“App Immuni”: in G.U. il Decreto che disciplina il tracciamento dei contagi

“App Immuni”: in G.U. il Decreto che disciplina il tracciamento dei contagi

È stato pubblicato in G.U. n. 111 del 30 aprile 2020, il Dl. 30 aprile 2020, n. 28 recante “Misure urgenti per la funzionalità dei sistemi di intercettazioni di conversazioni e comunicazioni, ulteriori misure urgenti in materia di ordinamento penitenziario, nonché disposizioni integrative e di coordinamento in materia di giustizia civile, amministrativa e contabile e misure urgenti per l’introduzione del sistema di allerta Covid-19”.

Il Governo ha raccolto in un unico Provvedimento una serie di misure legate ad alcuni dei temi di stretta attualità nella gestione dell’emergenza “Covid-19”: l’avvio della discussa “App Immuni” per la lotta alla diffusione del “Coronavirus”, la stretta sulle scarcerazioni per i detenuti per reati di mafia e terrorismo, il rinvio della riforma delle intercettazioni.

L’articolo che disciplina la citata App, di cui molto si è parlato nelle ultime settimane, è il 6, rubricato “Sistema di allerta ‘Covid-19’”. La norma istituisce una Piattaforma unica nazionale per la gestione del Sistema di allerta dei soggetti che abbiano a tal fine installato – esclusivamente in via volontaria – una applicazione sui propri smartphone. La finalità è quella di istituire un meccanismo che consenta di avvisare coloro che sono stati a stretto contatto con dei soggetti risultati positivi, così che possano mettere in atto le opportune misure anti-contagio (es. avviare, in via prudenziale, l’auto-quarantena) e in maniera tale che sia agevolata l’eventuale adozione di misure di assistenza sanitaria in favore degli stessi soggetti.

Tale Piattaforma, come precisato dalla norma in commento, sarà complementare alle ordinarie modalità in uso nell’ambito del Servizio sanitario nazionale.

Il comma 2 dispone che il Ministero della Salute adotti misure tecniche e organizzative idonee a garantire un livello di sicurezza adeguato ai rischi elevati per i diritti e le libertà degli interessati, sentito il Garante per la protezione dei dati personali, assicurando che:

a) gli utenti ricevano, prima dell’attivazione della App, informazioni complete e trasparenti, così che siano loro chiari le finalità della stessa e i meccanismi che regolano le operazioni di trattamento, le tecniche di pseudonimizzazione utilizzate e i tempi di conservazione dei dati;

b) per impostazione predefinita, i dati personali raccolti dall’applicazione siano esclusivamente quelli necessari per raggiungere le finalità sopra enunciate;

c) il trattamento effettuato per allertare i contatti sia basato sul trattamento di dati di prossimità dei dispositivi, resi anonimi o pseudonimizzati (è esclusa in ogni caso la geolocalizzazione dei singoli utenti);

d) siano garantite su base permanente la riservatezza, l’integrità, la disponibilità e la resilienza dei sistemi e dei servizi di trattamento nonché misure adeguate ad evitare il rischio di reidentificazione degli interessati cui si riferiscono i dati pseudonimizzati oggetto di trattamento;

e) i dati relativi ai contatti stretti siano conservati, anche nei telefoni cellulari degli utenti stessi, soltanto per il lasso di tempo necessario al trattamento e che siano automaticamente rimossi una volta superato tale termine;

f) i diritti degli interessati di cui agli artt. da 15 a 22 del Regolamento (UE) 2016/679 possano essere esercitati anche con modalità semplificate.

Il comma 3 specifica che il mancato utilizzo della “App Immuni” non comporterà “alcuna conseguenza pregiudizievole ed è assicurato il rispetto del Principio di parità di trattamento”. Vengono così smentite le indiscrezioni circolate alla vigilia della pubblicazione della norma che parlavano di meccanismi di premialità per chi volontariamente installi l’applicazione o, viceversa, di meccanismi “punitivi” per chi decida di non farlo (una delle ipotesi che era stata formulata era, ad esempio, una minore libertà negli spostamenti).

Come precisato dal comma 6, l’utilizzo dell’Applicazione e della Piattaforma, nonché ogni trattamento di dati personali effettuato ai sensi dell’art. 6 in commento, si interromperanno alla data di cessazione dello stato di emergenza disposto con Delibera del Consiglio dei Ministri 31 gennaio 2020, e comunque non oltre il 31 dicembre 2020. Entro la stessa data tutti i dati personali trattati dovranno essere cancellati o resi definitivamente anonimi.

di Veronica Potenza


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