Convocazione del Consiglio richiesta dai Consiglieri: il Dait ribadisce i limiti ai poteri del Presidente

Il Parere Dait n. 13622 del 27 aprile 2026, pubblicato il 2 luglio 2026 prende in esame una situazione segnalata da una Prefettura: 3 Gruppi consiliari di minoranza hanno richiesto la convocazione del Consiglio comunale inserendo all’ordine del giorno interrogazioni e mozioni

Il Parere Dait n. 13622 del 27 aprile 2026, pubblicato il 2 luglio 2026, prende in esame una situazione segnalata da una Prefettura: 3 Gruppi consiliari di minoranza hanno richiesto la convocazione del Consiglio comunale ai sensi dell’art. 39, comma 2, del Tuel, e dell’art. 11, comma 4, dello Statuto comunale, inserendo all’Ordine del giorno interrogazioni e mozioni.

Il Sindaco ha chiesto se tali richieste possano essere considerate strumentali e se la discussione delle interrogazioni debba seguire le regole dell’art. 39 o quelle del Regolamento consiliare.

Il Dipartimento ricorda innanzitutto il Principio cardine elaborato dalla giurisprudenza: quando la convocazione è richiesta da 1/5 dei Consiglieri, il Presidente del Consiglio deve limitarsi a verificare che la richiesta provenga dal numero prescritto di soggetti legittimati; non può invece sindacarne l’oggetto, perché la valutazione sull’ammissibilità delle questioni spetta all’Assemblea nel suo complesso. L’unica eccezione riguarda gli oggetti illeciti, impossibili o manifestamente estranei alle competenze del Consiglio: solo in questi casi la convocazione può essere omessa.

Alla luce di questo orientamento, il Parere chiarisce che le sole ipotesi in cui il Presidente può non convocare l’Assemblea sono: la mancanza del numero minimo di Consiglieri richiedenti; e l’illegittimità, impossibilità o estraneità manifesta dell’oggetto rispetto alle competenze consiliari.

Nel caso esaminato, le richieste dei Consiglieri sembrano essere state formulate esclusivamente ai sensi dell’art. 11 dello Statuto, che riproduce sostanzialmente la logica dell’art. 39 del Tuel: quando la convocazione è chiesta da 1/5 dei Consiglieri, la seduta deve essere tenuta entro 20 giorni e gli argomenti proposti devono essere inseriti all’Ordine del giorno.

Lo Statuto riconosce inoltre ai Consiglieri il diritto di presentare interrogazioni, interpellanze e mozioni, rinviando al Regolamento consiliare per le modalità di esercizio.

Il Regolamento, all’art. 46, stabilisce che il Consigliere, nel presentare un’interrogazione, debba indicare se desidera una risposta scritta o la convocazione del Consiglio. Nella fattispecie non è stata chiesta la risposta scritta e, di conseguenza, il Sindaco è tenuto a fissare la seduta nella prima riunione utile del Consiglio comunale.

In sintesi, il Dait conferma che la convocazione non può essere negata sulla base di valutazioni di merito o di presunti intenti ostruzionistici, ma solo nei casi tassativi individuati dalla giurisprudenza. Le richieste dei Consiglieri, essendo formalmente corrette, devono essere accolte e inserite all’Ordine del giorno secondo quanto previsto dallo Statuto e dal Regolamento.

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