Danno erariale: sussiste se prima dell’erogazione dell’indennità di risultato non sono definiti gli obiettivi

Danno erariale: sussiste se prima dell’erogazione dell’indennità di risultato non sono definiti gli obiettivi

Nella Sentenza n. 98 del 17 giugno 2015 della Corte di conti Veneto, il giudizio in esame è finalizzato ad accertare la fondatezza della pretesa azionata da una Procura, concernente un’ipotesi di danno erariale, asseritamente causato a vario titolo da 2 Dirigenti, da un ex Dirigente, un ex Segretario generale, dai componenti del Collegio dei Revisori in carica dal 2003 al 2006, e dai componenti del Collegio dei Revisori in carica dal 2006 al 2009, derivato dall’indebita corresponsione di retribuzioni di posizione e di risultato ai Dirigenti e ai Segretari generali succedutisi dalla metà del 2007 al 2010. La Sezione osserva che la retribuzione di posizione è proporzionata alla funzione assegnata al Dirigente e la retribuzione di risultato che, insieme con la retribuzione di posizione, forma il trattamento economico accessorio del personale, è strutturata come forma di incentivazione della produttività ed è perciò collegata alla presenza di condizioni particolarmente stringenti, tra cui, la previa specifica definizione degli obiettivi ed il conseguimento dei risultati predeterminati. Dunque – afferma la Sezione – la crescita indicizzata automatica della retribuzione accessoria, prescindendo da una qualsivoglia valutazione delle funzioni dirigenziali attribuite e dalla definizione nonché dal raggiungimento degli obiettivi, vìola tutta la normativa di principio in questione, oltre che le specifiche disposizioni del Ccnl. di riferimento che, nel disciplinare puntualmente i limiti e le modalità di aumento della retribuzione accessoria, escludono logicamente e necessariamente aumenti forfettari e indiscriminati. Pertanto, l’aumento automatico del Fondo incentivante è assolutamente contrario alla logica di tutte le previsioni normative in materia di retribuzione accessoria, a prescindere dalla disponibilità delle risorse in bilancio. Inoltre, nonostante i componenti della Giunta e il Sindaco non fossero stati convenuti in giudizio, la Sezione afferma la loro responsabilità perché spetta a loro la concreta determinazione delle retribuzioni, che certamente è attività gestoria, non attenendo a scelte politiche riconducibili alla soddisfazione di interessi generali della comunità amministrata, ma riguardando specifiche questioni relative alla gestione del personale.

Sentenza n. 98 del 17 giugno 2015 della Corte di conti Veneto


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