Corte di Cassazione, Ordinanza n. 25986 del 3 ottobre 2024
Nel caso in esame, una Società incaricata della raccolta dei rifiuti per conto di un Comune ha contestato il diritto del Concessionario della riscossione di imporre un Canone per l’occupazione di suolo pubblico tramite cassonetti. Il Tribunale ha respinto l’istanza della Società, confermando la legittimità della riscossione relativa a 2 avvisi riferiti a un’annualità precedente.
In appello, la Società ha riproposto la richiesta, ma la Suprema Corte ha rigettato il ricorso, sostenendo che:
a) la Società, anche se svolge un servizio pubblico, non è esente dal pagamento del Canone, indipendentemente dal tipo di contratto con l’Ente comunale;
b) l’utilizzo dei cassonetti non implica automaticamente il trasferimento gratuito dei beni al Comune;
c) l’esenzione prevista per la Tosap (alternativa al Cosap) riguarda solo gli Enti pubblici, quindi non include la Società;
d) l’assenza di alcune vie nel Regolamento comunale non modifica l’obbligo di pagamento per l’occupazione di suolo, poiché la normativa stabilisce il canone per ogni tipo di occupazione.
Di conseguenza, la Società ha presentato ricorso in Cassazione su 10 punti, mentre il Concessionario della riscossione ha chiesto il rigetto del ricorso. In merito al Cosap dovuto per i cassonetti, i Giudici di legittimità hanno già stabilito, in linea con il proprio orientamento, che anche una Società “concessionaria” del “Servizio di raccolta rifiuti” è tenuta al pagamento del Canone per l’occupazione del suolo pubblico utilizzato dai contenitori.


