Corte dei conti Emilia Romagna, Delibera n. 70 dell’11 giugno 2025
La questione controversa riguarda i crediti che un Ente Locale ha iscritto nel proprio bilancio e che non sono stati ancora riscossi. Quando l’Ente verifica ogni anno la situazione di questi crediti, deve controllare non solo che esistano ancora le ragioni per cui il credito era stato accertato (cioè, che ci sia un titolo valido, che l’importo sia corretto, che il debitore sia identificato e che il credito sia scaduto), ma anche che il credito sia davvero esigibile. In altre parole, deve accertarsi che ci siano ancora possibilità concrete di incassare quanto dovuto. Se invece il credito non risulta più esigibile, deve essere tolto dal bilancio e inserito nel patrimonio dell’Ente tra le immobilizzazioni finanziarie, dove rimarrà fino alla prescrizione. In alternativa, se sono passati almeno 3 anni dalla scadenza del credito e il recupero appare difficile o incerto, il Responsabile del Servizio può decidere di stralciare il credito dal bilancio. In questo modo, si riduce anche il Fondo accantonato per i crediti di dubbia esigibilità. Questa scelta permette di presentare un bilancio più realistico, che tiene conto dei veri rischi di mancato incasso, ed aiuta a ridurre il rischio di dover ricorrere ad anticipazioni di cassa.


