Canone unico patrimoniale: possibili gli affidamenti disgiunti per la gestione e riscossione dei diversi presupposti impositivi

Canone unico patrimoniale: possibili gli affidamenti disgiunti per la gestione e riscossione dei diversi presupposti impositivi

È stata pubblicata sul sito web istituzionale del Mef-Dipartimento Finanze la Risoluzione 18 dicembre 2020 n. 9/Df, rubricata “Canone patrimoniale di concessione, autorizzazione o esposizione pubblicitaria – Art. 1, commi 816 e seguenti, della Legge 27 dicembre 2019, n. 160 – Possibilità di gestire disgiuntamente l’entrata a seconda dei 2 presupposti impositivi del canone – Quesito.

Il Documento fornisce chiarimenti in merito alla possibilità di affidare disgiuntamente la gestione delle entrate riferite ai 2 presupposti del Canone unico patrimoniale che entrerà in vigore dal 1° gennaio 2021, avallando una impostazione della gestione del canone già avanzata, anche in tale sede, dal Gruppo di lavoro sulla gestione e riscossione delle entrate di Centro Studi Enti Locali.

Nel caso prospettato dall’Ente che ha formulato il quesito, lo stesso gestisce direttamente la Tosap mentre ha affidato la gestione dell’Icp/Dpa ad un soggetto esterno. Per tale ragione, l’Ente ha chiesto chiarimenti in merito alla possibilità di adottare un modello gestionale che tenga conto dei due distinti presupposti impositivi.

Il Mef risponde affermativamente, ritenendo possibile mantenere una differenziazione nella scelta dell’affidamento della gestione delle entrate relative alle diverse componenti del Canone.

Il Mef ricorda anche che il Canone, ai sensi dell’art. 1, comma 819, della Legge n. 160/2019, ha i seguenti presupposti:

a) l’occupazione, anche abusiva, delle aree appartenenti al demanio o al patrimonio indisponibile degli Enti e degli spazi soprastanti o sottostanti il suolo pubblico;

b) la diffusione di messaggi pubblicitari, anche abusiva, mediante Impianti installati su aree appartenenti al demanio o al patrimonio indisponibile degli Enti, su beni privati laddove siano visibili da luogo pubblico o aperto al pubblico del territorio comunale, ovvero all’esterno di veicoli adibiti a uso pubblico o a uso privato.

Inoltre, il successivo comma 820 stabilisce che l’applicazione del Canone, dovuto per la diffusione dei messaggi pubblicitari di cui alla lett. b), del citato comma 819, esclude l’applicazione di quello per le occupazioni di cui alla lett. a) del medesimo comma.

La normativa consente comunque di individuare con certezza il gettito derivante dalle diverse fattispecie collegate ai 2 presupposti. In particolare, secondo il Mef, la circostanza che il comma 820 esclude che, in relazione alla stessa fattispecie possa essere richiesto un duplice Canone, porta a propendere per la possibilità di un affidamento disgiunto delle 2 componenti del Canone stesso, con la conseguenza che tutte le attività relative alla gestione dell’entrata in questione, ivi comprese quelle di accertamento e di riscossione, possono essere regolamentate dal Comune separatamente in relazione ai 2 differenti presupposti di cui alle richiamate lett. a) e b), del comma 819. Tale orientamento è avvalorato anche dal contenuto del comma 846, il quale prevede che gli Enti, possono affidare fino alla scadenza del relativo contratto, la gestione del Canone ai soggetti affidatari dei servizi di gestione e riscossione di Tosap/Cosap o Icp/Dpa/Cimp.

Altra argomentazione a supporto dell’orientamento ministeriale è relativa alla normativa Iuc. Anche tale Imposta, come il Canone unico, si basava su 2 presupposti impositivi, ovverosia il possesso di immobili e erogazione e fruizione di servizi comunali. Anche ai fini Iuc gli Enti Locali hanno continuato a mantenere distinta la gestione delle diverse componenti dell’Imposta (Imu, Tari, Tasi).

Naturalmente, qualsiasi soluzione gestionale adottata dall’Ente Locale deve essere conformata ad esigenze di efficienza economica e di semplificazione dei procedimenti amministrativi e deve evitare l’aggravio degli adempimenti nei confronti del contribuente o dell’utente.

Ad ulteriore fondamento della tesi che autorizza la gestione e l’affidamento disgiunto delle diverse componenti del Canone, il Mef ricorda l’orientamento della giurisprudenza amministrativa e, in particolare, l’Ordinanza del Consiglio di Stato n. 4989 del 28 agosto 2001, ove è espressamente statuito che “il Principio della potestà regolamentare dei Comuni e delle Province è di ordine generale. In materia di accertamento e riscossione dei tributi (art. 52 del Dlgs. n. 446/1997), trova un limite solo nelle materie costituzionalmente coperte da riserva di legge (sanzioni, procedure contenziose, casi di prelievo obbligatorio non attribuito alla fiscalità locale)”.

Per ultimo, il Ministero ribadisce che dal quadro normativo di riferimento, sia dalla giurisprudenza nonché dalla prassi amministrativa, non emergono elementi tali che precludano all’Ente Locale la possibilità di prevedere, nell’esercizio della potestà regolamentare di cui al citato art. 52 del Dlgs. n. 446/1997, una gestione disgiunta del Canone, in ragione dei 2 distinti presupposti ad esso sottesi, seppur riuniti nell’entrata in oggetto.


Related Articles

Imu: rimborsi per errati versamenti e ravvedimento operoso

Il testo del quesito: “1) In relazione ai rimborsi per errati versamenti, l’invio delle comunicazioni al Mef, previste dall’art. 1,

Edilizia scolastica: firmato il Decreto per la ripartizione delle risorse destinate ad interventi di adeguamento antisismico

Con Nota 4 gennaio 2016, il Governo ha annunciato che il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini, ha

Ripiano del disavanzo: la Faq Arconet n. 40 chiarisce come deve determinarsi il maggior recupero del disavanzo

La Faq Arconet n. 40, pubblicata sul sito internet istituzionale della Ragioneria generale dello Stato il 1° luglio 2020, chiarisce

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Only registered users can comment.