 32% (112 milioni) e a quelli del centro sono stati assegnati quasi 60 milioni, pari al 17% del totale.
| Denominazione Ente | Popolazione al 31.12.2020 | Base di riparto (a) | Stima media mensile | Stima importo medio procapite annuo |
| ROMA | 2.770.226 | 109.508.785 | 9.125.732 | 39,5 |
| MILANO | 1.374.582 | 84.882.542 | 7.073.545 | 61,8 |
| TORINO | 858.205 | 56.108.231 | 4.675.686 | 65,4 |
| NAPOLI | 922.094 | 40.895.640 | 3.407.970 | 44,4 |
| GENOVA | 566.410 | 20.039.669 | 1.669.972 | 35,4 |
| PALERMO | 637.885 | 19.963.422 | 1.663.619 | 31,3 |
| BOLOGNA | 391.686 | 19.703.778 | 1.641.982 | 50,3 |
| VENEZIA | 256.083 | 19.685.024 | 1.640.419 | 76,9 |
| VERONA | 258.031 | 18.753.295 | 1.562.775 | 72,7 |
| FIRENZE | 368.419 | 16.302.395 | 1.358.533 | 44,2 |
| BARI | 317.205 | 8.115.978 | 676.332 | 25,6 |
| CATANIA | 300.356 | 7.255.773 | 604.648 | 24,2 |
Elaborazione Centro Studi Enti Locali basata su dati Mef-Siope2.914.749.508
| Area geografica | Contributo definitivo | |
| CENTRO | 59.456.029,00 | 17% |
| NORD | 178.097.713,00 | 51% |
| SUD E ISOLE | 112.446.281,00 | 32% |
| Totale complessivo | 350.000.023,00 | |
| Regione | Contributo definitivo | |
| ABRUZZO | 8.553.475,00 | 2% |
| BASILICATA | 3.615.507,00 | 1% |
| CALABRIA | 13.432.745,00 | 4% |
| CAMPANIA | 28.422.212,00 | 8% |
| EMILIA ROMAGNA | 26.922.915,00 | 8% |
| FRIULI VENEZIA GIULIA | 8.462.056,00 | 2% |
| LAZIO | 27.543.130,00 | 8% |
| LIGURIA | 8.957.968,00 | 3% |
| LOMBARDIA | 65.185.192,00 | 19% |
| MARCHE | 9.223.542,00 | 3% |
| MOLISE | 2.268.551,00 | 1% |
| PIEMONTE | 29.723.193,00 | 8% |
| PUGLIA | 19.473.305,00 | 6% |
| SARDEGNA | 9.261.267,00 | 3% |
| SICILIA | 27.419.219,00 | 8% |
| TOSCANA | 18.125.866,00 | 5% |
| TRENTINO ALTO ADIGE | 8.555.244,00 | 2% |
| UMBRIA | 4.563.491,00 | 1% |
| VALLE D’AOSTA | 1.159.372,00 | 0% |
| VENETO | 29.131.773,00 | 8% |
| Totale complessivo | 350.000.023,00 |




