È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 116 del 19 maggio 2023 il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 30 marzo 2023 recante “Determinazione dei criteri per la ripartizione dei ‘Fondi’ di cui agli artt. 9 e 15 della Legge 15 dicembre 1999, n. 482, in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche, per il triennio 2023-2025”.
Il Decreto stabilisce che gli stanziamenti relativi agli esercizi finanziari 2023-2025, previsti dagli artt. 9 e 15 della Legge n. 482/1999, sono assegnati sulla base di Progetti finalizzati alla valorizzazione delle lingue e delle culture tutelate dalla citata legge, elaborati e presentati dalle Pubbliche Amministrazioni individuate dall’art. 8, commi 2, 3 e 5, del Dpr. n. 345/2001, e s.m..
Tali Progetti si riferiscono a minoranze linguistiche ammesse a tutela per le quali si sia provveduto alla delimitazione territoriale prevista dall’art. 3 della Legge n. 482 del 1999, o tale delimitazione sia stata effettuata da una Legge regionale, nonché, per le Regioni a statuto speciale, da una norma di attuazione dello statuto.
Per quanto attiene alla minoranza slovena nella Regione Friuli-Venezia Giulia, la delimitazione territoriale è indicata dal Dpr. 12 settembre 2007 e dalla allegata Tabella.
Alla elaborazione dei Progetti, possono concorrere anche gli Organismi di coordinamento e di proposta riconosciuti.
Sono le Regioni, sul cui territorio insistono minoranze linguistiche riconosciute e tutelate, i soggetti istituzionali di intermediazione e di coordinamento, nell’ambito delle procedure di finanziamento dei Progetti presentati dagli Enti interessati:
- nella fase della ricezione delle richieste di finanziamento presentate dagli enti locali;
- nella fase di successiva trasmissione al Dipartimento per gli Affari regionali e le Autonomie, entro il termine previsto dalla normativa vigente, a seguito di opportune verifiche istruttorie riguardanti le condizioni di ammissibilità;
- ai fini del monitoraggio sui Progetti finanziati, in itinere ed ex post, allo scopo di verificarne l’attuazione e la corrispondenza rispetto al programma iniziale, evidenziando eventuali scostamenti.
Le Regioni provvedono in via esclusiva alla custodia e alla verifica della rendicontazione resa a conclusione delle attività da parte dei soggetti beneficiari.
I Progetti devono riguardare Interventi volti alla:
- realizzazione da parte delle Pubbliche Amministrazioni, in caso di assenza o insufficienza di personale linguistico idoneo facente parte dell’organico di dette Amministrazioni, di sportelli linguistici destinati ai rapporti con il pubblico che intende esprimersi in lingua minoritaria.
- realizzazione di corsi di formazione che prevedano in via prioritaria interventi inclusi in progetti espressi da livelli di governo superiori al Comune o da aggregazioni di Enti Locali;
- utilizzazione di traduttori o interpreti per le incombenze, fornendo idonea documentazione di tale utilizzo;
- realizzazione di progetti in materia di toponomastica per l’adozione di toponimi conformi alle tradizioni e agli usi locali adeguati alle disposizioni del nuovo “Codice della strada”, in aggiunta ai toponimi ufficiali.
- realizzazione di Iniziative culturali, nei limiti delle risorse finanziarie disponibili, finalizzate alla salvaguardia delle lingue ammesse a tutela mediante la loro promozione e diffusione.
In data 23 maggio, sul sito del Dipartimento per gli Affari Regionali e le Autonomie, è stato poi pubblicato l’Avviso pubblico per il finanziamento dei Progetti, relativo all’annualità 2023.
Le risorse finanziarie per l’anno 2023 ammontano a Euro 4.200.333,89.
Le domande di finanziamento devono essere compilate in modo esaustivo utilizzando, a pena di irricevibilità, gli appositi moduli allegati all’Avviso, da inviare esclusivamente all’indirizzo di posta elettronica certificata: affariregionali@pec.governo.it, entro il 7 luglio 2023.




