Nella Sentenza n. 22357 del 26 settembre 2017 della Corte di Cassazione, i Giudici di legittimità si esprimono sulla giurisdizione delle controversie riguardanti il “Servizio pubblico di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani”. La Suprema Corte afferma che le controversie concernenti il “Servizio pubblico di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani” appartengono alla giurisdizione del Giudice amministrativo, altresì osservando come la Corte Costituzionale abbia definito i confini della giurisdizione amministrativa esclusiva, esigendo:
- che vi siano coinvolte situazioni giuridiche di diritto soggettivo e/o d’interesse legittimo strettamente connesse;
- che il Legislatore assegni al Giudice amministrativo la cognizione non di blocchi di materie, ma di materie determinate;
- che l’Amministrazione agisca, in tali ambiti predefiniti, come Autorità, cioè attraverso la spendita di poteri amministrativi, che possono essere esercitati sia mediante atti unilaterali e autoritativi, sia mediante moduli consensuali, sia mediante comportamenti, purché questi ultimi siano posti in essere nell’esercizio di un potere pubblico e non consistano, invece, in meri comportamenti materiali avulsi da tale esercizio.
Dunque, i Giudici di legittimità affermano che sussiste la giurisdizione esclusiva del Giudice amministrativo per tutte le controversie in materia di pubblici servizi relative a concessioni di pubblici servizi, escluse quelle concernenti indennità, canoni ed altri corrispettivi, ovvero relative a provvedimenti adottati dalla Pubblica Amministrazione o dal gestore di un pubblico servizio in un procedimento amministrativo, ovvero ancora relative all’affidamento di un pubblico servizio, ed alla vigilanza e controllo nei confronti del gestore. Chiaramente, quanto sopra affermato vale per lo specifico “Servizio pubblico di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani”.