“Spending review”: la Corte interviene sul tema delle “auto blu” nella P.A.

Il Comunicato-stampa 17 aprile 2015 della Corte dei conti – Sezione centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato, ha affrontato il tema della riduzione delle auto di servizio della Pubblica Amministrazione e dei relativi costi, tema che ha costituito, e costituisce tuttora, un capitolo importante dei piani di spendingreview. La normativa relativa all’utilizzo delle auto di servizio nelle Pubbliche Amministrazioni, con particolare riguardo alla loro riduzione quantitativa e alla individuazione e realizzazione di conseguenti risparmi di spesa collegati anche a diverse modalità di impiego tendenti ad eliminare le relative diseconomie, riguarda peraltro tutte le Pubbliche Amministrazioni. Questo orientamento del Legislatore è confermato dall’art. 5, comma 6, del Dl. n. 95/12, che qualifica le disposizioni in questione quali norme che costituiscono “principi fondamentali di coordinamento della finanza pubblica ai sensi dell’art. 117, comma 3, della Costituzione”.

Gli effetti delle misure di contenimento sono stati quantificati, sulla scorta di elaborazioni dei dati forniti dalle singole Amministrazioni centrali dello Stato, sulle quali ha competenza la Sezione centrale di controllo sulla gestione, in termini di riduzione di spesa, tenendo conto del numero di autovetture di servizio in dotazione, delle unità addette alla guida e di quelle impegnate nell’ambito del relativo parco auto, dei costi di carburante in relazione alla percorrenza chilometrica, prima e dopo l’attuazione delle stesse. La Corte dei conti afferma che gli obiettivi di riduzione e di contenimento della spesa contenuti nella normativa sono stati perseguiti e raggiunti in termini percentuali ed assoluti dalle Amministrazioni centrali dello Stato, salvo alcuni limitati casi che si riferiscono a determinate annualità. In particolare, emerge dalla indagine non soltanto il rispetto del limite di spesa dell’80% previsto, con riferimento alla spesa sostenuta nell’anno 2009 per l’acquisto, la manutenzione, il noleggio e l’esercizio di autovetture, ma anche la riduzione della spesa in termini percentuali ed assoluti rispetto ai valori della spesa sostenuta nell’anno 2009. Ciò è stato reso possibile, oltre che per la progressiva diminuzione del parco auto, in quanto le auto oggi in servizio possono essere utilizzate solo fino alla loro dismissione o rottamazione e non possono essere sostituite, anche dalla scelta delle Amministrazioni centrali, su cui punta tuttora il Legislatore, della formula della locazione e del noleggio senza conducente, che consente di beneficiare di una flotta sempre in perfetto stato di manutenzione, con una riduzione delle stesse spese e di quelle di gestione, comprensive dei premi assicurativi. In relazione alle concrete modalità gestionali ed alle misure adottate per un diverso e più razionale ed economico svolgimento della relativa attività, la Corte dei conti ha rilevato il rispetto della normativa sulla tipologia di uso, con riferimento, in primo luogo, ai soggetti legittimati all’utilizzo delle autovetture in dotazione ai Ministeri. Secondo la Corte dei conti, non vi sono osservazioni da sollevare sul punto, in quanto tutte le Amministrazioni scrutinate si sono adeguate a quanto disposto dall’art. 2 del Dpcm. 3 agosto 2011, non risultando assegnate le autovetture a soggetti diversi da quelli indicati dalla legge.

In particolare, il Ministero dell’Interno ha segnalato che le autovetture in dotazione rientrano nella previsione dell’art. 1, comma 3, del Dpcm. 3 agosto 2011, che esclude dall’ambito della sua applicabilità i mezzi adibiti ai Servizi di tutela dell’ordine, della sicurezza pubblica e dell’incolumità pubblica e si ascrivono, altresì, nella previsione dell’art. 2, comma 4, di detto Decreto, che fa salve le disposizioni riguardanti l’uso delle autovetture di servizio e blindate per ragioni di sicurezza nazionale e protezione personale. Poi, l’indagine ha messo in evidenza, anche se i dati trasmessi non sempre sono completi, come il costo del personale adibito alle autovetture di servizio in tutte le Amministrazioni esaminate sia di notevoli dimensioni e che, quindi, alla riduzione dello stesso debba prestarsi particolare attenzione, al fine di giungere ad un progressivo alleggerimento dei costi collegati alla gestione del parco auto, anche indipendentemente dalla riduzione del numero delle autovetture di servizio, sebbene ad essa conseguenziale.
Invece, non risultano adottati sistemi telematici per la trasparenza dell’uso delle autovetture, siccome richiesto dall’art. 3, comma 1, lett. f), del Dcm. 3 agosto 2011.

Infine, non sembra avere trovato attuazione, sul piano delle scelte in concreto effettuate, salvo alcune eccezioni, la previsione di modalità innovative di gestione, con riferimento all’utilizzo condiviso delle autovetture, che comporterebbe un evidente risparmio di spesa e all’acquisto di buoni taxi. Strumenti che sono stati rilanciati dal recente Dpcm. 25 settembre 2014.

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