Dichiarazione di eccedenza di personale e prepensionamento: focus sulla Circolare n. 4/2014 del Ministero per la Semplificazione e la P.A.

Dichiarazione di eccedenza di personale e prepensionamento: focus sulla Circolare n. 4/2014 del Ministero per la Semplificazione e la P.A.

Con la Circolare n. 4 del 28 aprile 2014, il Ministero per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione fornisce indirizzi applicativi sul ricorso ad alcuni strumenti che consentono una migliore allocazione del personale, con particolare riferimento al c.d. “prepensionamento”.

Tale strumento, come indicato già nelle premesse del Documento, non può essere utilizzato per “eludere” il vigente regime pensionistico, ma deve costituire una modalità per riassorbire le eccedenze di personale conseguenti alla riduzione di dotazioni organiche e/o alla redazione di piani di ristrutturazione per ragioni funzionali o finanziarie.

In particolare, il prepensionamento rappresenta una “risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro del personale in soprannumero o eccedentario nelle Amministrazioni pubbliche di cui all’art. 1, comma 2 del Decreto legislativo n. 165/01, individuato in esubero, per il quale è prevista l’ultrattività (fino al 31 dicembre 2016) delle disposizioni relative ai requisiti di accesso al trattamento pensionistico e alle decorrenze di tale trattamento previgenti rispetto alla riforma prevista dall’art. 24 del Decreto-legge n. 201 del 2011, esclusivamente a favore di tale personale”.

Il ricorso al prepensionamento è disciplinato e previsto dall’art. 2 del Dl. n. 95/12 e costituisce una delle azioni che le Pubbliche Amministrazioni possono intraprendere solo nei casi in cui sia stata dichiarata la soprannumerarietà ed eccedenza di personale, e comunque, nel limite massimo delle posizioni in esubero.

Come indicato in Tabella 1, le situazioni che possono determinare situazioni di soprannumerarietà o di eccedenza di personale sono rappresentate dalla riduzione di dotazioni organiche, ragioni funzionali, ragioni finanziarie e piani di ristrutturazione.

In tali situazione, sotto il profilo normativo, trova applicazione il combinato disposto dell’art. 33 del Dlgs. n. 165/01 e l’art. 2, comma 11, del Dl. n. 95/12, dove vengono individuate specifiche procedure da seguire da parte delle Amministrazioni.

In particolare, con riferimento all’art. 33 del Tupi, le Pubbliche Amministrazioni che hanno situazioni di soprannumero o rilevino comunque delle eccedenze di personale:

  • sono tenute ad osservare le procedure previste al citato art. 33, dando immediata comunicazione al Dipartimento della Funzione pubblica (comma 1);
  • devono dare un’informativa preventiva alla Rsu e alle Oo.Ss. firmatarie del Ccnl. (comma 4);
  • trascorsi 10 giorni dalla comunicazione prevista dal comma 4, (comma 5):

o   applicano l’art. 72, comma 11, del Dl. n. 112/08[1];

o   procedono alla ricollocazione totale o parziale nell’ambito della stessa Amministrazione, anche mediante il ricorso a forme flessibili di gestione del tempo o contratti di solidarietà;

o   procedono alla ricollocazione presso altre Amministrazioni, previo accordo con le stesse, nell’ambito della stessa Regione;

  • trascorsi 90 giorni dalla comunicazione prevista dal comma 4, collocano in disponibilità il personale che non possa essere ricollocato diversamente (comma 6).

Qualora l’Amministrazione, ai sensi dell’art. 2, comma 11, del Dl. n. 95/12, ritenga di ricorrere allo strumento del c.d. “prepensionamento”, dovrà:

  • effettuare una ricognizione per verificare la presenza di posizioni lavorative con requisiti anagrafici e contributivi vigenti prima dell’entrata in vigore del Dl. n. 201/11 o che li possano conseguire in tempo utile per maturare la decorrenza del trattamento pensionistico entro il 31 dicembre 2016;
  • richiedere per tali posizioni la certificazione del diritto a pensione e della relativa decorrenza all’Inps;
  • approvare la misura organizzativa (c.d. “Delibera di prepensionamento”), nella quale viene definita preventivamente e motivatamente la tempistica di assorbimento delle eccedenze, preferendo in ogni caso il ricorso al pensionamento ordinario (rispetto al prepensionamento). Il provvedimento dovrà contenere un’apposita certificazione di conformità ai vincoli previsti dalla normativa vigente e agli obiettivi di riduzione della spesa di personale;
  • trasmissione del provvedimento interessato agli Organi di controllo (Revisori dei conti, Corte dei conti, Amministrazione vigilante) e all’Inps per le attività di competenza.

Tuttavia, se da un lato, lo strumento del prepensionamento può favorire fenomeni di riequilibrio del bilancio dell’Amministrazione interessata, dall’altro, determina una serie di vincoli di seguito riportati:

  • le Amministrazioni che dichiarano eccedenza di personale non possono ripristinare i posti soppressi in dotazione organica, anzi, deve scaturire una riduzione strutturale della spesa di personale;
  • i prepensionamento non incidono positivamente sul turnover delle assunzioni (come cessazione);
  • non possono essere assunti nuovi dipendenti fino a quando non è riassorbito il personale in esubero nelle aree/categorie dichiarate eccedenti.

Al fine di monitorare l’utilizzo del prepensionamento da parte delle Amministrazioni, il Ministero prevede, nella Circolare n. 4/14, un rapporto semestrale da parte dell’Inps nel quale siano riportate le Amministrazioni che si sono avvalse di tale strumento, anche al fine di porre in essere accertamenti da parte degli Organi preposti (Ispettorato della Funzione pubblica, Mef, Ministero del Lavoro, Inps).

di Simone Salvi


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