Conversione “Milleproroghe”: il testo incassa la fiducia della Camera ma non si placa lo scontro sul “Bando periferie”

Conversione “Milleproroghe”: il testo incassa la fiducia della Camera ma non si placa lo scontro sul “Bando periferie”

Con 329 sì e 220 no, la Camera ha votato la fiducia sul testo della Legge di conversione del Decreto “Milleproroghe”.

All’appello manca adesso solo l’ultimo passaggio in Senato, previsto per mercoledì 19 settembre 2018, dove sarà necessario arrivare all’approvazione definitiva entro e non oltre il 23 settembre.

Le modifiche apportate al testo originario del Dl. sono state in questi giorni oggetto di accese polemiche e scontri che hanno visto contrapposti, non solo i Parlamentari di opposizione e di maggioranza, ma – più in generale – l’Esecutivo e i Sindaci delle Città coinvolte.

Tra gli oggetti al centro della “bagarre” – culminata, nella giornata di ieri, nell’occupazione dell’Aula da parte dei Parlamentari in quota PD scaturita a seguito della decisione di apporre la fiducia, con modalità giudicate illegittime dall’opposizione – spicca anche il caso del “Bando periferie” di cui al Dpcm. 25 maggio 2016.

La decisione contestata è quella di far slittare al 2020 l’efficacia delle Convenzioni sottoscritte dalla Presidenza del Consiglio dei ministri con 96 Sindaci di Capoluoghi (87) e Città metropolitane (9), per un investimento complessivo di 1 miliardo e 600 milioni.

L’incontro tenutosi a Palazzo Chigi ha visto contrapporsi, da un lato, il Premier, Giuseppe Conte, e il Vice-ministro dell’Economia, Massimo Garavaglia, e dall’altro, il Presidente dell’Anci, Antonio Decaro, il Vicepresidente dell’Anci, Roberto Pella, il Presidente del Consiglio nazionale dell’Associazione, Enzo Bianco, il Coordinatore delle Anci regionali, Maurizio Mangialardi, ed i Sindaci di Roma, Torino, Padova, Treviso, Livorno, Bologna, Firenze, Pesaro, Parma, e Cosenza.

Al termine del Tavolo di confronto è stato reso noto l’impegno, assunto dal Presidente del Consiglio, di ripristinare in 3 anni i fondi per i Progetti “già in fase avanzata”, usando lo strumento del “primo Decreto utile”.

Una soluzione che non ha però convinto fino in fondo i detrattori dell’Emendamento. Nelle file dell’opposizione c’è stato infatti chi ha evidenziato il fatto che il “primo Decreto utile” era di fatto il “Milleproroghe” e non si capisce perché non si sia provveduto subito a sanare la questione se c’era effettivamente la volontà politica di farlo.

In merito, il Sindaco di Bari, Antonio Decaro, ha dichiarato: “Abbiamo deciso di non sospendere le relazioni istituzionali con il Governo perché il Presidente del Consiglio si è impegnato entro una settimana, 10 giorni, a risolvere il problema creato dal blocco dei fondi per il Bando periferie disposto in Senato ad agosto con un Emendamento al Milleproroghe. Non abbiamo capito le motivazioni per le quali non è possibile porre rimedio in queste ore. Ma registriamo un impegno importante. Che metteremo alla prova dei fatti. Come ho annunciato direttamente al Presidente Conte, se non si arriverà alla soluzione, noi Sindaci non parteciperemo più ai lavori della Conferenza unificata, dal cui esame passano tutti i provvedimenti. Nel Milleproroghe erano stati cancellati finanziamenti per 1 miliardo e 600 milioni. Soldi destinati ai cittadini più fragili, alle zone delle Città in cui si concentra il disagio, alle periferie. La trattativa partiva di là. Abbiamo ottenuto l’impegno del Capo del Governo perché tutti quei soldi siano recuperati, sebbene rimodulati nel tempo, tenendo conto delle esigenze di ogni Comune”.

di Veronica Potenza


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