Cassa DD.PP. su indebitamento: Comuni sono P.A. più virtuose, rilanciare loro investimenti è essenziale per dare impulso alla ripresa

Cassa DD.PP. su indebitamento: Comuni sono P.A. più virtuose, rilanciare loro investimenti è essenziale per dare impulso alla ripresa

Il debito locale nel 2016 ha registrato il livello più basso degli ultimi 12 anni. È uno dei dati emersi nel rapporto sulla Finanza locale elaborato dal Centro di ricerca e studi di Cassa Depositi e Prestiti. L’analisi evidenzia la dinamica del rapporto “debito/Pil” con un particolare focus sugli anni della crisi, evidenziando il contributo degli Enti Locali alle politiche di consolidamento di bilancio. In particolare, nel 2007 l’avanzo primario delle Amministrazioni locali rappresentava circa il 7,7% (sceso poi al 4,6% nel 2008) del saldo consolidato del bilancio pubblico, mentre nel 2016 questo peso relativo è salito al 27,5%.

Considerando infatti i dati a fine 2016, si evince come, ad una forte caduta degli investimenti pubblici, si associ una riduzione del debito lordo delle Amministrazioni locali, che è tornato ai livelli del 2005. Tale risanamento è andato inevitabilmente a incidere sulla spesa per investimenti, tra le voci più produttive della spesa pubblica. L’indebitamento degli Enti Locali ha subìto sì una variazione negativa di 22 miliardi di Euro tra il 2007 ed il 2016, a causa anche del limitato accesso a nuovi mutui e prestiti da parte degli Enti Locali, ma lo scotto da pagare è stato molto pesante: il venir meno della crescita. Tutti i Comparti amministrativi delle diverse aree geografiche d’Italia hanno ridotto in valore assoluto la propria esposizione debitoria nel periodo sopra citato; tra l’altro, il Nord-Est ed il Centro Italia sono state le macro-aree che hanno contribuito in modo più significativo a tale riduzione, a differenza del Mezzogiorno che si conferma l’area dove il debito ha un maggior peso nell’economia locale (circa l’8% nel 2015). Secondo la Cassa Depositi e Prestiti, aver bloccato indiscriminatamente la capacità di spesa degli Enti Locali attraverso il Patto di stabilità, se da un lato può aver contenuto gli sprechi e limitato gravosi disavanzi, dall’altro ha impedito alle Amministrazioni più virtuose e solide di effettuare quegli investimenti che avrebbero generato crescita nel Paese, poiché sembra ormai chiaro che gli investimenti pubblici, in particolare quelli degli Enti Locali, sono essenziali per dare un nuovo impulso alla ripresa, e che la loro minore capacità di spesa, derivante da vincoli di natura normativa e fiscale, rappresenta il maggior ostacolo al finanziamento di nuovi investimenti. Se è stato raggiunto un cosiddetto “virtuosismo” relativo delle Amministrazioni locali lo si deve ad una serie di vincoli di spesa imposti su tali Enti che ne hanno limitato la capacità di spesa e il ricorso all’indebitamento, virtuosismo, che è giusto sottolineare, è maggiore nei Comuni rispetto agli altri Settori della Pubblica Amministrazione. Lo studio di Cassa Depositi e Prestiti confronta anche quali potrebbero essere gli scenari alternativi di evoluzione del rapporto “debito/Pil” prevedendo strategie di policy più espansive sul lato degli investimenti pubblici locali. Se per esempio fosse stato permesso agli Enti Locali di spendere il surplus primario accumulato in nuovi investimenti, il rapporto “debito/Pil” si sarebbe potuto ridurre di circa 4 punti percentuali al 2016. I nuovi investimenti pubblici locali, secondo Cassa Depositi e Prestiti, dovrebbero essere focalizzati su settori ritenuti strategici ovvero in quelli in cui il fabbisogno è maggiore a causa dei gap infrastrutturali presenti. Il Legislatore sembra aver recepito la necessità di modificare l’impianto normativo per favorire gli investimenti pubblici, in particolare quelli degli Enti Locali, essenziali per dare un nuovo impulso alla ripresa; lo sforzo per limitare gli effetti negativi di vincoli troppo stringenti è comunque apprezzabile, ma sarà necessario del tempo per valutare come queste novità introdotte possano generare prospettive di crescita economica e di consolidamento della finanza pubblica, fondamentale per sostenere la ripresa.

di Ketty Riolo


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