Il testo del quesito:
“È legittimo un affidamento ‘in house providing’ di un ‘servizio pubblico a rilevanza economica’, qualora nella compagine sociale dell’aggiudicatario figuri un socio privato possessore di una partecipazione che, come indicato nell’art. 12 della Direttiva 2014/24/Ue e nell’art. 17 Direttiva 2014/23/Ue, rispettivamente ‘sugli appalti’ e ‘sull’aggiudicazione dei contratti di concessione’ – non comporta controllo o potere di veto, ne permette di esercitare un’influenza determinante ? E ancora, sempre per le gestioni ‘in house’, il requisito richiesto dalla Giurisprudenza comunitaria che prevede che il soggetto affidatario svolga la parte più importante della propria attività in favore dell’Ente
Per vedere questi contenuti è necessario essere registrati. Premere Login per accedere o per attivare un abbonamento gratuito di prova.