Congruità dell’offerta: la valutazione non richiede uno specifico onere motivazionale

Congruità dell’offerta: la valutazione non richiede uno specifico onere motivazionale

Nella Sentenza n. 8261 del 12 luglio 2021 del Tar Lazio, i Giudici rilevano che la valutazione favorevole delle giustificazioni dell’offerta sospetta di anomalia non richiede uno specifico onere motivazionale, essendo richiesta una motivazione più approfondita solo laddove l’Amministrazione ritenga di non condividere le giustificazioni offerte dall’Impresa, in tal modo disponendone l’esclusione. Peraltro, nell’ipotesi di giudizio positivo dell’offerta sospettata di anomalia, incombe a chi lo contesta l’onere di dimostrarne l’irragionevolezza o l’erroneità, non essendo sufficiente includere considerazioni frazionate sulla incongruenza o insufficienza (solo) di talune voci di costo e che in sede di verifica delle offerte sospettate di anomalia, anche l’esame delle giustificazioni prodotte dai concorrenti a dimostrazione della non anomalia della propria offerta rientra nella discrezionalità tecnica dell’amministrazione, con la conseguenza che soltanto in caso di macroscopiche illegittimità, quali errori di valutazione gravi ed evidenti oppure valutazioni abnormi o inficiate da errori di fatto, il Giudice di legittimità può intervenire, fermo restando l’impossibilità di sostituire il proprio giudizio a quello dell’amministrazione. Nel dettaglio, i Giudici aggiungono che sono “costi indiretti della commessa” quelli attinenti al personale di supporto all’esecuzione dell’appalto o a servizi esterni, da tener distinti dai “costi diretti della commessa” comprensivi di tutti i dipendenti impiegati per l’esecuzione della specifica commessa. L’obbligatoria indicazione dei costi della manodopera in offerta – e la correlativa verifica della loro congruità imposta alla Stazione appaltante – si impone solo per i dipendenti impiegati stabilmente nella commessa, in quanto voce di costo che può essere variamente articolata nella formulazione dell’offerta per la specifica commessa. Non è così invece per le figure professionali impiegate in via indiretta, che operano solo occasionalmente, ovvero lo fanno in maniera trasversale a vari contratti (ad esempio, il Direttore del Servizio), il cui costo non si presta ad essere modificato in relazione all’offerta da presentare per il singolo appalto.


Related Articles

Imposte dirette: il compenso riscosso da un Professionista dopo la chiusura della Partita Iva rientra tra i redditi diversi

L’Agenzia delle Entrate, con la Risposta all’Istanza di Interpello n. 299 del 2 settembre 2020, ha chiarito le modalità di

Indennità di funzione e gettoni di presenza per gli Amministratori degli Enti Locali

Nella Delibera n. 145 del 20 dicembre 2018 della Corte dei conti Piemonte, un Sindaco ha chiesto un parere in

Imu: esente l’immobile in comodato ad un Ente ecclesiastico per lo svolgimento di attività didattiche non commerciali

Nella Sentenza n. 271/2/2017 del 25 ottobre 2017 della Ctp di Reggio Emilia, la questione controversa in esame riguarda l’eventuale

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Only registered users can comment.