Bilanci degli Enti Locali anno 2017: entrate in calo per Province e Città metropolitane e riduzione generalizzata delle spese impegnate

Bilanci degli Enti Locali anno 2017: entrate in calo per Province e Città metropolitane e riduzione generalizzata delle spese impegnate

E’ stato pubblicato sul sito istituzionale dell’Istat in data 4 luglio 2019 il Report dal titolo “Entrate in calo per Province e Città metropolitane, spese diminuite nei Comuni”.

Nel 2017 continua la riduzione della spesa impegnata dai Comuni a fronte di una sostanziale stabilità delle entrate accertate.

Le entrate accertate dai Comuni nel 2017, al netto dei “servizi per conto terzi” e “partite di giro”, sono diminuite dello 0,1% (Euro 81.701 milioni nel 2017 e Euro 81.769 nel 2016). Il 76,3% riguarda le entrate correnti (+1,4% sul 2016), il 10,1% le entrate in conto capitale, l’1,1% le entrate da riduzione di attività finanziarie e il rimanente 12,5% dalle entrate derivanti da accensioni di prestiti e da anticipazioni da Istituto Tesoriere/Cassiere.

Le riscossioni ammontano ad Euro 75.855 milioni (-0,3% rispetto al 2016); conseguentemente anche la capacità di riscossione risulta in riduzione dal 73,4% del 2017 al 73,6% del 2016.

Le spese complessivamente impegnate nel 2017 sono pari ad Euro 76.556 milioni (-3,2% rispetto all’anno precedente). I pagamenti totali ammontano ad Euro 76.030 milioni (+0,4%) da cui deriva una capacità di spesa pari al 76,6% (+2% rispetto all’esercizio precedente).

Gli impegni di spesa corrente sono pari ad Euro 53.709 milioni, mentre i pagamenti correnti assommano ad Euro 53.327 milioni. Le spese correnti sono destinate per il 54,6% all’acquisto di beni e servizi e per il 25,6% ai redditi da lavoro dipendente, mentre la parte restante è formata dalle altre spese correnti.

La spesa corrente pro capite è pari a Euro 888 a livello nazionale: la Regione con il valore più elevato nei Comuni è la Valle d’Aosta (Euro 1.737), quella con il valore più basso è la Puglia (Euro 685). Le spese in conto capitale impegnate ammontano a Euro 9.676 milioni (-13,7% rispetto al 2016) e quelle per incremento di attività finanziarie sono Euro 741 milioni (-6,0% rispetto al 2016).

Gli impegni per rimborso di prestiti e per chiusura anticipazioni sono pari, rispettivamente, a Euro 3.180 e Euro 9.250 milioni.

Per le Province e Città metropolitane, nel 2017, l’ammontare totale delle entrate accertate, al netto dei servizi per conto terzi e partite di giro, risulta pari a Euro 9.121 milioni (-5,0% rispetto all’esercizio precedente).

Le spese totali impegnate nel corso del 2017 sono pari a Euro 9.199 milioni (-9,0% rispetto all’anno precedente). Le spese correnti ammontano a Euro 7.312 milioni e rappresentano il 79,5% del totale. Rispetto all’anno precedente, si riscontra una diminuzione dell’8,0% e una riduzione della capacità di spesa che risulta pari al 58,1%. L’incidenza dei redditi da lavoro dipendente raggiunge a livello nazionale un valore del 15,5%; il valore più elevato è in Sicilia (33,9%), mentre quello più basso nel Veneto (9,5%). Il valore pro capite delle spese correnti, pari a Euro 123 sul territorio nazionale, raggiunge il livello massimo nelle Province della Basilicata (Euro 228) e il più basso nei Comuni del Friuli-Venezia Giulia (Euro 28). Il grado di autonomia impositiva degli Enti Locali aumenta dell’1,1% e si attesta al 55,0% su scala nazionale; a livello nazionale, aumenta anche il grado di autonomia finanziaria, raggiungendo il 63,5%, e il grado di dipendenza dalle Amministrazioni centrali che si attesta al 13,0%, mentre diminuisce di 1,3 punti percentuali il grado di dipendenza da Amministrazioni locali.


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