Corte dei conti: il Programma delle attività di controllo per l’anno 2016

Corte dei conti: il Programma delle attività di controllo per l’anno 2016

Con la Delibera n. 5 del 10 febbraio 2016, la Corte dei conti Autonomie definisce il Programma dei controlli relativi all’anno 2016 nel rispetto delle linee di riferimento programmatico delle attività di controllo della Corte dei conti tracciate, per lo stesso anno, dalle Sezioni Riunite in sede di controllo con Deliberazione n. 18/15. Il Programma si riferisce alle attività di coordinamento delle Sezioni regionali, per quanto concerne l’adozione delle Linee guida e delle Pronunce di orientamento negli ambiti di competenza previsti dal Dl. n. 174/12, convertito con modificazioni in Legge n. 213/12, nonché alle attività di referto al Parlamento in ordine all’andamento complessivo della finanza regionale e locale nell’esercizio 2015, da rendere in funzione della salvaguardia degli equilibri di bilancio, del rispetto del Patto di stabilità interno e dei vincoli derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea. La riforma dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio disegnata dal Dlgs. n. 118/11, come corretta e integrata dal Dlgs. n. 126/14, chiede agli Enti territoriali e ai loro Organismi strumentali di attuare una profonda revisione dei rispettivi strumenti informativo-contabili, secondo modalità dettagliatamente individuate dai princìpi contabili applicati allegati alla riforma. Per garantire l’armonizzazione dei conti pubblici nonché il miglior raccordo degli stessi con il Sistema europeo dei conti nazionali (Sec 2010), il percorso della riforma si incentra, in particolare, su una più rigorosa tenuta delle scritture di contabilità finanziaria, su una diversa classificazione del bilancio, sull’affiancamento della contabilità economico-patrimoniale attraverso l’adozione di un “Piano dei conti integrato” e sull’elaborazione di un bilancio consolidato, nel tentativo di superare i tradizionali limiti dei sistemi contabili degli Enti rispetto all’esigenza di un’adeguata e completa rappresentazione dei fatti economici gestionali.

Dopo lo svolgimento, nel 2015, della prima tappa del processo di armonizzazione delle regole contabili e degli schemi di bilancio degli Enti territoriali, preceduta da una lunga fase di sperimentazione, l’anno 2016 vedrà l’attuazione di una serie di istituti contabili di cui non è più concessa agli Enti la facoltà di rinviarne l’adozione (come accaduto per la contabilità economico-patrimoniale e il bilancio consolidato) o di utilizzarne la rappresentazione a soli fini conoscitivi, in deroga ai nuovi principi contabili applicati.

Tali adempimenti riguarderanno anche gli Organismi strumentali degli Enti territoriali – quali le Istituzioni degli Enti Locali – gli Enti strumentali in contabilità finanziaria di Regioni ed Enti Locali, nonché i Consigli regionali. Gli Enti territoriali sono tenuti, come noto, ad assicurare il rispetto del principio dell’equilibrio di bilancio sancito a tutela dell’unità economica della Repubblica dalla Legge n. 243/12, recante disposizioni per l’attuazione del principio del pareggio di bilancio ai sensi dell’art. 81, comma 6, della Costituzione. L’integrale applicazione di detto principio richiede un controllo della gestione ancor più serrato e completo, in fase di programmazione e di rendicontazione, tanto in termini di competenza quanto di cassa. Occorre tener conto anche delle regole introdotte dalla “Legge di stabilità 2016”, per l’applicazione semplificata del pareggio di bilancio per la totalità degli Enti territoriali, inteso come saldo non negativo tra le entrate finali e le spese finali di competenza. La notevole portata dei cambiamenti sopra accennati inciderà sui sistemi e sui processi di contabilità e di bilancio degli Enti territoriali economicamente più fragili e maggiormente esposti agli effetti perturbanti derivanti dall’attuale congiuntura economica sfavorevole. Il che ne accentuerà le già note criticità sul piano della tenuta degli equilibri strutturali di bilancio, con prevedibili ricadute sulla programmazione e gestione delle spese specie in termini di adeguata e sufficientemente sicura copertura finanziaria.

In questa prospettiva, la Sezione delle Autonomie è chiamata a fornire alle Sezioni regionali di controllo e agli stessi Enti le indicazioni utili e gli strumenti operativi necessari ad assicurare la corretta revisione degli assetti contabili degli Enti, indispensabile per le verifiche e le analisi in ordine alla tenuta dei conti degli enti che partecipano agli equilibri del comparto pubblico locale. Per risolvere le problematiche emergenti dall’applicazione della riforma in discorso, ove occorra, la Sezione potrà intervenire con l’adozione di linee di indirizzo, come già avvenuto nel corso del 2015. Infine, le linee operative del presente Programma delle attività di controllo della Sezione saranno sviluppate in coerenza con le specificità delle Sezioni di controllo aventi sede nelle Regioni a Statuto speciale e nelle Province autonome, salvaguardandone le esigenze derivanti dagli specifici regimi di disciplina anche attraverso il coordinamento attuato a mezzo di specifici gruppi di lavoro.


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