Appalti pubblici: Cantone, “No all’idea che gli appalti si possano fare solo con il ‘bollino’ dell’Anac”

Appalti pubblici: Cantone, “No all’idea che gli appalti si possano fare solo con il ‘bollino’ dell’Anac”

Ci si è mossi rispetto alle centinaia di quesiti, richieste di chiarimento o collaborazione che vengono formulate soprattutto sulla materia dei contratti pubblici e in particolar modo dalle Amministrazioni, precisando, in un Regolamento apposito, che le risposte saranno fornite solo se la questione posta è nuova e di rilevanza generale, con la chiara volontà di non assecondare l’idea che gli appalti si possano fare solo con il ‘bollino’ dell’Anac, e al contrario rimarcando che l’Autorità non è un consulente e che non si può sostituire alle scelte discrezionali dell’Amministrazione”.

Così Raffaele Cantone, Presidente dell’Autorità nazionale Anticorruzione, si è espresso nel corso della presentazione della Relazione annuale sull’attività dell’Authority nel 2016. Trasparenza, appalti pubblici, anticorruzione, “whistleblowing” sono solo alcuni dei punti toccati nel corso dell’ampia dissertazione, il cui resoconto è stato pubblicato sul sito istituzionale dell’Autorità il 6 luglio 2017.

La Relazione di quest’anno si pone a metà strada nel cammino dell’attuale Consiglio, che resterà in carica fino al 2020. Raffaele Cantone ha evidenziato come la “creazione, per la prima volta nella storia del Paese, di un Organismo amministrativo Anticorruzione, con poteri reali ed effettivi, [abbia] ingenerato aspettative forse eccessive nell’opinione pubblica e negli operatori e anche qualche equivoco sui reali ambiti di intervento. Equivoco che rischia di tradursi in delusione, ma anche in critiche aspre che, a prescindere dalla loro condivisibilità, sono un segnale da non sottovalutare”.

Da qui l’esigenza di circoscrivere e rendere più chiari ed evidenti quali siano gli effettivi compiti e poteri dell’Autorità, sia nei confronti degli istanti privati che nei confronti delle P.A., adottando un apposito Comunicato “per chiarire il perimetro di intervento dell’Anac, spiegando che essa non è un Organismo che può occuparsi di ogni forma di illegalità e non può quindi pronunciarsi su tutte le questioni che ci vengono quotidianamente sottoposte, soprattutto da comuni cittadini”.

In merito al “Correttivo Appalti” adottato con il recente Dlgs. n. 56/17, è stato osservato come questo sia stato emanato forse “a distanza troppo ravvicinata” dall’entrata in vigore del “Codice” stesso e come questo contenga “novità positive ma anche qualche aspetto discutibile (ad esempio, il parziale ‘ritorno’ dell’appalto integrato o l’aumento consistente del contributo pubblico nella finanza di progetto)”.


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