Annullamento Delibera consiliare relativa all’approvazione del rendiconto di gestione

Annullamento Delibera consiliare relativa all’approvazione del rendiconto di gestione

Il Ministero dell’Interno, Ufficio Territorio e Autonomie locali, in data 22 ottobre 2021 ha pubblicato sul proprio sito istituzionale un Parere nel quale si specifica che, in caso di annullamento della Delibera di approvazione del rendiconto, non si deve imputare all’Ente un’impossibilità o riottosità a porre in essere gli adempimenti relativi all’approvazione dello strumento contabile.

Il Parere è stato formulato su richiesta di un Segretario generale, con la quale si rappresentava l’avvenuto annullamento, disposto dal Tar Campania, della Delibera consiliare relativa all’approvazione del rendiconto di gestione esercizio 2020. E’ stato indicato, al riguardo, che le disposizioni dettate dal vigente Tuel, ed in particolare l’art. 141, riconoscono al Prefetto il potere di avviare la procedura di scioglimento nel caso in cui il Consiglio, nei termini di legge, non abbia provveduto all’approvazione del documento contabile.

La giurisprudenza ha chiarito che la procedura prevista nell’art. 141, comma 2, del Tuel, è finalizzata a sollecitare l’approvazione del bilancio e del rendiconto di gestione da parte del competente Organo consiliare, ponendosi l’intervento sostitutivo come estrema misura sanzionatoria una volta constatato che, nonostante l’ulteriore termine appositamente assegnato dall’Autorità prefettizia, l’Organo consiliare sia comunque rimasto inattivo non provvedendo in merito.

Il Ministero fa presente che già in passato la giurisprudenza amministrativa si era espressa precisando che la disposizione di cui all’art. 141, comma 2, sanziona esclusivamente l’inerzia del Consiglio, con la conseguenza che la sostituzione dell’Organo consiliare con un Commissario risponde alla precisa esigenza di sopperire ad un inadempimento dell’Ente. La procedura sollecitatoria, per la sua complessità, è diretta a limitare al minimo l’intrusione dell’Autorità governativa, in un’ottica del rispetto della sfera di competenze, di rilievo anche costituzionale di cui gli Enti sono titolari.

Nella fattispecie in esame, non si imputa all’Ente un’impossibilità o riottosità a porre in essere gli adempimenti relativi all’approvazione del rendiconto di gestione 2020, che rimane tuttavia un atto obbligatorio per l’Ente. Pertanto, nel caso in cui non venga diversamente disposto dal Consiglio di Stato in caso di ricorso da parte dell’Amministrazione avverso la Sentenza del Tar, il Consiglio comunale potrà nuovamente pronunciarsi sull’argomento, sanando i vizi procedurali che hanno determinato l’annullamento degli atti deliberativi impugnati. Solo in caso di inerzia del Consiglio comunale dovrà essere avviata la procedura sostitutiva prevista dall’art. 141, comma 2, del Tuel.


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