Istituzione di un Nucleo per la concretezza, contrasto all’assenteismo, misure per accelerare le assunzioni e agevolare il ricambio generazionale e rimborso dei buoni pasto non utilizzati. Questi i principali interventi previsti nel “Ddl. Concretezza” approvato dal Senato il 7 dicembre 2018. Il Disegno di legge passa adesso alla Camera dei Deputati per il via-libera definitivo. Il Ddl. contiene molte novità per i dipendenti pubblici, e in un’Audizione pubblicata lo scorso 29 novembre 2018 la Corte dei conti ha evidenziato alcuni aspetti di particolare rilevanza per l’efficienza delle Pubbliche Amministrazioni.
Nell’art. 1 viene prevista l’istituzione di un Nucleo per le azioni concrete presso il Dipartimento per la Funzione pubblica, con il compito di adottare un Piano triennale di attività che dovranno essere poste in essere dai singoli Enti. È prevista l’introduzione di una serie di novelle al Decreto legislativo n. 165/2001, contenente la disciplina generale di riferimento dell’impiego pubblico.
Tuttavia, la Corte dei conti sottolinea la necessità di redigere un Testo unico della predetta normativa, poiché tale Decreto legislativo presenterebbe difficoltà di lettura, interpretazione e di coerenza interna delle diverse disposizioni.
La Corte evidenza in particolare la mancata attuazione della previsione di redigere un Testo unico del pubblico impiego, contenuta nella Legge-delega n. 124 del 2015, e come alcuni Decreti delegati emanati in virtù della medesima delega abbiano introdotto ulteriori modifiche e integrazioni allo stesso Dlgs. n. 165/2001.
La previsione di un art. 60-bis rende evidente il prefigurarsi di ambiti di sovrapposizione di attività tra il Nucleo di nuova istituzione e l’Unità per la semplificazione e la qualità della regolazione e dell’Ispettorato per la Funzione pubblica. Proprio all’Ispettorato spetta già il compito di vigilare sulla conformità dell’azione amministrativa e di svolgere verifiche presso le singole Amministrazioni.
Per valutare con precisione l’impatto che deriverebbe dall’istituzione del nuovo Organismo e del Piano per la concretezza, la Corte dei conti raccomanda una ricognizione di tutti i documenti programmatici e di piano previsti a legislazione vigente e dei numerosi soggetti già chiamati a garantire il rispetto delle diverse prescrizioni. Sui compiti attribuiti al Nucleo, per la Corte non appaiono ben definiti i contenuti del Piano per la concretezza.
Per porre rimedio al fenomeno dell’assenteismo, nell’art. 2 viene proposta la progressiva introduzione di sistemi per l’identificazione biometrica dei dipendenti in entrata e in uscita. Secondo la Corte dei conti, l’intervento dovrebbe comunque essere completato con la ripresa del processo di riforma della dirigenza pubblica, attraverso il potenziamento delle competenze manageriali dei Dirigenti, dando luogo ad un assetto organizzativo che preveda una precisa attribuzione di competenze e la verifica quotidiana delle prestazioni. Inoltre, viene ritenuta sottostimata la quantificazione degli oneri per l’attivazione dell’intervento in questione, cioè 35 milioni di Euro per le oltre 10.000 Amministrazioni interessate.
L’art. 3 contiene norme di interpretazione autentica della disciplina in materia di limiti alla crescita dei fondi unici per l’erogazione dei trattamenti accessori ai dipendenti, per l’esclusione degli incrementi previsti in sede di Contrattazione nazionale, in favore delle risorse stanziate nella “Legge di bilancio” per i rinnovi e di quelle relative alle ipotesi di assunzioni in deroga. La Corte si è espressa positivamente su questo intervento, ritenendo comunque necessario un chiarimento da parte del Legislatore. In sede di attuazione degli accordi, la rigida interpretazione della normativa potrebbe infatti comportare la perdita di risorse stanziate in sede legislativa, facendo confluire sulle componenti stipendiali il totale della disponibilità.
L’art. 4 conferma anche per il 2019 la possibilità per le Pubbliche Amministrazioni di procedere ad assunzioni di personale a tempo indeterminato. La norma prevede che le assunzioni siano orientate prioritariamente al reclutamento di specifiche professionalità, attraverso procedure semplificate. In parte con lo scorrimento di graduatorie di idonei di precedenti concorsi, e in parte con procedure concorsuali da attuare senza aspettare la prevista autorizzazione per poter assumere.
La Corte dei conti ritiene opportuno l’avvio di un ricambio generazionale, dato che l’anzianità media dei dipendenti pubblici ha ormai raggiunto e superato i 50 anni di età, ed evidenzia come le figure professionali da assumere prioritariamente (esperti informatici, specialisti della contrattualistica pubblica e nell’applicazione della normativa comunitaria e delle tecniche di controllo di gestione) presuppongono l’esistenza di specifici posti nell’organico delle diverse Amministrazioni interessate, ed un contesto organizzativo in grado di supportare tali professionalità.
Nell’art. 5 viene infine correttamente quantificata la somma necessaria a rimborsare ai dipendenti il valore dei buoni pasto non fruiti e restituiti all’Amministrazione d’appartenenza.
di Lorenzo Lazzerini




