Compensi extra per gli Avvocati dipendenti: la Corte Sicilia interviene sull’applicabilità dell’art. 9 del Dl. n. 90/2014

Compensi extra per gli Avvocati dipendenti: la Corte Sicilia interviene sull’applicabilità dell’art. 9 del Dl. n. 90/2014

Nella Delibera n. 88 del 29 aprile 2019 della Corte dei conti Sicilia, il Commissario straordinario di un Libero Consorzio ha chiesto se l’art. 9 del Dl. n. 90/2014, nella parte in cui disciplina la corresponsione dei compensi professionali (le cd. “propine”) in favore degli Avvocati incardinati nelle strutture pubbliche, debba essere limitato alle ipotesi in cui gli Enti abbiano ottenuto Sentenza favorevole con recupero delle spese legali o con compensazione integrale, ovvero se possa essere esteso anche ai diversi casi di “provvedimenti decisori pronunciati dagli Organi giudiziari”, nonché “di estinzione del giudizio per perenzione, rinuncia di controparte o abbandono della controversia o, in generale, per inattività della controparte in qualsiasi fase del giudizio cautelare, di merito o di esecuzione che comporti la completa salvaguardia dei beni e diritti dell’Ente”.

La Sezione chiarisce che i compensi aggiuntivi non hanno la funzione di remunerare l’intera attività dei Professionisti legali interni, ma possono essere erogati soltanto nelle ipotesi espressamente contemplate dalla legge. Nello specifico, l’art. 9 del Dl. n. 90/2014 fa testualmente riferimento soltanto alle “Sentenze favorevoli”, con recupero delle spese legali o con compensazione integrale, proprio perché il presupposto per l’erogazione dei compensi aggiuntivi è costituito dall’esito vittorioso della lite, riscontrabile nelle Sentenze che definiscono la fase di giudizio respingendo le domande di controparte per ragioni processuali o di merito, ma certamente non nei casi “di estinzione del giudizio per perenzione, rinuncia di controparte o abbandono della controversia o, in generale, per inattività della controparte in qualsiasi fase del giudizio cautelare, di merito o di esecuzione che comporti la completa salvaguardia dei beni e diritti dell’Ente”, oltre che di abbandono o rinuncia con onere delle spese.


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