Concorso pubblico: l’equipollenza del titolo di studio richiesto deve essere espressamente prevista dalla legge

Tar Lecce, Sentenza 1220 del 16 luglio 2025

Un concorso pubblico prevedeva, tra i requisiti di ammissione, il possesso di un diploma di “perito informatico” o “informatica e telecomunicazioni” (o titoli equipollenti), oppure una laurea in ambito tecnico-informatico. Un candidato, in possesso di un diploma di “perito tecnico industriale – elettronica e telecomunicazioni” conseguito prima della riforma del 2010, è stato escluso perché il titolo non corrispondeva a quelli previsti dal bando. L’interessato ha contestato l’esclusione, sostenendo che il suo diploma fosse sostanzialmente equivalente e che, prima della riforma, le qualifiche fossero unitarie. Ha invocato un’interpretazione estensiva della clausola del Bando, richiamando anche il principio del favor partecipationis, e ha lamentato la mancata attivazione del soccorso istruttorio. I Giudici hanno respinto il ricorso, chiarendo che nei concorsi pubblici i requisiti di ammissione stabiliti dal bando devono essere interpretati in modo rigoroso e non possono essere estesi per analogia, salvo che una norma preveda espressamente l’equipollenza tra titoli. Il diploma posseduto dal candidato, secondo le tabelle ufficiali di corrispondenza introdotte dal Dpr. n. 88/2010, confluisce nel nuovo indirizzo di “elettronica ed elettrotecnica” e non in “informatica e telecomunicazioni”, perciò non è equipollente a quello richiesto. Il soccorso istruttorio non può essere utilizzato per colmare la mancanza di un requisito sostanziale, ma solo per correggere errori formali o documentali. L’esclusione era quindi automatica e conforme alla lex specialis. Inoltre, la scelta dei titoli ammissibili rientra nella discrezionalità dell’Amministrazione e, in questo caso, è stata ritenuta coerente con il profilo professionale ricercato.

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