Appalti pubblici: esclusione di un operatore economico dalla partecipazione

Appalti pubblici: esclusione di un operatore economico dalla partecipazione

Nella Sentenza C-267/18 del 3 ottobre 2019 della Corte di Giustizia europea, i Giudici chiariscono che l’art. 57, paragrafo 4, lett. g), della Direttiva 2014/24/UE sugli appalti pubblici, che abroga la Direttiva 2004/18/CE, deve essere interpretato nel senso che il subappalto di una parte dei lavori, effettuato da un operatore economico senza il consenso dell’Amministrazione aggiudicatrice e che abbia dato luogo alla risoluzione di tale contratto di appalto, costituisce una significativa o persistente carenza accertata nell’ambito dell’esecuzione di una prescrizione sostanziale relativa al suddetto appalto pubblico. Tale situazione è idonea a giustificare l’esclusione dell’operatore economico dalla partecipazione ad una successiva procedura di aggiudicazione di appalto pubblico, nel caso in cui, dopo aver proceduto alla propria valutazione dell’integrità e dell’affidabilità dell’operatore economico interessato dalla risoluzione del precedente contratto di appalto pubblico, l’Amministrazione aggiudicatrice ritenga che un subappalto siffatto determini la rottura del rapporto di fiducia con l’operatore economico in parola. Prima di pronunciare tale esclusione, l’Amministrazione aggiudicatrice deve però, in conformità dell’art. 57, paragrafo 6, della Direttiva sopra citata, letto in combinato disposto con il Considerando 102 di quest’ultima, lasciare la possibilità a detto operatore economico di presentare le misure correttive da esso adottate a seguito della risoluzione del precedente contratto di appalto pubblico.


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