PagoPA: quali sono i risvolti alla luce del “Codice Amministrazione digitale” sulla scelta di utilizzare i Modelli “F24” ?

Testo del quesito:

Al fine di stipulare una convenzione con PagoPA da parte di un Ente, nell’ambito delle riscossioni dei vari Tributi, nonostante vengono utilizzati come Modelli di pagamento gli F24 attraverso il quale il sistema dei pagamenti sembra funzionare bene, quali sono i risvolti alla luce delle normative vigenti del ‘Codice per l’Amministrazione digitale’ per cui occorre prediligere un sistema informatizzato per i pagamenti ?”.

La risposta dei ns. esperti.

L’obbligo di aderire a PagoPA scaturisce dal disposto previsto dall’art. 5 del “Cad”, che prevede “i soggetti di cui all’art. 2, comma 2 (Pubbliche Amministrazioni e Società partecipate con prevalente capitale pubblico), sono obbligati ad accettare, tramite la Piattaforma di cui al comma 2 (PagoPA), i pagamenti spettanti a qualsiasi titolo attraverso sistemi di pagamento elettronico […]”.

Il Piano triennale prevede, tra le sue linee di azione, che entro dicembre 2019 i soggetti obbligati ad aderire a PagoPA dovranno completare l’attivazione di servizi.

Il passaggio a PagoPA è indispensabile per garantire servizi on line efficaci, efficienti e utili per il cittadino. Tuttavia, in una logica di migrazione completa alla modalità digitale, potrebbe essere opportuno migrare a PagoPA tutti i servizi dell’Ente che non hanno ancora una modalità elettronica di pagamento e poi il pagamento dei Tributi mediante Modello “F24”. Quest’ultimi infatti sono ad oggi esclusi da PagoPA in attesa di una loro futura integrazione.

di Cesare Ciabatti