In data 21 dicembre 2021 è stata firmata all’Aran la Pre-intesa con i Sindacati relativa al Contratto collettivo nazionale di lavoro del Comparto “Funzioni centrali” per il triennio 2019-2021, che riguarda 225.000 dipendenti pubblici. Questo traguardo, operativo e simbolico, dà concreta attuazione alla Milestone del “Pnrr” sulla Riforma del Lavoro pubblico e mette al centro il “capitale umano” che muove la macchina amministrativa del Paese, e che è stato fondamentale nella gestione della pandemia.
Con la Pre-intesa, si rispettano gli impegni contenuti nel “Patto per l’innovazione del Lavoro pubblico e la Coesione sociale” firmato il 10 marzo 2021 tra Governo e Sindacati.
L’Intesa sul Contratto del Comparto “Funzioni centrali triennio 2019-2021” è la prima raggiunta per il “Pubblico Impiego” nel triennio contrattuale di riferimento e inaugura il nuovo Sistema di classificazione del personale, con il quale sono stati ricondotti ad unità i diversi modelli ora confluiti tutti nel comparto funzioni centrali.
Gli aspetti che caratterizzano il nuovo ordinamento e che potranno trovare collocazione anche all’interno del rinnovo del Comparto “Funzioni locali”, riguardano:
- la semplificazione del Sistema conseguente al superamento delle vecchie posizioni economiche, sostituite da un’unica posizione giuridica per ciascuna Area;
- l’introduzione di una IV Area, denominata “Area delle elevate professionalità” nella quale verranno assunti dipendenti in possesso di elevata qualificazione professionale, e che rappresenta un futuro sbocco professionale per i funzionari già presenti nell’Amministrazione;
- la previsione di un percorso economico chiaro e semplificato, che consente ai lavoratori di acquisire quote aggiuntive di stipendio, denominate “differenziali stipendiali”, volte a remunerare il maggior grado di competenza professionale progressivamente acquisito dai dipendenti;
- la regolamentazione contrattuale del “lavoro a distanza”, che si articola in “lavoro agile”, di cui alla Legge n. 81/2017, e lavoro “da remoto”, rispondendo così alle differenti esigenze organizzative delle amministrazioni e dei lavoratori, ferma restando la qualità e la quantità dei servizi prestati e delle attività svolte;
- sotto il profilo delle Relazioni sindacali, una rivisitazione delle materie di confronto e Contrattazione integrativa al fine di potenziare il livello di partecipazione e di collaborazione tra Amministrazioni e Organizzazioni sindacali;
- la rivisitazione di alcuni istituti normo-economici previsti dal precedente Ccnl., ad esempio le assenze per malattia in caso di gravi patologie richiedenti terapie salvavita, escluse dal periodo di comporto, sia con riferimento alle giornate di effettuazione delle terapie, sia con riguardo alle assenze conseguenti agli effetti collaterali delle stesse; l’estensione della copertura assicurativa ai dipendenti che coprano posizioni di lavoro che richiedono l’assunzione di responsabilità diretta verso l’esterno; l’introduzione di tutele volte a consentire alle persone di vivere in modo equilibrato la propria identità di genere.
Le novità in materia di trattamento economico:
- la Pre-intesa riconosce benefici economici a regime, decorrenti dal 1° gennaio 2021, pari a circa Euro 105 medi per 13 mesi;
- è previsto inoltre l’utilizzo delle ulteriori risorse che saranno stanziate nella “Legge di bilancio” per il 2022, a decorrere dal 1° gennaio di tale anno, per finanziare il nuovo ordinamento professionale e il superamento dei limiti all’incremento dei “Fondi risorse decentrate” (nella misura dello 0,22% del monte salari 2018), consentendo un ulteriore beneficio complessivo a regime di circa Euro 20 medi al mese;
- l’Intesa riconosce arretrati contrattuali medi, per il periodo 2019-2021, pari a circa Euro 1.800.




