Inconferibilità degli incarichi: Anac torna a sollecitare una revisione organica del Dlgs. n. 39/2013

L’Anac ha trasmesso a Governo e Parlamento un nuovo Atto di segnalazione per richiamare l’attenzione sulla necessità di procedere a una revisione complessiva del Dlgs. n. 39/2013

Con una Notizia pubblicata in data 6 agosto 2025 sul sito istituzionale, l’Autorità nazionale Anticorruzione rende noto di aver trasmesso a Governo e Parlamento un nuovo Atto di segnalazione per richiamare l’attenzione sulla necessità di procedere a una revisione complessiva del Dlgs. n. 39/2013, che disciplina le inconferibilità e le incompatibilità degli incarichi nelle Pubbliche Amministrazioni e negli Enti privati in controllo pubblico.

La segnalazione – la terza negli ultimi dodici mesi, dopo quelle del luglio 2024 e del marzo 2025 – evidenzia come l’attuale disciplina, pur rivestendo un ruolo cruciale nella prevenzione della corruzione e nella tutela dell’imparzialità amministrativa (art. 97 Costituzione), risulti oggi frammentata, incoerente e difficilmente applicabile, anche alla luce di recenti pronunce di incostituzionalità.

Anac chiede una riforma organica della normativa

Nel Documento, approvato con Delibera n. 309/2025, Anac sottolinea che l’efficacia del Dlgs. n. 39/2013 è stata compromessa da interventi normativi disorganici, che hanno reso complessa l’interpretazione delle regole e incerto il loro campo di applicazione.

L’Autorità propone quindi di:

  • ristabilire un quadro normativo coerente e sistematico, attraverso una riforma complessiva e non parcellizzata;
  • rafforzare la funzione preventiva della disciplina, rendendola effettivamente applicabile e chiara agli Enti coinvolti;
  • estendere l’ambito di applicazione del Decreto anche ai responsabili degli Uffici di diretta collaborazione, indipendentemente dalla qualifica dirigenziale, considerando il ruolo determinante che tali figure ricoprono nei processi decisionali.

Disponibilità alla collaborazione

Anac ha inoltre ribadito la disponibilità a collaborare con le Istituzioni per l’elaborazione di un nuovo impianto normativo che possa rafforzare la trasparenza e prevenire situazioni di conflitto di interessi, tutelando il buon andamento e la legalità dell’Amministrazione Pubblica.