Acquisto immobili da parte degli Enti Locali: “via libera” in caso di finanziamento di terzi

Acquisto immobili da parte degli Enti Locali: “via libera” in caso di finanziamento di terzi

Nella Delibera n. 110 del 4 aprile 2017 della Corte dei conti Toscana, il Parere in esame ha ad oggetto l’interpretazione dell’art. 12, comma 1-ter, del Dl. n. 98/11. In particolare, viene chiesto se l’applicazione della prima parte della norma in questione che consente agli Enti Locali l’acquisto di immobili solo quando ne sia comprovata l’indispensabilità e indilazionabilità, possa essere esclusa nelle seguenti ipotesi :

  • quando l’acquisto dell’immobile venga effettuato con contributi di terzi, ad esempio con risorse del Cipe, costituendo pertanto l’acquisto un’operazione finanziariamente neutra.
  • quando l’acquisto dell’immobile venga realizzato in attuazione di un più ampio progetto teso alla valorizzazione dell’economia turistica e dello sviluppo del territorio e sia finanziato con risorse aggiuntive, di cui all’art. 4 del Dlgs. n. 88/11, che già l’art. 12, comma 1-sexies del Dl. n. 98/11 escludeva dal divieto di acquisto di immobili per l’anno 2013 di cui al comma 1-quater, in quanto operazioni di acquisto previste in attuazione di piani “realizzati al fine di promuovere lo sviluppo economico e la coesione sociale e territoriale…in conformità all’art. 119, comma 5, della Costituzione e finanziati con risorse aggiuntive ai sensi del Dlgs. n. 88/11”.

La Sezione,con riferimento alla fattispecie di cui al punto 1), precisa che le disposizioni di legge che impongono limitazioni alla spesa degli Enti Locali non si applicano alle spese degli Enti che “non siano finanziate a carico dei loro bilanci, ma che siano interamente a carico, ad esempio, di fondi comunitari o, […] di privati”. Pertanto, l’Amministrazione potrà e dovrà valutare se la fattispecie concreta rientri o meno nell’ambito di applicazione del divieto di cui al citato art. 12, comma 1-ter,ed in caso negativo, verificare l’eventuale ricorrenza delle condizioni esonerative di cui alla medesima disposizione.

Inoltre, per quanto concerne il punto 2), la Sezione precisa che alla luce della inequivoca interpretazione della disposizione in oggetto che limita l’efficacia delle ulteriori deroghe di cui all’art. 12, commi 1-quater e 1-sexies, all’esercizio 2013, non residuano margini per la richiesta interpretazione estensiva.


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