Come si apprende da una Notizia pubblicata in data 27 maggio 2026 sul sito di Anci, l’Associazione ha trasmesso alla Commissione Ambiente della Camera un articolato pacchetto di Proposte emendative al Disegno di legge di conversione del Decreto-legge 7 maggio 2026, n. 66, recante “Disposizioni urgenti per il Piano Casa”.
Le Proposte intervengono su numerosi aspetti del Provvedimento governativo, con l’obiettivo di:
- rafforzare il ruolo dei Comuni;
- limitare i poteri derogatori commissariali;
- incentivare la Rigenerazione urbana;
- evitare consumo di nuovo suolo;
- rifinanziare i fondi per affitti e morosità incolpevole;
- sostenere la capacità amministrativa degli Enti Locali.
Commissario straordinario: Anci chiede limiti alle deroghe
Una delle principali Proposte riguarda l’art. 3 del Decreto, relativo al Commissario straordinario per il “Piano Casa”.
Anci propone di:
- limitare le deroghe esclusivamente alle disposizioni procedimentali incompatibili con l’urgenza degli interventi;
- salvaguardare espressamente:
- norme urbanistiche e edilizie;
- strumenti urbanistici comunali;
- competenze territoriali dei Comuni.
Secondo Anci, una deroga generalizzata rischierebbe infatti di comprimere l’autonomia comunale e alterare la coerenza della pianificazione territoriale locale.
Priorità al riuso del Patrimonio esistente e stop al consumo di suolo
Le Proposte emendative chiedono inoltre che gli interventi siano prioritariamente localizzati:
- su immobili pubblici inutilizzati;
- aree dismesse;
- aree degradate;
- aree già urbanizzate.
Il consumo di nuovo suolo dovrebbe essere consentito solo in assenza di alternative localizzative.
Anci propone inoltre la verifica della coerenza degli interventi con:
- strumenti urbanistici comunali;
- programmi di rigenerazione urbana;
- dotazioni infrastrutturali e servizi pubblici.
Cabina di monitoraggio: richiesta la presenza di Anci
Tra gli emendamenti viene proposta l’integrazione della Cabina di monitoraggio prevista dal Decreto con la partecipazione del Presidente Anci o di un suo delegato. La richiesta mira a garantire coordinamento istituzionale e supporto tecnico-operativo ai Sindaci coinvolti nei programmi abitativi.
Proposta di un Osservatorio nazionale sugli effetti del “Piano Casa”
Anci propone anche l’istituzione di un Osservatorio nazionale per il monitoraggio degli effetti urbani, territoriali e sociali del “Piano Casa”.
L’Osservatorio:
- dovrebbe coinvolgere Governo, Regioni, Anci, Città metropolitane ed Enti gestori Erp;
- con obbligo di relazione annuale alle Camere.
Tra gli indicatori da monitorare:
- consumo di suolo evitato;
- recupero del patrimonio inutilizzato;
- accessibilità abitativa;
- stato di avanzamento degli interventi.
Rifinanziamento dei fondi affitti e morosità incolpevole
Particolarmente rilevante la Proposta di rifinanziamento:
- del “Fondo nazionale per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione”;
- e del “Fondo morosità incolpevole”.
Anci chiede per il triennio 2026-2028:
- 300 milioni annui per il “Fondo affitti”;
- 100 milioni annui per il “Fondo morosità incolpevole”.
Secondo l’Associazione gli attuali stanziamenti risultano insufficienti rispetto al disagio abitativo crescente.
Erp: proventi delle alienazioni ai Comuni per investimenti
Sul tema dell’edilizia residenziale pubblica Anci propone che i proventi derivanti dalla vendita degli alloggi Erp restino destinati agli investimenti comunali. L’obiettivo è finanziare ulteriori interventi di rigenerazione e potenziamento del patrimonio Erp.
“Fondo housing coesione”: tutela delle risorse dei Comuni metropolitani
Le Proposte intervengono anche sull’istituzione del “Fondo Housing Coesione” gestito da Invimit Sgr.
Anci:
- chiede garanzie affinché le risorse derivanti dalla revisione del Programma “Metro Plus”;
- rimangano nella disponibilità dei Comuni capoluogo interessati;
- senza riduzioni rispetto alle programmazioni già approvate.
“Fondo di compensazione per i minori oneri urbanistici”
Tra gli emendamenti:
- figura anche la richiesta di un fondo statale da 50 milioni di Euro;
- per compensare i Comuni:
- della riduzione degli oneri di urbanizzazione;
- prevista dalle misure di semplificazione del Piano Casa.
Secondo Anci senza ristori adeguati il rischio è compromettere gli equilibri dei bilanci comunali e la capacità di investimento degli Enti.
Incentivi al personale tecnico e capacità amministrativa
Anci propone inoltre la possibilità di riconoscere incentivi economici al personale tecnico impegnato:
- nelle istruttorie;
- nei controlli urbanistico-edilizi;
- nelle verifiche sulle “Scia”
La misura verrebbe introdotta anche in deroga ai vincoli sulla spesa di personale e sul lavoro straordinario.
L’obiettivo è rafforzare la capacità amministrativa degli Enti Locali chiamati a gestire l’attuazione del “Piano Casa”.
Monetizzazione degli standard urbanistici
Tra le richieste anche la possibilità di monetizzare gli standard urbanistici nei casi di impossibilità oggettiva di reperire aree adeguate all’interno degli interventi di edilizia integrata.
Le risorse dovrebbero essere vincolate:
- a servizi pubblici;
- infrastrutture urbane;
- interventi di rigenerazione urbana.
Deroghe urbanistiche solo previa intesa con i Comuni
Infine, Anci propone di subordinare eventuali deroghe agli strumenti urbanistici alla previa intesa con il Comune interessato. La modifica mira a ridurre la portata dei poteri derogatori attribuiti al Commissario, salvaguardando il ruolo pianificatorio degli Enti Locali.




