Debiti P.A: tempi medi di pagamento in calo ma l’obiettivo dei 30 giorni fissato dal Legislatore resta lontano

Debiti P.A: tempi medi di pagamento in calo ma l’obiettivo dei 30 giorni fissato dal Legislatore resta lontano

Nel corso del 2016 i tempi medi di ritardo per il pagamento dei debiti commerciali delle P.A. si sono attestati intorno a 16 giorni, in calo del 30% rispetto al 2015. Restano però alti, e lontani dai limiti previsti dalla legge, i tempi medi impiegati da una Pubblica Amministrazione per pagare una fattura.

I dati estratti dalla “Piattaforma dei crediti commerciali” (“Pcc”) parlando infatti di una media di 58 giorni, quasi il doppio rispetto all’obiettivo fissato dalla Direttiva 2011/7/Ue e recepito dal nostro Paese con il Dlgs. n. 192/12, pari a 30 giorni (o 60 nel caso degli Enti del Servizio sanitario nazionale).

Con il Comunicato 29 luglio 2017, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha evidenziato l’effetto positivo dell’estensione, a partire dal 31 marzo 2015, della fatturazione elettronica a tutte le Amministrazioni pubbliche.

Nel corso del 2016, le fatture elettroniche ricevute dalle P.A. sono state 27,3 milioni per un importo complessivo pari a 157,6 miliardi, di cui 150,4 effettivamente liquidabili. “Di quelle fatture ne sono state pagate 17,3 milioni, per un totale di 111,2 miliardi, il 74% della cifra considerata liquidabile. Il dato effettivo, con ogni probabilità – sostiene il Mef – è anche superiore in quanto non tutte le P.A. registrate sulla Piattaforma comunicano tempestivamente al Sistema gli avvenuti pagamenti”.

Con la stessa Nota, il Mef ha evidenziato come questi risultati siano il prodotto, da un lato, i comportamenti virtuosi di Enti pubblici che effettuano i pagamenti senza alcun ritardo (e in alcuni casi anche in anticipo) e, dall’altro lato, i ritardi ancora significativi accumulati da altri Enti meno virtuosi.

Si evidenzia che, come si apprende dal Focus redatto dal Dicastero, i tempi citati si riferiscono alla “tempistica di pagamento con la quale le Pubbliche Amministrazioni hanno smaltito le fatture ricevute dai propri fornitori nel corso dell’intero anno 2016, sulla base delle comunicazioni dei pagamenti effettuate in Piattaforma”. Si tratta quindi di un dato diverso dall’Indicatore di tempestività dei pagamenti che le P.A. sono tenute a indicare sui propri siti istituzionali, perché quest’ultimo si riferisce alla tempistica di tutti i pagamenti effettuati nel periodo considerato, indipendentemente dalla data di ricevimento delle fatture passive.

Premesso che, come rilevato da Mef, non tutti gli Enti comunicano i dati relativi ai pagamenti, il numero e l’importo delle fatture effettivamente pagate è in realtà superiore a quello registrato in “Pcc”. Ma soprattutto i ritardi sono ancora più significativi di quelli, già elevati, emersi guardando ai dati della Piattaforma.

Il tempo medio di pagamento effettivo del totale delle fatture– si legge – è con ogni probabilità più lungo di quello registrato tra gli Enti che comunicano i dati. Una stima dei pagamenti mancanti, ottenuta con metodologia statistica, ha evidenziato che il tempo medio di pagamento semplice assume valori non superiori a 64 giorni per l’anno 2016”.


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