Come è noto, all’inizio dell’anno 2009 è stata emanata la Legge 4 marzo 2009, n. 15, di avvio della c.d. “Riforma Brunetta” del lavoro pubblico[1], il cui art. 7 contiene l’indicazione di principi e criteri finalizzati al potenziamento dello strumento disciplinare. E’ quindi intervenuto il Decreto di attuazione della predetta Legge n. 15/09, ossia il Dlgs. n. 150/09, che ha profondamente modificato le regole del potere disciplinare, novellando l’art. 55 del Dlgs. n. 165/01, a cui sono stati aggiunti gli artt. da 55-bis a 55-septies[2].

L’art. 55, comma 2, del Dlgs. n.

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