Canone unico patrimoniale: è di competenza delle Province la riscossione nei Centri abitati con popolazione inferiore a 10.000 abitanti

Canone unico patrimoniale: è di competenza delle Province la riscossione nei Centri abitati con popolazione inferiore a 10.000 abitanti

Il Mef-Dipartimento delle Finanze, nella Nota 9 luglio 2021, rubricata “Canone patrimoniale di cui all’art. 1, commi 816 e seguenti della Legge 27 dicembre 2019, n. 160. Richiesta di interpretazione in merito al soggetto attivo per le fattispecie che si realizzano nei Centri abitati con popolazione superiore a 10.000 abitanti”, rispondendo ad una richiesta di chiarimenti avanzata da un Comune toscano, ha chiarito l’applicazione della normativa del “Canone unico patrimoniale” e del cd. “Canone mercatale” con riguardo alla soggettività attiva per le occupazioni effettuate in Centri abitati con popolazione inferiore a 10.000 abitanti.

In via preliminare, il Dipartimento ricorda che la richiesta di chiarimenti del Comune derivata da una diversa formulazione dei 2 commi appena richiamati: invero, il comma 816 prevede che “nelle aree comunali si comprendono i tratti di strada situati all’interno di centri abitati di Comuni con popolazione superiore a 10.000 abitanti, individuabili a norma dell’art. 2, comma 7, del ‘Codice della Strada’”, mentre il comma 837 stabilisce che, “ai fini dell’applicazione del Canone si comprendono nelle aree comunali anche i tratti di strada situati all’interno di Centri abitati con popolazione superiore a 10.000 abitanti, di cui all’art. 2, comma 7, del ‘Codice della Strada’, di cui al Dlgs. n. 285/1992”.

A parere del Comune, per le fattispecie di cui ai commi 816 e seguenti, occorrerebbe fare riferimento alla popolazione del Comune, in modo tale che i Centri abitati anche con popolazione inferiore a 10.000 abitanti insistenti nel territorio di Comuni con popolazione superiore a 10.000 abitanti debbano intendersi come facenti parte delle aree comunali, mentre per l’applicazione del Canone di cui al comma 837, di contro occorrerebbe considerare come ricomprese nelle aree comunali solo i tratti di strada situati all’interno di centri abitati con popolazione superiore a 10.000 abitanti.

Secondo il Mef, la locuzione “popolazione superiore a 10.000 abitanti” deve essere riferita a quella dei Centri abitati in entrambi i casi e quindi, con riferimento alle 2 tipologie di Canoni, posto che al comma 818 il Legislatore fa riferimento all’art. 2, comma 7, del Dlgs. n. 285/1992, in cui si cita la popolazione dei Centri abitati: “le strade urbane di cui al comma 2, lett. D, E e F, sono sempre comunali quando siano situate nell’interno dei Centri abitati, eccettuati i tratti interni di strade statali, regionali o provinciali che attraversano centri abitati con popolazione non superiore a diecimila abitanti”.

Pertanto, il Ministero conclude che sono considerati di competenza dei Comuni le occupazioni effettuate sui tratti di strada che attraversano Centri abitati con popolazione superiore a 10.000 abitanti, mentre per quelli che attraversano Centri abitati con popolazione non superiore a 10.000 abitanti la soggettività attiva è della Provincia/Città Metropolitana competente.


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