Finanza locale: diffusa la Relazione della Corte sulla gestione finanziaria 2013 degli Enti Locali

La Sezione delle Autonomie della Corte dei conti ha reso noto, il 19 gennaio 2014, sul proprio sito, il testo della “Relazione sulla gestione finanziaria per l’esercizio 2013 degli Enti territoriali” – Deliberazione n. 29/Sezaut/2014/frg.

Il Referto chiude il ciclo annuale dell’attività referente della Sezione ed espone in un unico contesto i risultati della gestione della finanza regionale e locale, portando a compimento le verifiche del rispetto degli equilibri di bilancio da parte di Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni.
Nell’ambito della finanza locale, le Manovre di riequilibrio dei conti pubblici, avviate dal 2009, hanno fatto registrare, a consuntivo 2012, una incidenza sulla spesa primaria del 28,3% per le Province (corrispondente, in valore assoluto, ad un taglio di 2,9 miliardi) e del 14,5% per i Comuni (pari, in valore assoluto, ad 8,4 miliardi). Si è determinato un correlato incremento della pressione fiscale con una contrazione rilevante degli investimenti (che ha raggiunto mediamente, per Comuni e Province, il 60% delle economie di spesa) e con un forte incremento, nel 2013, rispetto al precedente esercizio, del ricorso alle anticipazioni di cassa.

La spesa per investimento dei Comuni nel 2013 diminuisce del 5,8%, proprio a causa dei vincoli imposti, mentre la spesa corrente si incrementa, in termini di impegni, del 5,5%, principalmente per le prestazioni di servizi (+4,9%); calano invece gli oneri per il personale (-2,2%) e quelli per l’acquisto di beni di consumo (-6,4%). Per l’azionamento della leva fiscale nel 2013 gli accertamenti di competenza di tutte le entrate correnti crescono del 4,1%; in valore assoluto si passa da 53,07 miliardi del 2012 a 55,2 miliardi.

Per le Province, per il 2013 si registra una severa riduzione della spesa finale di oltre 1,3 miliardi, destinata ad assorbire tagli di risorse particolarmente incisivi, mentre gli accertamenti delle entrate correnti rispetto al 2012 cedono nella misura del 10,4%. ùSi rileva una lieve flessione dell’indebitamento, con riguardo, sia alle consistenze dei diversi strumenti di debito, sia allo stock del debito medesimo, che ammonta a 9,2 miliardi, per più della metà intestato ad Enti dell’area Nord e, comunque, in complessive condizioni di sostenibilità. Per i Comuni la consistenza del debito finanziario (43,2 miliardi) si presenta sostanzialmente stabile (-0,43%) rispetto all’anno precedente (43,4 miliardi).
Il fenomeno dei debiti fuori bilancio va oramai assumendo carattere strutturale, per la rilevanza degli importi e il numero degli Enti coinvolti, con un aumento complessivo nel 2013 dell’80% nelle Province (da 72,2 a 130,3 milioni) e del 20,95% nei Comuni (da 576,9 a 697,8 milioni).