Nella Sentenza n. 29 del 15 febbraio 2021 della Corte dei conti, I Sezione centrale di Appello, è stata chiesta la riforma di una Sentenza con la quale è stato condannato l’Economo di un Comune a restituire la somma di Euro 1.979,16, per il mancato discarico pronunciato all’esito del giudizio di conto instaurato nei suoi confronti per l’esercizio 2009.
Più in particolare, il discarico del soggetto investito del maneggio di liquidità affidate alla sua gestione presuppone che, al termine dei riscontri effettuati, si giunga all’esaustiva dimostrazione della correttezza delle spese sostenute a valere sulle disponibilità assegnate, essendo altrimenti tenuto a restituire il tantundem al fine di ricostituire la consistenza iniziale per la parte non giustificata.
La Sezione chiarisce che non rientrano nelle categorie previste dal Regolamento di contabilità la serie di spese enumerate per le quali, a parte l’evidente estraneità di alcune (ad es. alimenti, acquisti natalizi, cornice argentata), non risulta allegata idonea dimostrazione sulla natura e sui presupposti concreti che ne hanno determinato l’effettuazione tramite l’Ufficio Economale anziché attraverso le ordinarie procedure amministrative e contabili. Infatti, un articolo del citato Regolamento riguardante le spese ammissibili da parte dell’Economo dell’Ente, nel premettere che competono a tale Agente solo le minute spese d’ufficio, ne fornisce un’elencazione piuttosto esaustiva, nella quale non possono essere ricomprese quelle in contestazione, per evidente non inerenza delle stesse. Peraltro, tale esclusione è pienamente coerente con la ratio comune alle varie tipologie oggetto di dettaglio, tutte qualificabili in termini di piccole spese per il funzionamento degli Uffici o per lo svolgimento di alcune attività, riguardanti la gestione di atti, documenti e pubblicazioni, ovvero la mobilità o altre evenienze concernenti i dipendenti e gli Amministratori (a titolo esemplificativo, cancelleria, minimi adempimenti fiscali, spedizioni postali, abbonamenti a bollettini o riviste, partecipazioni a convegni e seminari di studio, accertamenti sanitari per i dipendenti, e così via).




