Danno all’immagine della Regione: condanna dell’ex Direttore generale e obbligo di risarcimento

Corte dei conti Marche, Sentenza n. 3 del 16 gennaio 2025

Nella fattispecie in esame, la Sezione territoriale della Corte dei conti ha avviato un procedimento contro l’ex Direttore generale di una Società a partecipazione pubblica che all’epoca gestiva un Aeroporto ed erogava servizi di interesse collettivo. L’accusa riguarda il danno arrecato all’immagine della Regione, socio di maggioranza della Società, in seguito alla condanna definitiva del Dirigente per appropriazione indebita. La Sezione ha censurato il comportamento del manager per l’ampia risonanza mediatica del caso, documentata da numerosi articoli di stampa. Questa esposizione ha compromesso la reputazione della Regione, minandone l’onorabilità e la credibilità agli occhi della comunità amministrata. La Sentenza sottolinea che le azioni illecite del direttore generale, riconosciute come reato di peculato aggravato e reiterato, hanno danneggiato direttamente l’immagine della Regione, che deteneva la maggioranza assoluta della Società. Anche se il danno non è di tipo economico diretto, la legge prevede comunque una sua valutazione e quantificazione. Il principio alla base della condanna è che il danno all’immagine della Pubblica Amministrazione si traduce nella perdita di autorevolezza e affidabilità, creando nella collettività la percezione che comportamenti scorretti siano diffusi nella gestione amministrativa. In conclusione, la Sentenza evidenzia come le azioni dell’ex Direttore generale abbiano generato sfiducia nell’opinione pubblica nei confronti della Regione, anche a causa della grande attenzione mediatica ricevuta dal caso. Nel Settore delle Società a partecipazione pubblica, i soci pubblici subiscono le conseguenze di comportamenti illeciti da parte dei Dirigenti, i quali, come gli Amministratori pubblici, devono svolgere il loro incarico con integrità, professionalità e responsabilità. Ora spetta alla Regione procedere al recupero della somma stabilita dalla Sentenza, salvo eventuale sospensione in caso di ricorso.

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