Anac: il Responsabile Anticorruzione deve valutare e segnalare i mancati adempimenti delle misure di prevenzione

Con il Parere del 9 aprile 2025, l’Anac ha fornito precisazioni sui compiti del Rpct in caso di mancato adempimento delle misure previste nel “Piano integrato di attività e organizzazione” o nel “Piano triennale della prevenzione della corruzione e della trasparenza”

Come apprende da una Notizia pubblicata in data 29 aprile 2025 sul sito di Anac, con il Parere del 9 aprile 2025, l’Autorità ha fornito importanti precisazioni sui compiti del Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza (Rpct) in caso di mancato adempimento delle misure previste nel “Piano integrato di attività e organizzazione” (“Piao”) o nel “Piano triennale della prevenzione della corruzione e della trasparenza”(“Ptpct”).

Il chiarimento: non basta dichiarare l’estraneità

Secondo Anac, il Rpct non può limitarsi ad affermare che non rientra tra le sue funzioni la verifica del mancato riscontro da parte degli Uffici regionali, mentre deve:

  • attivarsi, anche raccordandosi con gli Uffici competenti, per valutare i mancati adempimenti relativi alle misure generali anticorruzione, compreso il monitoraggio dei termini procedimentali.
  • Segnalare le disfunzioni all’Organo di indirizzo e all’Organismo indipendente di valutazione (Oiv).
  • Indicare agli Uffici competenti all’azione disciplinare i nominativi dei dipendenti responsabili delle inadempienze, se necessario.
  • Rendicontare nella Relazione annuale i risultati del monitoraggio, evidenziando criticità e iniziative assunte​.

Approfondire le cause dei ritardi

Il Rpct deve anche:

  • analizzare le cause dell’eventuale inosservanza dei termini procedimentali, con il supporto degli Uffici interessati.
  • Raccogliere proposte per correggere o prevenire anomalie future.
  • Riferire gli esiti delle valutazioni all’Organo di indirizzo e all’Oiv​.

Non un intervento diretto, ma vigilanza rafforzata

Anac chiarisce che il Rpct non ha un dovere operativo di intervento per costringere l’Ufficio inerte a rispondere. Tuttavia, il ritardo procedimentale rappresenta una criticità rilevante che deve essere rilevata e monitorata, nell’ambito delle sue funzioni di vigilanza​.

Il caso specifico

Il Parere nasce da un quesito sollevato da parte sindacale in una Regione del Sud Italia, priva della figura del Difensore civico, in relazione all’iter di sottoscrizione dell’Accordo integrativo regionale per la specialistica ambulatoriale interna.

Anac ribadisce che il compito del Rpct è sempre quello di predisporre, verificare e garantire, l’efficacia delle misure Anticorruzione, anche attraverso il controllo dei tempi procedimentali e la pubblicazione online dei dati​.