Calamità naturali: assegnate a Regioni e Province autonome le risorse per gli interventi urgenti di mitigazione del dissesto idrogeologico

Calamità naturali: assegnate a Regioni e Province autonome le risorse per gli interventi urgenti di mitigazione del dissesto idrogeologico

È stato pubblicato sulla G.U. n. 79 del 3 aprile 2019 il Dpcm. 27 febbraio 2019, che dispone l’assegnazione delle risorse finanziarie previste dall’art. 1, comma 1028, della Legge n. 145 del 30 dicembre 2018. La “Legge di bilancio” ha autorizzato la spesa di Euro 800 milioni per l’anno 2019 e di Euro 900 milioni per gli anni 2020 e 2021, per permettere tempestivamente la realizzazione, nell’arco del triennio 2019-2021, degli investimenti strutturali e infrastrutturali urgenti di cui all’art. 25, comma 2, lett. d) ed e), del Dlgs. n. 1/2018, finalizzati alla mitigazione del rischio idraulico e idrogeologico, nonché all’aumento del livello di resilienza delle strutture e infrastrutture individuate dai rispettivi Commissari delegati, ovvero nei casi in cui alla data di entrata in vigore della richiamata Legge lo stato di emergenza sia terminato da non oltre sei mesi, nei limiti dell’art. 26, comma 1, secondo periodo, del Dlgs. n. 1/2018.

L’art. 1, comma 1029, della Legge n. 145/2018 stabilisce che tali risorse vengano trasferite dal bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei Ministri in apposito Fondo del Dipartimento della Protezione civile.

Gli interventi urgenti, segnalati dall’Ordinanza n. 558 del 15 novembre 2018 del Capo del Dipartimento della Protezione civile, riguardano gli eccezionali eventi meteorologici dell’ottobre 2018 che hanno interessato Calabria, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Toscana, Sardegna, Sicilia, Veneto e le Province autonome di Trento e Bolzano, e i soggetti individuati dal Decreto comprendono gli Stati di emergenza vigenti al 31 dicembre 2018 e gli Stati di emergenza cessati da non oltre sei mesi al 31 dicembre 2018, per i quali sono stati comunicati ulteriori fabbisogni rispetto a quelli già stanziati.

Per la realizzazione degli investimenti sul patrimonio pubblico i soggetti individuati devono predisporre, entro 20 giorni dalla data del presente Provvedimento, per la prima annualità e per le annualità successive entro il 31 gennaio di ciascun anno, un Piano degli investimenti da realizzare nei limiti delle risorse assegnate per annualità, da sottoporre all’approvazione del Capo Dipartimento della Protezione civile. Tale Piano può essere rimodulato in corso d’opera, in relazione a esigenze straordinarie, nei limiti della quota parte delle risorse assegnate per ciascuna annualità.

In seguito all’approvazione del Piano è previsto il trasferimento, a favore di ciascun soggetto, del 30% dell’importo indicato relativamente alla prima annualità, mentre le restanti risorse saranno trasferite per ciascuna annualità in relazione allo stato di avanzamento dei lavori.

Nell’ipotesi di mancata stipula dei contratti di affidamento degli interventi entro il 30 settembre di ogni annualità, le risorse non utilizzate verranno assegnate ai soggetti che documentino di aver avviato almeno il 70% degli investimenti previsti nel Piano, e che ne garantiscano l’impiego entro il 31 dicembre di ogni annualità. Per gli investimenti di valore superiore alla soglia di cui all’art. 35, comma 2, lett. a), del “Codice” di cui al Dlgs n. 50/2016, può essere finanziata anche la sola progettazione da realizzare nell’anno 2019.

I finanziamenti sono destinati ad investimenti relativi:

a) alla ricostruzione in sito delle abitazioni distrutte;

b) alla delocalizzazione, previa demolizione delle abitazioni distrutte, costruendo o acquistando una nuova unità abitativa in altro sito della medesima regione, se la relativa ricostruzione non sia possibile in base ai piani di assetto idrogeologico o agli strumenti urbanistici vigenti, o in conseguenza di fattori di rischio esterni e per i quali, alla data di presentazione della domanda di finanziamento, non risultino programmati e finanziati interventi di rimozione dei predetti fattori di rischio;

c) al ripristino, recupero e manutenzione straordinaria di opere e impianti danneggiati o distrutti a seguito dell’evento calamitoso;

d) al ripristino, recupero e manutenzione straordinaria di parti comuni di opere e impianti di edifici residenziali danneggiati o distrutti a seguito dell’evento calamitoso.

Per le abitazioni danneggiate i finanziamenti sono concessi limitatamente agli investimenti di cui all’art. 3, comma 18, della Legge n. 350/2003, per i danni relativi a strutture e impianti attestati nella Perizia. I finanziamenti sono riconoscibili anche per il ripristino delle parti comuni danneggiate di un edificio residenziale e per eventuali adeguamenti obbligatori per legge da evidenziare specificamente nel computo estimativo della Perizia. Le eventuali migliorie sono in ogni caso a carico dei beneficiari del finanziamento e devono essere specificamente evidenziate nella Perizia.

I finanziamenti sono concessi:

a) per gli investimenti strutturali e infrastrutturali urgenti:

  • all’unità immobiliare destinata, alla data dell’evento calamitoso, ad abitazione principale del proprietario, il finanziamento è concesso fino all’80% del valore indicato nella Perizia, nel limite massimo di Euro 150.000;
  • all’unità immobiliare destinata, alla data dell’evento calamitoso, ad abitazione diversa da quella principale del proprietario, il finanziamento è concesso fino al 50% del valore indicato nella Perizia, nel limite massimo di Euro 150.000;

III. alle parti comuni di un edificio residenziale, il finanziamento è concesso fino all’80% del valore indicato nella Perizia se nell’edificio risulta, alla data dell’evento calamitoso, almeno un’abitazione principale di un proprietario, ovvero in caso contrario fino al 50% del citato valore, nel limite massimo di Euro 150.000;

b) per le prestazioni tecniche (progettazione, direzione lavori, ecc.) la relativa spesa, comprensiva degli oneri riflessi (Cassa previdenziale e Iva) è ammissibile a finanziamento nel limite del 10% dell’importo, al netto dell’aliquota Iva di legge, dei lavori di ripristino degli immobili, fermi restando i massimali indicati;

c) nel caso di abitazione distrutta e da ricostruire in sito o in caso di delocalizzazione, è concesso un finanziamento da determinarsi applicando, sul valore indicato nella Perizia, una percentuale:

  • fino all’80% per l’unità destinata, alla data dell’evento calamitoso, ad abitazione principale del proprietario, nel limite massimo di Euro 187.500;
  • fino al 50% per l’unità destinata, alla data dell’evento calamitoso, ad abitazione diversa da quella principale del proprietario, nel limite massimo di Euro 150.000;
  • Per le spese di demolizione dell’immobile da ricostruire o delocalizzare è inoltre concesso un ulteriore finanziamento fino a Euro 10.000;

d) per le abitazioni da delocalizzare la demolizione delle stesse è precondizione per l’accesso al finanziamento, e sull’area di sedime è posto il vincolo temporaneo di inedificabilità. Tale vincolo temporaneo deve, successivamente, essere recepito negli strumenti urbanistici e trascritto nei registri immobiliari.

In presenza di indennizzi assicurativi o altre tipologie di contributo corrisposti o da corrispondersi da altro Ente pubblico per le medesime finalità, a detto indennizzo e/o altro contributo viene sommato il finanziamento fino alla concorrenza del danno risultante dalla Perizia. In tal caso, il finanziamento è integrato con un’ulteriore somma pari ai premi assicurativi versati nel quinquennio precedente.

Per le strutture sedi di attività economiche e produttive interessate dagli eventi, i finanziamenti sono finalizzati:

a) alla ricostruzione in sito dell’immobile distrutto nel quale ha sede l’attività o che costituisce attività;

b) alla delocalizzazione, previa demolizione dell’immobile distrutto nel quale ha sede l’attività o che costituisce attività, costruendo o acquistando una nuova unità immobiliare in altro sito della medesima regione, se la relativa ricostruzione in sito non sia possibile:

I) in base ai Piani di assetto idrogeologico o agli strumenti urbanistici vigenti;

II) in conseguenza di fattori di rischio esterni e per i quali, alla data di presentazione della domanda di finanziamento non risultino programmati e finanziati interventi di rimozione dei predetti fattori di rischio;

c) al ripristino recupero e manutenzione straordinaria di opere e impianti danneggiati o distrutti a seguito dell’evento calamitoso.

Anche in questo caso per le unità immobiliari danneggiate i finanziamenti sono concessi limitatamente agli investimenti di cui all’art. 3, comma 18, della Legge n. 350/2003, per i danni relativi a strutture e impianti attestati nella Perizia. Tali finanziamenti sono riconoscibili anche per eventuali adeguamenti obbligatori per legge da evidenziare specificamente nel computo estimativo della Perizia. Le eventuali migliorie sono in ogni caso a carico dei beneficiari del finanziamento e devono essere specificamente evidenziate nella predetta Perizia.

I finanziamenti sono concessi nel limite massimo di Euro 450.000, come di seguito indicati:

a) per le domande di finanziamento riguardanti:

  • la ricostruzione nel medesimo sito o la delocalizzazione in altro sito e il ripristino strutturale e funzionale dell’immobile, il finanziamento è concesso fino al 50% del limite massimo;
  • il ripristino o la sostituzione degli impianti danneggiati o distrutti a seguito dell’evento calamitoso, il finanziamento è concesso fino all’80% del limite massimo;

b) per le prestazioni tecniche (progettazione, direzione lavori, ecc.) la relativa spesa, comprensiva degli oneri riflessi (Cassa previdenziale e Iva) è ammissibile a finanziamento nel limite del 10% dell’importo dei lavori, al netto dell’aliquota Iva di legge, fermi restando i massimali indicati.

I soggetti definiscono, con propri provvedimenti, le procedure di raccolta, istruttoria e successiva liquidazione dei finanziamenti, anche mediante la predisposizione di appositi Moduli di domanda di finanziamento e di Perizia, dandone pubblico avviso, entro 30 giorni dalla data di pubblicazione del presente Provvedimento, con le modalità ritenute più opportune. Tali provvedimenti determinano anche i termini per la presentazione della Perizia asseverata e per l’istruttoria delle domande di finanziamento, che comunque deve concludersi entro i successivi 60 giorni dal termine dei 30 giorni dalla data di pubblicazione.

Nella Perizia asseverata, da redigersi a cura di un Professionista abilitato iscritto ad un Ordine o Collegio, quest’ultimo, sotto la propria personale responsabilità, deve almeno:

a) attestare la sussistenza del nesso di causalità tra i danni e l’evento calamitoso;

b) relativamente ai danni all’immobile a uso abitativo, ovvero in cui ha sede l’attività economica e produttiva:

  • identificare l’immobile danneggiato dall’evento calamitoso, indicandone l’indirizzo e i dati catastali (foglio, mappale, subalterno, categoria, intestazione catastale), attestando che è stato edificato nel rispetto delle disposizioni di legge ovvero, alla data dell’evento calamitoso, i prescritti titoli abilitativi sono stati conseguiti in sanatoria;
  • descrivere i danni all’immobile e descrivere nel dettaglio gli interventi da effettuare sulle opere e impianti, indicando le misure e/o quantità, compresi quelli comportanti adeguamenti obbligatori per legge, e stimarne il costo, attraverso un computo metrico estimativo nel quale devono essere indicate le unità di misura e i prezzi unitari sulla base dell’elenco prezzi della regione o, per le voci non presenti, sulla base del prezzario della locale Camera di commercio, indicando anche l’importo Iva;

III. attestare, nel caso di spese già sostenute, la congruità delle stesse con i prezzari di cui alla lett. II), producendo il computo metrico estimativo di cui alla contabilità finale dei lavori, ovvero, in caso di accertata incongruità, rideterminando in diminuzione i costi unitari e quindi il costo complessivo;

distinguere, sia nel caso di cui alla lett. II) che in quello di cui alla lett. III), gli interventi ammissibili a finanziamento da quelli per eventuali interventi già eseguiti o da eseguirsi non ammissibili;

distinguere gli oneri per gli adeguamenti di legge, ammissibili a finanziamento, dalle eventuali migliorie comunque a carico del beneficiario;

produrre planimetria catastale, stato di fatto e stato legittimo dell’immobile;

c) relativamente ai danni agli impianti, fornire le specifiche informazioni finalizzate alla esatta individuazione degli stessi, con riferimento a documentazione tecnica e amministrativa risalente alla data dell’evento e alla congruità dei relativi prezzi con riferimento a prezzari ufficiali utilizzabili allo scopo, ove esistenti;

d) per l’immobile da delocalizzare, attestare la necessità di demolire e procedere alla delocalizzazione dello stesso, sulla base dei piani di assetto idrogeologico, degli strumenti urbanistici vigenti o sulla base di indagini conoscitive e studi elaborati o commissionati dalla pubblica autorità sui rischi idrogeologici e idraulici presenti nell’area su cui insiste l’immobile distrutto o danneggiato e dichiarato inagibile, richiamando in Perizia tali atti o elaborati;

e) per le attività economiche e produttive, allegare le dichiarazioni previste dalla legge attestanti le condizioni di regolarità dell’attività stessa.

Oltre a tali elementi, la Perizia asseverata deve contenere, in una separata Sezione, evidenza e quantificazione dettagliata dei danni subiti dalle strutture, opere e impianti, al fine di consentirne, con separata disposizione, l’eventuale finanziamento.

Detta Sezione comprende, tra l’altro:

a) limitatamente all’unità immobiliare distrutta o danneggiata e destinata, alla data dell’evento calamitoso, ad abitazione principale del proprietario o di un terzo, l’indicazione del numero dei vani catastali interessati;

b) limitatamente alle attività economiche e produttive, l’indicazione dei costi relativi al ripristino o alla sostituzione dei macchinari e delle attrezzature, danneggiate o distrutte a seguito dell’evento calamitoso, nonché di quelli relativi all’acquisto di scorte di materie prime, semilavorati e prodotti finiti danneggiati o distrutti e non più utilizzabili a seguito del medesimo evento calamitoso.

Gli interventi realizzati saranno monitorati ai sensi del Dlgs. n. 229/2011, ed i relativi dati saranno rilevati dai Commissari delegati, dalle Province autonome, e dai soggetti responsabili, che li trasmetteranno con la classificazione “Mitigazione dissesto idrogeologico – Piani dei Commissari”. La relazione annuale di cui all’art. 11, lett. b), del Regolamento Ue n. 651/2014 della Commissione 17 giugno 2014, per i finanziamenti, deve essere effettuata da ciascuna Regione e Provincia autonoma interessata dalla misura di aiuto di Stato attraverso la Piattaforma informatica “Sari”.

di Lorenzo Lazzerini


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