“Covid-19”: in G.U. il Dpcm. che detta le regole della “Fase 3”

“Covid-19”: in G.U. il Dpcm. che detta le regole della “Fase 3”

E’ stato pubblicato sulla G.U. n. 147 dell’11 giugno 2020 il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 11 giugno 2020, recante “Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, recante misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid-19, e del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, recante ulteriori misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid-19”.

Il Decreto, approvato nel corso del Consiglio dei Ministri n. 51 dell’11 giugno 2020, entrerà in vigore il 15 giugno 2020 e detta le regole di quella che il Premier, Giuseppe Conte, ha definito la “Fase 3” delle misure straordinarie adottate per contenere la diffusione del “Covid-19”.

Con il provvedimento in questione il Governo compie ulteriori passi nella direzione della riapertura. Tra le novità introdotte si segnalano infatti la ripresa, a partire dal 15 giugno 2020, delle attività di:

  • sale giochi, sale scommesse, sale bingo;
  • centri benessere, centri termali, culturali e centri sociali;
  • centri estivi anche per i bambini in età da 0-3 anni

Via libera anche agli spettacoli aperti al pubblico, le sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto, mentre restano sospese tutte le attività che abbiano luogo in sale da ballo, discoteche e locali assimilati sia all’aperto che al chiuso.

Semaforo ancora rosso, fino al 14 luglio 2020, per fiere e congressi, mentre possono riprendere i corsi professionali svolti in presenza.

In materia di spostamenti da e per l’estero è aumentato a 120 ore (5 giorni) il periodo massimo di permanenza senza obbligo di quarantena domiciliare per chi fa ingresso nel territorio nazionale per ragioni di lavoro, così come per il personale di imprese o enti aventi sede legale o secondaria in Italia che va all’estero per comprovate ragioni lavorative. Non sono soggetti ad alcuna limitazione gli spostamenti da e per i seguenti Stati: Stati membri dell’Unione Europea; Stati parte dell’accordo di Schengen; Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord; Andorra, Principato di Monaco; Repubblica di San Marino e Stato della Città del Vaticano. Dal 16 giugno 2020 si può inoltre viaggiare liberamente verso Albania, Bosnia e Erzegovina, Kosovo, Montenegro, Macedonia del nord e Serbia. Resta fermo – almeno fino al prossimo 30 giugno – il divieto di spostarsi da e per Stati e territori diversi da quelli dell’Unione europea e dei Balcani, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute. Resta in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.

Quanto allo Sport, a partire dal 12 giugno 2020, riprendono gli eventi e le competizioni sportive a porte chiuse o all’aperto senza la presenza del pubblico mentre, a decorrere dal 25 giugno 2020, è consentito lo svolgimento anche degli sport di contatto nelle Regioni e Province Autonome che, d’intesa con il Ministero della Salute e dell’Autorità di Governo delegata in materia di sport, abbiano preventivamente accertato la compatibilità delle suddette attività con l’andamento della situazione epidemiologica nei rispettivi territori.

Vediamo ora nel dettaglio quali sono, alla luce delle modifiche di cui sopra, le restrizioni tuttora vigenti:

a) ai soggetti con sintomatologia da infezione respiratoria e febbre (maggiore di 37,5° C) viene imposto di rimanere presso il proprio domicilio, contattando il proprio Medico curante;

b) si conferma il superamento del divieto di accesso del pubblico a parchi, ville, giardini pubblici ed aree gioco ma resta fermo il divieto di assembramento e l’obbligo di mantenere la distanza di sicurezza interpersonale di almeno 1 metro.

c)  via libera all’accesso di bambini e ragazzi a luoghi destinati allo svolgimento di attività ludiche, ricreative ed educative, anche non formali, al chiuso o all’aperto, con l’ausilio di operatori cui affidarli in custodia e con obbligo di adottare appositi protocolli di sicurezza predisposti in conformità alle Linee guida del Dipartimento per le Politiche della famiglia di cui all’Allegato 8;

d) è consentito svolgere attività sportiva o attività motoria, purché comunque nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno 2 metri per l’attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività (vincolo quest’ultimo che non si applica alle persone non autosufficienti);

e) dal 12 giugno 2020 sono consenti gli eventi e le competizioni sportive di interesse nazionale sono consentiti a porte chiuse o all’aperto senza la presenza di pubblico, nel rispetto dei protocolli emanati dalle rispettive Federazioni sportive nazionali, Discipline sportive associate ed Enti di promozione sportiva. Sì anche alle sessioni di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti, degli sport individuali e di squadra, purché a porte chiuse e nel rispetto dei protocolli citati;

f) sono consentite l’attività sportive di base e quella motoria in genere svolte presso palestre, piscine, centri e circoli sportivi, pubblici e privati. Anche in questo caso, resta fermo l’obbligo di osservare il distanziamento sociale e di evitare gli assembramenti;

g) dal 25 giugno 2020 è consentito lo svolgimento anche degli sport di contatto nelle Regioni e Province Autonome che, d’intesa con il Ministero della Salute e dell’Autorità di governo delegata in materia di Sport, abbiano preventivamente accertato la compatibilità delle suddette attività con l’andamento della situazione epidemiologica nei rispettivi territori;

h) è autorizzata la ripresa delle attività dei comprensori sciistici, a condizione che le Regioni e le Province autonome accertino prima la compatibilità di tali attività con l’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e che individuino i Protocolli o le Linee-guida applicabili idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel Settore di riferimento o in Settori analoghi;

i) è consentito lo svolgimento di manifestazioni pubbliche, purché in forma statica e a condizione che, nel corso di esse, siano osservate le distanze sociali prescritte e le altre misure di contenimento;

l) è autorizzata la ripresa delle attività di sale giochi, sale scommesse e sale bingo. Anche in questo caso la condizione è che le Regioni e le Province Autonome abbiano accertato la compatibilità dello svolgimento delle suddette attività con l’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e che vengano adottati Protocolli di sicurezza specifici;

m) sono autorizzati gli spettacoli in Teatri, Sale da concerto, Cinema, e quelli all’aperto. Viene però confermata l’obbligo di prevedere posti a sedere preassegnati e distanziati o di adottare altre misure tali da garantire il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro, sia per il personale che per gli spettatori. Confermati i numeri massimi di spettatori ad evento pari a 1.000 per gli spettacoli all’aperto e 200 per quelli al chiuso. Restano comunque sospese le attività che abbiano luogo in Sale da ballo e Discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso, e – fino al 14 luglio 2020 – le Fiere e i Congressi.

n) l’accesso ai luoghi di culto è consentito ma a condizione che vengano adottate le opportune misure “anti-assembramento”;

o) i fedeli possono prendere parte alle funzioni religiose, purché nel rispetto dei Protocolli sottoscritti dal Governo e dalle rispettive confessioni di cui agli Allegati da 1 a 7;

p) per Musei ed altri Istituti e luoghi della cultura ex art. 101 del “Codice dei Beni culturali e del Paesaggio”, devono essere previste modalità di fruizione contingentata o comunque tali da evitare assembramenti di persone e da consentire che i visitatori possano rispettare la distanza tra loro di almeno un metro. Le Amministrazioni e i soggetti gestori dei Musei e degli altri Istituti e dei luoghi della cultura possono individuare specifiche misure organizzative, di prevenzione e protezione, nonché di tutela dei lavoratori, tenuto conto delle caratteristiche dei luoghi e delle attività svolte.

q) confermata la sospensione dei servizi educativi per l’infanzia ex art. 2 del Dlgs. n. 65/2017, e le attività didattiche in presenza nelle Scuole di ogni ordine e grado, nonché la frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, comprese le Università e le Istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica, di corsi professionali, master, corsi per le Professioni sanitarie e università per anziani, nonché i corsi professionali e le attività formative svolte da altri Enti pubblici, anche territoriali e locali e da soggetti privati, ferma in ogni caso la possibilità di svolgimento di attività formative a distanza, mentre sono esclusi dalla sospensione i corsi di formazione specifica in Medicina generale. I corsi per i Medici in formazione specialistica e le attività dei tirocinanti delle Professioni sanitarie e medica possono in ogni caso proseguire anche in modalità non in presenza. Per mantenere il distanziamento sociale, viene esclusa qualsiasi altra forma di aggregazione alternativa. Sospese anche le riunioni degli Organi collegiali in presenza delle Istituzioni scolastiche ed educative di ogni ordine e grado. Gli Enti gestori provvedono ad assicurare la pulizia degli ambienti e gli adempimenti amministrativi e contabili concernenti i servizi educativi per l’infanzia richiamati, non facenti parte di Circoli didattici o istituti comprensivi. Viene prevista per gli Enti proprietari degli immobili in cui hanno sede gli istituti scolastici, di autorizzare (previo accordo con le Istituzioni scolastiche) nel periodo di sospensione e nel periodo di chiusura delle scuole, l’utilizzo degli spazi per l’organizzazione e lo svolgimento di attività ludiche, ricreative ed educative, non scolastiche né formali. Le attività dovranno essere svolte con l’ausilio di personale qualificato, e con obbligo a carico dei gestori di adottare appositi protocolli di sicurezza conformi alle Linee-guida di cui all’Allegato 8 e di procedere alle attività di pulizia e igienizzazione necessarie. Alle medesime condizioni, possono essere utilizzati anche Centri sportivi pubblici o privati;

r) obbligo per i Dirigenti scolastici di attivare, per tutta la durata della sospensione delle attività didattiche nelle Scuole, modalità di didattica a distanza avuto anche riguardo alle specifiche esigenze degli studenti con disabilità;

s) svolgimento, nelle Università e nelle Istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica, per tutta la durata della sospensione, delle attività didattiche o curriculari, ove possibile, con modalità a distanza, individuate dalle medesime Università e Istituzioni, avuto particolare riguardo alle specifiche esigenze degli studenti con disabilità; le Università e le Istituzioni, successivamente al ripristino dell’ordinaria funzionalità, assicurano, laddove ritenuto necessario ed in ogni caso individuandone le relative modalità, il recupero delle attività formative nonché di quelle curriculari ovvero di ogni altra prova o verifica, anche intermedia, che risultino funzionali al completamento del percorso didattico;

t) a beneficio degli studenti ai quali non è consentita, per le esigenze connesse all’emergenza sanitaria di cui al Dpcm. in commento, la partecipazione alle attività didattiche o curriculari delle Università e delle Afam, tali attività possono essere svolte, ove possibile, con modalità a distanza, individuate dalle medesime Università e Istituzioni, avuto anche riguardo alle specifiche esigenze degli studenti con disabilità; le Università e le Istituzioni assicurano, se ritenuto necessario e stabilendone le relative modalità, il recupero delle attività formative, nonché di quelle curriculari, ovvero di ogni altra prova o verifica, anche intermedia, che risultino funzionali al completamento del percorso didattico; le assenze maturate dagli studenti di cui alla presente lett. o) non sono computate ai fini della eventuale ammissione ad esami finali nonché ai fini delle relative valutazioni;

u) le Amministrazioni di appartenenza possono, con Decreto direttoriale generale o analogo provvedimento in relazione ai rispettivi ordinamenti, rideterminare le modalità didattiche ed organizzative dei corsi di formazione e di quelli a carattere universitario del personale delle Forze di Polizia e delle Forze Armate, in fase di espletamento alla data del 9 marzo 2020, ai quali siano state applicate le previsioni di cui all’art. 2, comma 1, lett. h), del Dpcm. 8 marzo 2020, prevedendo anche il ricorso ad attività didattiche ed esami a distanza e l’eventuale soppressione di prove non ancora svoltesi, ferma restando la validità delle prove di esame già sostenute ai fini della formazione della graduatoria finale del corso. I periodi di assenza da detti corsi di formazione, comunque connessi al fenomeno epidemiologico in questione, non concorrono al raggiungimento del limite di assenze il cui superamento comporta il rinvio, l’ammissione al recupero dell’anno o la dimissione dai medesimi corsi;

v) confermata la sospensione di congressi, riunioni, meeting ed eventi sociali, in cui è coinvolto personale sanitario o incaricato dello svolgimento di servizi pubblici essenziali o di pubblica utilità;

z) sono autorizzate le attività di centri benessere e termali, di centri culturali e di centri sociali, a condizione che le Regioni e le Province autonome abbiano preventivamente accertato la compatibilità dello svolgimento delle suddette attività con l’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e che individuino Protocolli o Linee guida applicabili;

aa) resta fermo il divieto, per gli accompagnatori dei pazienti, di permanere nelle sale di attesa dei Dipartimenti emergenze e accettazione e dei Pronto soccorso (Dea/Ps), salve specifiche diverse indicazioni del personale sanitario preposto;

bb) confermata anche la limitazione dell’accesso di parenti e visitatori a Strutture di ospitalità e lungo degenza, Rsa, hospice, strutture riabilitative e strutture residenziali per anziani, autosufficienti e non, ai soli casi indicati dalla Direzione sanitaria della struttura, tenuta ad adottare misure necessarie a prevenire possibili trasmissioni di infezione;

cc) obbligo, a carico delle articolazioni territoriali del Servizio sanitario nazionale – tenuto conto delle indicazioni fornite dal Ministero della Salute, d’intesa con il Coordinatore degli interventi per il superamento dell’emergenza “Coronavirus”, di assicurare, al Ministero della Giustizia, idoneo supporto per il contenimento della diffusione del contagio, anche mediante adeguati presìdi idonei a garantire, secondo i Protocolli sanitari elaborati dalla Dg Prevenzione sanitaria del Ministero della Salute, i nuovi ingressi negli Istituti penitenziari e negli Istituti penali per minorenni. I casi sintomatici dei nuovi ingressi sono posti in isolamento dagli altri detenuti;

dd) confermata l’apertura delle attività commerciali al dettaglio, a patto che venga garantito il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di 1 metro e che gli ingressi siano contingentati;

ee) resta fermo anche il via libera dato ai servizi di ristorazione (fra cui Bar, Pub, Ristoranti, Gelaterie, Pasticcerie) che osservino le prescrizioni dei Protocolli di sicurezza. Sono ovviamente consentite anche la ristorazione con consegna a domicilio e asporto;

ff) restano aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti negli Ospedali e negli Aeroporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno 1 metro;

gg) confermato il sì anche per le attività inerenti servizi alla persona (fra cui Parrucchieri, Barbieri, Estetisti) purché nel rispetto delle norme di sicurezza specifiche;

hh) restano garantiti, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie, i servizi bancari, finanziari, assicurativi nonché l’attività del Settore agricolo, zootecnico di trasformazione agro-alimentare comprese le filiere che ne forniscono beni e servizi;

ii) il Presidente della Regione dispone la programmazione del servizio erogato dalle Aziende del “Trasporto pubblico locale”, anche non di linea, finalizzata alla riduzione e alla soppressione dei servizi in relazione agli interventi sanitari necessari per contenere l’emergenza sanitaria, sulla base delle effettive esigenze e al solo fine di assicurare i servizi minimi essenziali, la cui erogazione deve comunque essere modulata in modo tale da evitare il sovraffollamento dei mezzi di trasporto nelle fasce orarie della giornata in cui si registra la maggiore presenza di utenti. Per le medesime finalità il Mit, con Decreto adottato di concerto con il Ministro della Salute, può disporre, per contenere l’emergenza sanitaria, riduzioni, sospensioni o limitazioni nei servizi di trasporto, anche internazionale, automobilistico, ferroviario, aereo, marittimo e nelle acque interne, anche imponendo specifici obblighi agli utenti, agli equipaggi, nonché ai vettori ed agli armatori;

ll) in ordine alle attività professionali, il Governo raccomanda che:

a) siano attuate anche mediante modalità di lavoro agile, ove possano essere svolte al proprio domicilio o in modalità a distanza;

b) siano incentivate le ferie e i congedi retribuiti per i dipendenti nonché gli altri strumenti previsti dalla Contrattazione collettiva;

c) siano assunti Protocolli di sicurezza anti-contagio e, laddove non fosse possibile rispettare la distanza interpersonale di 1 metro come principale misura di contenimento, con adozione di strumenti di protezione individuale;

d) siano incentivate le operazioni di sanificazione dei luoghi di lavoro, anche utilizzando a tal fine forme di ammortizzatori sociali;

mm) le attività degli stabilimenti balneari sono esercitate a condizione che le Regioni e le Province autonome abbiano preventivamente accertato la compatibilità dello svolgimento delle suddette attività con l’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e che individuino i protocolli o le linee-guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi;

nn) le attività delle strutture ricettive sono esercitate a condizione che sia assicurato il mantenimento del distanziamento sociale, garantendo comunque la distanza interpersonale di sicurezza di un metro negli spazi comuni, nel rispetto dei protocolli e delle linee guida di settore. I Protocolli o Linee-guida delle Regioni riguardano:

1) le modalità di accesso, ricevimento, assistenza agli ospiti;

2) le modalità di utilizzo degli spazi comuni, fatte salve le specifiche prescrizioni adottate per le attività di somministrazione di cibi e bevande e di ristorazione;

3) le misure igienico-sanitarie per le camere e gli ambienti comuni;

4) l’accesso dei fornitori esterni;

5) le modalità di svolgimento delle attività ludiche e sportive;

6) lo svolgimento di eventuali servizi navetta a disposizione dei clienti;

7) le modalità di informazione agli ospiti e agli operatori circa le misure di sicurezza e di prevenzione del rischio da seguire all’interno delle strutture ricettive e negli eventuali spazi all’aperto di pertinenza.

L’art. 2 (“Misure di contenimento del contagio per lo svolgimento in sicurezza delle attività produttive industriali e commerciali”), stabilisce che tutte le attività produttive industriali e commerciali del Paese, fatto salvo quanto previsto dall’art. 1, rispettino i contenuti del Protocollo che disciplina le misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virusCovid-19” negli ambienti di lavoro e che è stato sottoscritto il 24 aprile 2020 fra il Governo e le Parti sociali.

All’art. 3, il Dpcm. in commento conferma e rinnova le “misure di informazione e prevenzione sull’intero territorio nazionale”, rappresentate dalle seguenti:

a) il personale sanitario si attiene alle appropriate misure per la prevenzione della diffusione delle infezioni per via respiratoria previste dalla normativa vigente e dal Ministero della Salute sulla base delle indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità e i responsabili delle singole strutture provvedono ad applicare le indicazioni per la sanificazione e la disinfezione degli ambienti fornite dal Ministero della Salute;

b) è fatta espressa raccomandazione di osservare le misure di prevenzione igienico sanitaria elencate dall’Allegato 16;

c) nei servizi educativi per l’infanzia di cui al Dlgs. n. 65/2017, nelle Scuole di ogni ordine e grado, nelle Università, negli Uffici delle restanti P.A., sono esposte presso gli ambienti aperti al pubblico, ovvero di maggiore affollamento e transito, le informazioni sulle misure di prevenzione igienico sanitarie di cui all’Allegato 16;

d) i Sindaci e le Associazioni di categoria promuovono la diffusione delle informazioni sulle misure di prevenzione igienico sanitarie di cui all’Allegato 4 anche presso gli esercizi commerciali;

e) nelle P.A. e, in particolare, nelle aree di accesso alle strutture del Servizio sanitario, nonché in tutti i locali aperti al pubblico, in conformità alle disposizioni di cui alla Direttiva del Ministro per la Pubblica Amministrazione 25 febbraio 2020, n. 1, sono messe a disposizione degli addetti, nonché degli utenti e visitatori, soluzioni disinfettanti per l’igiene delle mani;

f) le Aziende di trasporto pubblico anche a lunga percorrenza adottano interventi straordinari di sanificazione dei mezzi, ripetuti a cadenza ravvicinata.

Il comma 2 conferma l’obbligo, sull’intero territorio nazionale, di usare mascherine nei luoghi chiusi accessibili al pubblico, inclusi i mezzi di trasporto e comunque in tutte le occasioni in cui non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento della distanza di sicurezza. Sono esclusi da tale obbligo i bambini al di sotto dei 6 anni e i soggetti con forme di disabilità non compatibili con l’uso continuativo di tali dispositivi o chi interagisca con questi ultimi.

I dispositivi ammessi allo scopo di cui sopra sono: “mascherine di comunità, ovvero mascherine monouso o mascherine lavabili, anche auto-prodotte, in materiali multistrato idonei a fornire una adeguata barriera e, al contempo, che garantiscano comfort e respirabilità, forma e aderenza adeguate che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso” (comma 3).

L’impiego di tali mascherine è aggiuntivo rispetto alle altre prioritarie misure anti-contagio più volte rimarcate, come il distanziamento fisico e l’igiene costante e accurata delle mani.

Il comma 5 specifica che, nel predisporre, anche attraverso l’adozione di appositi protocolli, le misure necessarie a garantire la progressiva riapertura di tutti gli uffici pubblici e il rientro in sicurezza dei propri dipendenti con le modalità di cui all’art. 263 del Dl. 19 maggio 2020, n. 34, le P.A. debbono assicurare il rispetto delle prescrizioni vigenti in materia di tutela della salute adottate dalle competenti Autorità.

L’art. 4 (“Disposizioni in materia di ingresso in Italia”), norma gli obblighi di chi intende fare ingresso nel territorio nazionale, tramite trasporto di linea aereo, marittimo, lacuale, ferroviario o terrestre, e dei relativi vettori ed armatori.

Con l’art. 5 del Dpcm. il Governo disciplina i transiti ed i soggiorni di breve durata in Italia, obbligando alla consegna al vettore della dichiarazione ex artt. 46-47 del Dpr. 445/2000, che illustri le motivazioni derogative che consentono quello spostamento (simili a quelle previste all’interno del territorio italiano) e l’impegno a fare le comunicazioni al Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda sanitaria competente in base al luogo di ingresso nel territorio nazionale allo scadere del periodo di permanenza, ovvero l’obbligo di lasciare immediatamente il territorio nazionale e, quello di iniziare il periodo di sorveglianza sanitaria e di isolamento fiduciario per 14 giorni, ecc.).

Altre disposizioni dei commi da 7 e 10 riguardano i transiti terresti ed aerei.

Con l’art. 6, fatte salve le limitazioni di cui all’art. 1, commi 3 e 4, del Dl. n. 33/2020, vengono autorizzati gli spostamenti da e per i seguenti Stati:

a) Stati membri dell’Unione Europea;

b) Paesi “Schengen”;

c) Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord;

d) Andorra, Principato di Monaco;

e) Repubblica di San Marino e Stato della Città del Vaticano.

Fino al 30 giugno 2020, restano vietati gli spostamenti da e per Stati e territori diversi da quelli di cui al comma 1, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute. Resta in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.

L’art. 7 conferma invece tutte le restrizioni già vigenti per le navi da crociera e le navi di bandiera estera. Resta ferma, infatti, la sospensione dei servizi di crociera da parte delle navi passeggeri di bandiera italiana, e si vieta a tutte le Società di gestione, agli armatori ed ai comandanti delle navi passeggeri italiane impiegate in servizi di crociera di imbarcare passeggeri in aggiunta a quelli già presenti a bordo.

Dopo aver assicurato l’esecuzione di tutte le misure di prevenzione sanitaria disposte dalle competenti Autorità, tutte le Società di gestione, gli armatori ed i comandanti delle navi passeggeri italiane impiegate in servizi di crociera provvedono a sbarcare tutti i passeggeri presenti a bordo nel Porto di fine crociera qualora non già sbarcati in precedenti scali.

Ed all’atto dello sbarco nei Porti italiani, se i passeggeri aventi residenza, domicilio o dimora abituale in Italia sono obbligati a comunicare immediatamente il proprio ingresso in Italia al Dipartimento di Prevenzione dell’Asl competente per territorio e sono sottoposte alla sorveglianza sanitaria e all’isolamento fiduciario per un periodo di 14 giorni presso la residenza, il domicilio o la dimora abituale in Italia, ed in caso di sintomi “Covid-19”, sono obbligati a segnalare tale situazione con tempestività all’Autorità sanitaria tramite i numeri telefonici appositamente dedicati, invece i passeggeri di nazionalità italiana e residenti all’estero dovranno comunicare immediatamente il proprio ingresso in Italia allo stesso Dipartimento Asl e sono sottoposti alla sorveglianza sanitaria e all’isolamento fiduciario per un periodo di 14 giorni presso la località da essi indicata all’atto dello sbarco in Italia al citato Dipartimento; in alternativa, possono chiedere di essere immediatamente trasferiti per mezzo di trasporto aereo o stradale presso destinazioni estere con spese a carico dell’armatore (se con sintomi del virus, stessi obblighi di cui sopra per gli Italiani).

Seguono disposizioni operative nei casi di passeggeri “positivi” al “Coronavirus”, per gli equipaggi ed altre per gli armatori.

L’art. 7 dispone che le attività di trasporto pubblico di linea terrestre, marittimo, ferroviario, aereo, lacuale e nelle acque interne, siano condotte nel rispetto del “Protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione del Covid–19 nel settore del trasporto e della logistica” di cui all’Allegato 8, nonché delle “Linee guida per l’informazione agli utenti e le modalità organizzative per il contenimento della diffusione del Covid-19”, di cui all’Allegato 9.

L’art. 8 dispone che le attività di trasporto pubblico di linea terrestre, marittimo, ferroviario, aereo, lacuale e nelle acque interne, siano espletate nel rispetto di quanto previsto nel “Protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione del Covid-19 nel Settore del Trasporto e della Logistica” di Settore sottoscritto il 20 marzo 2020.

L’art. 9 conferma la riattivazione delle attività sociali e socio-sanitarie erogate dietro autorizzazione o in convenzione, comprese quelle erogate all’interno o da parte di centri semiresidenziali per persone con disabilità, qualunque sia la loro denominazione, a carattere socio-assistenziale, socio-educativo, polifunzionale, sociooccupazionale, sanitario e socio-sanitario. Tali riattivazioni devono essere programmate tramite dei piani territoriali, adottati dalle Regioni, e assicurando – attraverso eventuali specifici protocolli – il rispetto delle disposizioni per la prevenzione dal contagio e la tutela della salute degli utenti e degli operatori.

L’art. 10 infine attribuisce l’esecuzione ed il monitoraggio delle misure contenute nello stesso Dpcm. al Prefetto territorialmente competente, informando preventivamente il Ministro dell’Interno, avvalendosi delle Forze di Polizia, con il possibile concorso del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, nonché, ove occorra, delle Forze Armate, sentiti i competenti Comandi territoriali, dandone comunicazione al Presidente della Regione e della Provincia autonoma interessata.

Scarica qui di seguito il testo integrale


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