Il già elevatissimo debito pubblico italiano ha segnato nuovi record negativi a seguito dell’avvio della crisi socio-economica legata alla pandemia. Nella sua pubblicazione “Finanza pubblica: fabbisogno e debito”, diffusa ad agosto 2020, Bankitalia ha reso noto come l’ammontare del nostro debito pubblico sia salito, a fine giugno, ad 2.530,6 miliardi, 20,5 miliardi in più rispetto a maggio 2020, a fronte di un fabbisogno del mese di 20,6 miliardi.
A giugno 2020 le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono scese di 6,5 miliardi di Euro (-19,9%) rispetto all’anno precedente. Determinanti, per quanto riguarda questo dato, le sospensioni dei versamenti fiscali disposta dai Decreti “Cura Italia”, “Liquidità” e “Rilancio”, nonché il complessivo peggioramento del quadro macroeconomico.
Anche oltremanica la crisi in atto ha fatto segnare un record negativo: per la prima volta nella sua storia, infatti, nel Regno unito l’ammontare del debito pubblico ha sfondato il tetto dei 2.000 miliardi di sterline. Alla fine del mese scorso, il debito pubblico inglese ammontava esattamente a 2.004 miliardi di sterline, vale a dire il 100% del Pil, per la prima volta dal 1961.






