Addio graduatorie in vigore per decenni, benvenuto “Portale unico per il reclutamento”: il futuro della P.A. secondo il Ministro Brunetta

Addio graduatorie in vigore per decenni, benvenuto “Portale unico per il reclutamento”: il futuro della P.A. secondo il Ministro Brunetta

ALLO STUDIO ANCHE LA POSSIBILITÀ DI INTRODURRE DEGLI SCIVOLI PENSIONISTICI PER ACCELERARE IL RICAMBIO GENERAZIONALE E MECCANISMI PER ATTRARRE I MIGLIORI TALENTI

Assunzioni rapide e trasparenti, stop ai premi distribuiti “a pioggia”, revisione dei criteri che regolano i percorsi di carriera in maniera tale che premino il valore più che l’anzianità di servizio. Sono solo alcuni dei propositi annunciati dal neo-Ministro per la Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, attraverso le “Linee programmatiche” redatte in occasione dell’Audizione parlamentare tenutasi il 9 marzo 2021 presso Palazzo Madama in merito alla bozza di “Pnrr” (“Piano nazionale di ripresa e resilienza”).

Quale ruolo giocheranno le nostre P.A., centrali e locali, nella partita europea?

A dir poco centrale, secondo il Ministro, che ha dichiarato, “se dalle rovine della Seconda Guerra Mondiale siamo rinati attraverso l’industria, oggi la ricostruzione deve partire dalle Istituzioni e, per prime, da quelle che operano a più stretto contatto con i cittadini e con le imprese: le Amministrazioni pubbliche”. Nelle “Linee programmatiche” si evidenzia a più riprese come il “Next Generation EU” rappresenti una occasione unica e irripetibile (“Ora o mai più”, si legge nella Premessa) per dotarci di infrastrutture sociali, amministrative, materiali e immateriali, che ci consentano di sanare alcune storiche lacune e criticità.

Di seguito una rassegna dei contenuti reputati di maggiore interesse.

I rilievi della Commissione europea

La Commissione ha formulato una serie di osservazioni e rilievi rispetto alla bozza di “Pnrr” redatta dal Governo “Conte-bis”. Si parla di “necessità di definire una strategia e una visione complessiva del percorso di riforma e di innovazione organizzativi, di puntare su meccanismi di implementazione e attuazione efficaci e rapidi, di creare strutturalmente capacità amministrativa attraverso percorsi di selezione delle migliori competenze e qualificazione delle persone, di eliminare i ‘colli di bottiglia’ che potrebbero rallentare l’attuazione degli investimenti previsti dal ‘Pnrr’”.

Viene raccomandato al nostro Paese di:

  • seguire una strategia complessiva e applicare un metodo di lavoro in grado di “interconnettere e integrare” tra loro i processi di semplificazione normativa, regolamentare e amministrativa;
  • evitare un quadro di riforme “frammentato e/o incompleto” anche in relazione ai diversi livelli delle Amministrazioni (regionali, locali e al complesso e variegato sistema delle Imprese partecipate, in particolare da parte degli Enti Locali);
  • descrivere la “puntuale implementazione” delle azioni proposte, stabilendo nel dettaglio, per ogni iniziativa esistente e futura, le Milestone e i Target che si intende raggiungere con il “Piano”, ossia i traguardi (intermedi o finali), di natura qualitativa o quantitativa che possono essere raggiunti a diversi orizzonti temporali, i fondi necessari a raggiungerli e la natura dei costi associati. Milestone e Target devono essere raggiunti entro agosto 2026 (ultima data utile per la richiesta di rimborso);
  • indicare “con precisione” le fonti di finanziamento degli investimenti pubblici e, in particolare, l’eventuale utilizzo dei fondi strutturali;
  • evitare la inutile duplicazione di nuovi gruppi di lavoro o strutture sia rispetto ai ruoli e alle responsabilità delle articolazioni organizzative già esistenti nelle Pubbliche Amministrazioni sia tra di loro, dimostrando dove necessario il “valore aggiunto” eventualmente garantito dalle nuove strutture “vis à vis” le strutture esistenti;
  • affrontare le 2 grandi questioni assentinella prima versione del “Pnrr”, che non vengono cioè menzionate nella “Missione 1”: la disciplina degli appalti pubblici e quella dei servizi pubblici locali.

Partendo proprio da questi rilievi, il Ministero guidato da Renato Brunetta ha delineato il proprio ambizioso Programma di riforma, per il quale si è scelto di usare la metafora del “Nuovo alfabeto per la Pubblica Amministrazione”, posto che le 4 parole chiave individuate sono:

  • Accesso;
  • Buona amministrazione;
  • Capitale umano;
  • Digitalizzazione.

Accesso

Non è un mistero che i 3,2 milioni di donne e uomini che servono lo Stato in tutte le sue articolazioni (dai Comuni alla Sanità, passando per Forze dell’Ordine e Comparto Scuola) abbiano un’età media molto alta: 50,7 anni. Nelle fila delle P.A. italiane la quota degli under 30 è praticamente inesistente (2,9%), mentre quasi il 17% dei dipendenti pubblici ha superato i 60 anni. La progressiva erosione del numero di dipendenti pubblici, complici anche “Quota 100” e il blocco del turn over che ha a lungo attanagliato gli Enti, ha fatto sì che da quest’anno per la prima volta il numero dei dipendenti pubblici in pensione supererà quello degli attivi.

Come promuovere dunque il più volte invocato “cambio generazionale” che potrebbe essere la chiave di volta anche per dare una sostanziale accelerata anche sul piano della digitalizzazione ?

1. Accorciando drasticamente i tempi delle selezioni. Ad oggi il tempo medio che passa tra l’emersione di un bisogno e l’effettiva assunzione dei vincitori del concorso supera i 4 anni. Inoltre, il prolungato blocco dei concorsi imposto dalle norme anti-contagio hanno fatto sì che nell’arco del 2020 le assunzioni abbiano subito una ulteriore decisiva frenata.

Ad oggi il tempo medio che passa tra l’emersione di un bisogno e l’effettiva assunzione dei vincitori del concorso supera i 4 anni

Da qui l’idea di riscrivere completamente i meccanismi che regolano ad oggi il regolamento del personale, sia dal punto di vista procedurale che organizzativo. Come ? “Abbandonando – si legge – il modello dei concorsi centralizzati con graduatorie a scorrimento e durate pluriennali, non compatibili né con le esigenze delle amministrazioni di reclutare persone rapidamente, né soprattutto delle persone di vedere soddisfatte le loro aspettative di avere risposte in tempi veloci e certi, con la garanzia di parità nelle opportunità. I percorsi di selezione saranno resi digitali, trasparenti e meglio focalizzati sulle esigenze e i fabbisogni delle singole amministrazioni centrali e locali anche mutuando modelli all’avanguardia utilizzati nelle Organizzazioni internazionali e facendo confluire gli stessi sul Portale unico per il reclutamento, che sarà l’Infrastruttura tecnologica di gestione dei concorsi, comprese le singole prove concorsuali e che, in un’ottica di complementarietà, sarà finanziato con le risorse del ‘Pon Governance’ per consentirne l’immediata operatività dopo l’avvio del ‘Pnrr’”. Il Dicastero ha dichiarato di voler lavorare fianco a fianco delle P.A., anche locali, per arrivare a mappare i loro fabbisogni, ai quali sarà dedicata una apposita Banca -dati, già in corso di realizzazione. Questa Banca-dati (relativa a fabbisogni, competenze e profili del personale) dialogherà con il “Portale unico per il reclutamento” e dovrebbe consentire di ottimizzare i processi di selezione, qualificazione e riqualificazione delle persone, e facilitare la mobilità interna ed esterna alla P.A. Non passerà certamente inosservata poi una delle ipotesi menzionate per “svecchiare” la Pubblica Amministrazione: si è infatti parlato di un “meccanismo volontario di incentivi all’esodo di persone vicine all’età pensionabile e con professionalità non adeguate a cogliere la sfida dell’Innovazione tecnologica o non più motivate a rimanere nel Settore pubblico”.

2. Introducendo percorsi ad hoc destinati a selezionare i migliori laureati e i profili con le più alte qualifiche e a favorire, anche attraverso modelli di mobilità innovativi, l’accesso da parte di persone che lavorano nel privato più qualificato;

3. prevedendo meccanismi innovativi di selezione – in collaborazione con Università, Ordini professionali e Settore privato – specifici volti a ricercare sul mercato le migliori professionalità tecniche da mettere a disposizione delle P.A. per la realizzazione degli investimenti previsti dal “Pnrr”, con l’obiettivo di costituire cluster di persone e/o Società di servizi con spiccate competenze specialistiche da far dialogare successivamente in maniera stabile con le Amministrazioni.

Buona amministrazione

L’assunto base sembra essere analizzare con attenzione ciò che ha funzionato delle precedenti norme e ciò che era potenzialmente positivo ma non è stato attuato prima di procedere con l’ennesima riforma della Pubblica Amministrazione. Traspare, ad esempio, la volontà di trasformare in permanenti molte delle innovazioni transitorie introdotte dal “Decreto Semplificazioni” e valorizzare gli importanti progressi fatti in ambito digitale: “Spid”, “PagoPA”, “AppIO”.

Con specifico riferimento agli investimenti previsti dal “Pnrr”, il Ministro ha dichiarato di essersi attivato per individuare “i ‘colli di bottiglia’ che rischiano di inficiarne l’attuazione per agire chirurgicamente e rimuoverli in maniera definitiva”. E’ già allo studio un primo Provvedimento di semplificazioni pensato per rispondere rapidamente ai rilievi della Commissione Europea, liberando i processi di quei vincoli e limiti che rischiano di non farci raggiungere gli obiettivi del “Pnrr”.

Capitale umano

Formazione

Al primo punto di questo punto fondamentale c’è il tema della formazione. Gli investimenti in questo ambito si sono progressivamente ridotti. Basti pensare che nel 2008 le Pubbliche Amministrazioni investirono Euro 262 milioni per formare i propri dipendenti mentre 10 anni dopo, allo scopo, sono stati dedicati Euro 154 milioni (Euro 48 per dipendente, traducibili in circa 1 giorno di formazione all’anno).

È nostra intenzione – si legge nelle “Linee programmatiche” – ribaltare questa tendenza e investire in maniera significativa sulla qualificazione e riqualificazione delle persone upskill e reskill. A partire dalle competenze tecnico-specialistiche, ma soprattutto da quelle gestionali, organizzative, relazionali leadership approccio per obiettivi, problem solving digitale)”.

Valorizzazione

  • Semplificare i percorsi di carriera premiando il merito, le esperienze, la capacità di rispondere agli stakeholder e la capacità di lavorare in gruppo piuttosto che la mera anzianità di servizio;
  • Centralità dei meccanismi di valutazione delle performance (stop agli incentivi “a pioggia”);
  • Strutturare Sistemi di gestione dei rischi strategici, operativi, economico finanziari, corruttivi, sanitari, in forma integrata con i Sistemi di gestione delle performance per ridurre il rischio di erosione del valore pubblico generabile per la collettività e per le imprese.

Organizzazione del lavoro

  • Programmare e gestire il lavoro da remoto, visto come potenziale strumento per produrre impatti significativi anche per il perseguimento di altre Politiche pubbliche in maniera efficace e sostenibile;
  • Individuare nuove soluzioni per favorire una maggiore interazione tra le diverse Amministrazioni e tra pubblico e privato.

Responsabilità

Parola d’ordine: stop alla c.d. “fuga dalla firma”. Occorre individuare il giusto equilibrio tra poteri e responsabilità, rivedendo quelle norme che prevedono meccanismi eccessivamente punitivi, fattispecie di reato non tassativamente definite, e che determinano quindi una reticenza dei Funzionari ad agire per timore delle conseguenze.

Digitalizzazione

Evidenziata l’importanza di mettere in piedi una reingegnerizzazione dei processi e dei procedimenti amministrativi, una ridefinizione dei termini e delle modalità di interazione tra persone e con tutti gli stakeholder.

Attraverso la Digitalizzazione, il Ministero conta di poter:

A. accorciare i tempi per l’erogazione dei servizi;

B. eliminare gli adempimenti basati sui dati già disponibili;

C. calibrare i servizi sulle specifiche esigenze del cittadino e dell’impresa;

D. rilevare la soddisfazione del cliente rispetto a degli standard di servizio indicati preventivamente.

di Veronica Potenza


Related Articles

Appalti: la formula errata di calcolo dell’offerta economica non può essere modificata dalla Commissione

Quando il bando preveda una formula di calcolo del punteggio per l’offerta economica errata, l’Amministrazione non può che procedere a

Istat: ad ottobre 2018 il debutto del nuovo Censimento permanente della Popolazione e delle Abitazioni

Con una Nota pubblicata il 5 giugno sul proprio sito istituzionale, l’Anci ha richiamato l’attenzione dei Comuni sull’imminente avvio (ottobre

Unione di Comuni: si applicano i vincoli di finanza pubblica in materia di spesa di personale

Nella Delibera n. 457 del 15 dicembre 2015 della Corte dei conti Lombardia, vengono formulati due quesiti: 1)         se è

Non ci sono commenti per questo articolo

Scrivi un commento
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Only registered users can comment.