Benefici “prima casa”: in caso di comunione legale tra coniugi, quel che rileva è che il cespite acquistato sia destinato a residenza familiare

Benefici “prima casa”: in caso di comunione legale tra coniugi, quel che rileva è che il cespite acquistato sia destinato a residenza familiare

Nell’Ordinanza n. 11225 dell’11 giugno 2020 della Corte di Cassazione, i Giudici di legittimità chiariscono che, in materia di Imposta di registro e dei relativi benefici per l’acquisto della prima casa, ai fini della fruizione degli stessi, ai sensi dell’art. 2 della Legge n. 118/1985, il requisito della residenza nel Comune in cui è ubicato l’immobile va riferito alla famiglia. Con la conseguenza che, in caso di comunione legale tra coniugi, quel che rileva è che il cespite acquistato sia destinato a residenza familiare, mentre non assume rilievo in senso contrario la circostanza che uno dei coniugi non abbia la residenza anagrafica in tale Comune, e ciò in ogni ipotesi in cui il bene sia divenuto oggetto della comunione ai sensi dell’art. 177 del Cc., quindi sia in caso di acquisto separato che congiunto dello stesso.


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