Nella Sentenza n. 4249 del 17 febbraio 2017 della Corte di Cassazione, i Giudici di legittimità si esprimono sulla mancata indicazione del Responsabile del procedimento sulla cartella di pagamento. La Suprema Corte specifica che tale obbligo ha lo scopo di assicurare la trasparenza dell’attività amministrativa, la piena informazione del cittadino (anche ai fini di eventuali azioni nei confronti del Responsabile) e la garanzia del diritto di difesa. I Giudici di legittimità rilevano che l’ordinamento non tutela l’interesse all’astratta regolarità del procedimento amministrativo, ma garantisce soltanto l’eliminazione del pregiudizio subito dalla parte in dipendenza del vizio denunciato, purché la parte medesima deduca e dimostri il nocumento subito. L’art. 36, comma 4-ter del Dl. n. 248/07 nel disporre che “la cartella di pagamento di cui all’art. 25 del Dpr. n.602/73, e successive modificazioni, contiene, altresì, a pena di nullità, l’indicazione del responsabile del procedimento di iscrizione a ruolo e di quello di emissione e di notificazione della stessa cartella”, prevede che “le disposizioni di cui al periodo precedente si applicano ai ruoli consegnati agli agenti della riscossione a decorrere dal 1° giugno 2008; la mancata indicazione dei responsabili dei procedimenti nelle cartelle di pagamento relative a ruoli consegnati prima di tale data non è causa di nullità delle stesse”.
La Corte Costituzionale, nel ritenere non fondata la questione di costituzionalità di tale norma, con la Sentenza n. 58/09, ha escluso che “anteriormente all’emanazione della disposizione impugnata, alla mancata indicazione del Responsabile del procedimento conseguisse la nullità della cartella di pagamento”. Pertanto, la Suprema Corte esclude che la mancata indicazione del Responsabile del procedimento nella cartella impugnata costituisca motivo di nullità della stessa.




