“Pantouflage”: Anac accerta la violazione del divieto da parte di un ex dipendente di un Comune lombardo

Anac ha accertato la violazione del divieto di assunzione di un ex dipendente comunale da parte della Società privata destinataria dell’attività del Comune, svolta attraverso i poteri autoritativi o negoziali esercitati dallo stesso ex dipendente, senza attendere il decorso di tre anni

Violazione del divieto di pantouflage da parte di un ex dipendente di un Comune lombardo. Con Delibera n. 369, approvata dal Consiglio dell’Autorità del 1° ottobre 2025, l’Autorità nazionale Anticorruzione ha accertato la violazione del divieto imposto dall’art. 53, comma 16-ter, del Dlgs. n. 165/2001, nell’assunzione dell’ex dipendente comunale da parte della Società privata destinataria dell’attività del Comune, svolta attraverso i poteri autoritativi o negoziali esercitati dallo stesso ex dipendente per conto del Comune, senza attendere il decorso del prescritto periodo di raffreddamento di 3 anni.

L’Autorità ha pertanto deliberato il verificarsi delle conseguenze previste dalla legge per la violazione del divieto di “pantouflage”. Tali conseguenze consistono nella nullità del contratto di lavoro stipulato tra la Società affidataria del Servizio di manutenzione Impianti ascensori e cancelli automatici installati presso gli edifici di proprietà comunale a seguito di determinazione a firma dell’interessato, allora Responsabile del Settore specifico del Comune e lo stesso ex dipendente comunale, assunto dalla suddetta Società; e il divieto per quest’ultima di contrattare per 3 anni con il Comune coinvolto, a decorrere dalla data di assunzione dell’interessato.

La violazione è avvenuta poiché l’assunzione dell’ex dipendente comunale si è realizzata appena 2 giorni dopo la cessazione dello stesso dal servizio presso il Comune, avvenuta per dimissioni volontarie, e quindi senza attendere il decorso del prescritto periodo di raffreddamento di 3 anni. Anac ha poi deliberato l’obbligo di restituzione dei compensi eventualmente percepiti e accertati riferiti all’assunzione avvenuta in violazione del divieto.