Dichiarazione “Iva/2015”: approvato il Modello definitivo e le relative Istruzioni ministeriali

Dichiarazione “Iva/2015”: approvato il Modello definitivo e le relative Istruzioni ministeriali

L’Agenzia delle Entrate, con il Provvedimento 15 gennaio 2015, Prot. n. 4774, ha approvato la versione definitiva del Modello “Iva 2015” e le relative Istruzioni ministeriali. Si tratta, in particolare, dei Modelli – Ordinario e Base – per la Dichiarazione relativa al periodo d’imposta 2014.

Sia i Modelli che le Istruzioni sono disponibili sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate www.agenziaentrate.it e in calce al presente articolo.

Le novità del Modello “Iva 2015” Ordinario

Come di consueto, la prima parte delle Istruzioni ministeriali è dedicata alle novità contenute nel Modello di quest’anno, distinte secondo i vari Quadri.

Segnaliamo intanto, per l’importanza generale che riveste, la casella di cui al rigo VA14, riferito al nuovo regime forfetario per le persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti e professioni introdotto dai commi da 54 a 89, dell’art. 1, della Legge 23 dicembre 2014, n. 190 (c.d. “Legge di stabilità 2015”), da barrare nel caso in cui tali soggetti presentino per l’ultimo anno la Dichiarazione Iva.

Di interesse per gli Enti Locali ricordiamo soltanto l’eliminazione, nei Quadri “VF” e “VE”, dei righi riferiti all’aliquota Iva 21% e l’introduzione, nel Quadro “VX”, delle modifiche al rigo VX4 conseguenti alle nuove modalità di esecuzione dei rimborsi Iva previste dall’art. 38-bis del Dpr. n. 633/72, introdotto dal Dlgs. n. 175/14 ed illustrato dettagliatamente dalla Circolare Agenzia Entrate n. 32/E del 2014. Al riguardo, ricordiamo intanto che la richiesta di rimborso in luogo della “compensazione orizzontale” mediante Modello “F24 ordinario” può essere indicata per quegli Enti pubblici – Enti Locali inclusi – che, contestualmente alla presenza di elevati crediti verso l’Erario, non hanno altri tributi da versare e quindi da poter compensare. Il rimborso rappresenta infatti il procedimento più corretto per rientrare in possessori di liquidità immobilizzate. Per altro verso, qualora un Ente abbia importi elevati per tributi da versare, la soluzione da utilizzare risulta convenientemente essere quella di avvalersi dell’istituto della “compensazione”, reso ancora più appetibile a seguito dell’innalzamento del tetto massimo annuale per effettuare le compensazioni dei crediti d’imposta e dei contributi da Euro 516.456 a Euro 700.000 (Dl. n. 35/13).

Le principali conferme rispetto agli anni precedenti

Tra le principali conferme, di interesse per gli Enti Locali, rammentiamo la previsione, all’interno del “Frontespizio”, dell’apposito Quadro relativo alla sottoscrizione dell’Organo di controllo nel caso in cui si intendano compensare, in modo “orizzontale”, crediti Iva maturati nel 2013 per un ammontare superiore a Euro 15.000 annui, in considerazione dei nuovi vincoli imposti a decorrere dal 1° gennaio 2010 dall’art. 10 del Dl. n. 78/09.

Riguardo alla sottoscrizione dell’Organo di revisione, ricordiamo che, qualora un contribuente decida, prima della presentazione della Dichiarazione “Iva 2015” (termine ultimo, lo ricordiamo, è il 30 settembre 2015), di compensare la parte di credito Iva maturata nel 2014 (potendo così superare i limiti imposti dal citato art. 10, del Dl. n. 78/09, costituiti, rispettivamente, da Euro 5.000 annui per compensazioni “orizzontali” del credito Iva maturato nel 2014 operate in data antecedente a quella di presentazione della Dichiarazione “Iva 2015”, da Euro 15.000 annui per compensazioni “orizzontali” operate senza che sia stato apposto sulla Dichiarazione Iva 2015 il “visto di conformità” o la firma dell’Organo di revisione), dovrà riportare tali compensazioni nel rigo VL9, anche se avvenute nel corso dell’anno 2015 (avendo indicato, nei Modelli “F24”, a fianco del codice-tributo 6099, l’anno 2013). Se invece il contribuente decide, prima della presentazione della Dichiarazione “Iva 2015”, di procedere a compensazioni “orizzontali” del credito Iva maturato nel 2014, mantenendosi sotto i suddetti limiti, dette compensazioni verranno evidenziate nella Dichiarazione “Iva 2016” (avendo indicato, nei Modelli “F24”, a fianco del codice tributo 6099, l’anno 2014). Lo stesso discorso vale per le eventuali compensazioni “orizzontali” che verranno operate dopo l’invio della Dichiarazione “Iva 2015” (potendo così superare il limite annuo di Euro 5.000 nonché, se “vistate” ovvero sottoscritte dall’Organo di controllo, anche quello di Euro 15.000), qualora riferite al credito maturato nel 2013.

Atteso quanto sopra, nel caso in cui il contribuente decida di procedere a compensazioni “orizzontali” del credito Iva maturato nel 2014 oltre l’ammontare di Euro 15.000 annui, dovrà necessariamente inviare la Dichiarazione “Iva 2015” (per superare il vincolo di Euro 5.000 annui) facendola sottoscrivere, oltre che dal rappresentante legale o dal rappresentante negoziale, anche dai soggetti che esercitano il controllo contabile. Per espressa previsione dell’art. 10, comma 7, del citato Dl. n. 78/09, la sottoscrizione di tali ultimi soggetti comporta “l’attestazione dell’esecuzione dei controlli di cui all’art. 2, comma 2, del Decreto n. 164/99”, ovvero dei medesimi controlli che effettuano i soggetti che appongono il “visto di conformità” (si rimanda anche ai chiarimenti forniti dalla Risoluzione Entrate n. 90/10).

Relativamente ai controlli previsti dall’art. 2, comma 2, del citato Decreto n. 164/99, ricordiamo che, in via generale, tale controllo presuppone, ai fini dell’Iva:

  • la correttezza formale delle Dichiarazioni presentate dai contribuenti;
  • la regolare tenuta e conservazione delle scritture contabili obbligatorie.

Con riferimento agli Enti Locali, i controlli implicano pertanto la verifica:

  • della regolare tenuta e conservazione delle scritture contabili obbligatorie ai fini Iva;
  • della corrispondenza dei dati esposti nella Dichiarazione alle risultanze delle scritture contabili;
  • della corrispondenza dei dati esposti nella scritture contabili alla relativa documentazione.

E’ stata poi riproposta, nel Quadro “VH”, Sezione 1, la casella per l’indicazione del “ravvedimento operoso” (art. 13, Dlgs. n. 472/97) per i versamenti periodici. Si ricorda che gli interessi da “ravvedimento” non devono essere compresi negli importi indicati nel Quadro “VH”, e che dal 1° gennaio 2014 il tasso di interesse legale è passato all’1% per poi ridiscendere allo 0,5% dal 1° gennaio 2015.

In tema di ravvedimento si rammenta che l’art. 1, comma 637, della citata Legge 23 dicembre 2014, n. 190 (c.d. “Legge di stabilità 2015”) ha modificato dal 1° gennaio 2015 – per violazioni commesse anche antecedentemente a tale data – l’art. 13 del Dlgs. n. 472/97 in materia di “ravvedimento operoso”.

Sempre nella Sezione 1 del Quadro “VH” è stata riproposta, al rigo VH13, la casella per l’indicazione del metodo adottato ai fini del calcolo dell’acconto Iva. Il rigo deve essere compilato dai contribuenti obbligati al versamento dell’acconto ai sensi dell’art. 6 della Legge n. 405/90, con l’indicazione di “1” per il “metodo storico”, “2” per il “metodo previsionale”, “3” per il “metodo analitico-effettivo”, e “4” per i soggetti operanti nei Settori delle telecomunicazioni, somministrazione di acqua, raccolta e smaltimento rifiuti, ecc..

Nel Quadro “VL” non vi sono modifiche da segnalare per cui, per i contribuenti che nell’anno d’imposta precedente hanno evidenziato un credito annuale, nel rigo VL8 deve essere indicato il predetto credito e, nel rigo VL9, il relativo utilizzo in compensazione nel Modello “F24”. Nel rigo VL26 (“eccedenza credito anno precedente”) deve essere riportata l’eventuale differenza positiva tra gli importi dei righi VL8 e VL9 della Sezione 2, mentre nel rigo VL29, che contiene l’ammontare dei versamenti periodici, non devono essere indicati gli interessi da “ravvedimentoex art. 13, Dlgs. n. 472/97, bensì la sola Imposta.

Si ricorda poi il Quadro “VT”, da compilare anche a cura degli Enti Locali, o nell’unico Modulo n. 01 (codice attività 84.11.10), ovvero nel Modulo principale n. 01 (codice attività 84.11.10), nel caso di contabilità separate ex art. 36, Dpr. n. 633/72, riepilogando i dati relativi agli altri Moduli. Per quanto attiene alla ripartizione delle operazioni imponibili tra consumatori finali e soggetti Iva, le Istruzioni suggeriscono di far riferimento alle modalità di certificazione dei corrispettivi di cui agli artt. 21 e 22 del Dpr. n. 633/72 (fatture, scontrini, ricevute, ecc.) o, comunque, ad ulteriori criteri che consentano di qualificare l’operazione ai predetti fini. Più nel dettaglio, nel caso degli Enti Locali, riteniamo che tra le operazioni imponibili effettuate nei confronti dei consumatori finali debbano essere ricomprese, ad esempio, le rette del Servizio “Refezione scolastica”, o le rette per il “Trasporto scolastico”, non considerando invece le rette “Asilo nido”, in quanto esenti Iva ex art. 10, comma 1, n. 21), Dpr. n. 633/72. E’ chiaro che, in caso di contabilità separate ex art. 36, Dpr. n. 633/72, se le operazioni imponibili riferite ad un certo Servizio sono effettuate per la totalità nei confronti, rispettivamente, o di consumatori finali o di soggetti Iva, il dato da inserire nel Quadro “VT” (caselle 1 e 3, ovvero caselle 1 e 5) corrisponde sostanzialmente a quello risultante dal rigo VE23, colonna 1, del medesimo Modulo Iva.

Restano confermati i contenuti del Quadro “VJ”, afferente la determinazione dell’Iva riferita a particolari tipologie di operazioni, tra cui acquisti intracomunitari o dalla Repubblica di San Marino, che si caratterizzano per il cosiddetto meccanismo del “reverse charge” (“inversione contabile”).

In materia di “reverse charge“, ricordiamo in questa sede che il comma 629 dell’art. 1 della Legge 23 dicembre 2014, n. 190 (c.d. “Legge di stabilità 2015”), ha introdotto, all’art. 17, comma 6, del Dpr. n. 633/72 – la norma che disciplina appunto il c.d. “reverse charge” o “inversione contabile” (solitamente utilizzata dagli Enti Locali nell’acquisto di beni e servizi in ambito intracomunitario, ma non solo) – la lett. a-ter), estendendo tale regime, a partire dal 1° gennaio 2015, anche alle “prestazioni di pulizia, di demolizione, di installazione di impianti e di completamento relative ad edifici”.

Precisiamo poi che gli Enti Locali sono chiamati ad indicare, nell’intercalare principale di più intercalari riferiti a varie attività (o nell’unico intercalare), il codice attività 84.11.10 (riferito all’attività generica delle Pubbliche Amministrazioni), e che maggiore attenzione deve essere posta nel caso di tenuta di contabilità separate ex art. 36, Dpr. n. 633/72 e conseguente presentazione di più intercalari Iva, ciascuno con uno specifico codice attività. In tal caso, soltanto nell’intercalare principale (codice attività 84.11.10) occorrerà compilare i Quadri “VH”, “VL” Sez. 2 e 3, “VT”, “VX” e “VO”.

Infine, si precisa che, al fine di non condizionare il contribuente nella scelta dell’utilizzo del credito sin dal momento della presentazione della Dichiarazione, continua ad essere presente nel Quadro “VX” un unico campo, in cui indicare la parte di credito che si intende utilizzare in detrazione o compensazione.

Altre indicazioni (obbligo e termini di presentazione, scadenze di versamento)

Ricordiamo che la Dichiarazione Iva deve essere presentata da parte degli Enti Locali “in via autonoma” dal momento che, stante l’invio separato del Modello Irap – previsto dalla Legge n. 244/07 (“Finanziaria 2008”) a decorrere dal 2009 – non potrebbe più essere “unificata” la sola Dichiarazione Iva, non essendo gli Enti Locali titolari di redditi soggetti ad imposizione diretta da indicare nel Modello “Unico/Enti non commerciali” per esclusione soggettiva ex art. 74, comma 1, del Tuir (Dpr. n. 917/86), atteso che l’art. 3, del Dpr. n. 322/08 richiede per l’unificazione la compilazione di almeno 2 Dichiarazioni tra Iva, redditi ed Irap (il quale nel frattempo deve essere inviata “autonomamente” dall’anno d’imposta 2008 ai sensi di quanto disposto dall’art. 1, comma 52, della Legge n. 244/07). Il Modello “Unico/Enc” si troverebbe infatti ad essere composto esclusivamente dal proprio “Frontespizio”, dal Quadro “RX” riepilogativo dell’eventuale saldo a credito Iva annuale, e appunto dai Quadri Iva (i quali, lo ricordiamo, contengono di per sé un proprio frontespizio, nonché il Quadro “VX” ove indicare il saldo annuale).

Inoltre, come chiarito dalle Istruzioni ministeriali, possono presentare la Dichiarazione in via autonoma “i soggetti che intendono utilizzare in compensazione ovvero chiedere a rimborso il credito d’imposta risultante dalla Dichiarazione annuale (art. 3, comma 1, del Dpr. n. 322 del 1998, come modificato dall’art. 10 del Decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78)”.

La presentazione della Dichiarazione annuale Iva da parte dei soggetti tenuti a tale adempimento deve essere effettuata esclusivamente per via telematica.

In base all’art. 8 del Dpr. n. 322/98, la Dichiarazione Iva 2015, relativa all’anno 2014, deve essere presentata nel periodo compreso tra il 1° febbraio e il 30 settembre 2015 nel caso in cui il contribuente sia tenuto alla presentazione in via autonoma ovvero entro il 30 settembre 2015 nell’ipotesi in cui il contribuente sia tenuto a comprendere la Dichiarazione Iva nella Dichiarazione unificata.

Ritornando alle novità in materia di compensazioni “orizzontali”, la citata Circolare Entrate n. 1/E ha precisato che il contribuente che presenta la propria Dichiarazione Iva senza “visto di conformità” (o senza la firma dell’Organo di revisione) [intendendo in tal modo utilizzare il credito in compensazione non oltre il limite di Euro 15.000], può modificare la propria scelta mediante presentazione di una Dichiarazione “’correttiva’/’integrativa’”, completa di “visto” (o di firma), al più tardi entro 90 giorni dalla scadenza del termine di presentazione (come detto, 30 settembre 2015). Come di consueto, non saranno applicate sanzioni al contribuente che presenti la Dichiarazione “correttiva” entro il termine di scadenza ordinario, mentre sarà applicabile la sanzione amministrativa per la tardiva presentazione nel caso in cui il contribuente presenti la Dichiarazione “integrativa” entro i 90 giorni successivi al termine di scadenza (Risoluzione n. 325/02).

Inoltre, sempre in tema di compensazione “orizzontale”, si rammenta un altro limite introdotto dall’art. 31 del Dl. n. 78/10, rubricato “Preclusione all’autocompensazione in presenza di debito su ruoli definitivi”, secondo cui, dal 1° gennaio 2011, in base al quale è vietata la compensazione dei crediti relativi ad Imposte erariali fino a concorrenza dell’importo dei debiti scaduti, iscritti a ruolo e di importo superiore a Euro 1.500; in caso d’inosservanza, la sanzione è stabilità nel 50% dell’importo indebitamente compensato.

Per quanto concerne invece il versamento dell’eventuale saldo Iva a debito riferito all’anno d’imposta 2014, questo scade il 16 marzo 2015, salvo opzione per la rateizzazione (per chi invia la Dichiarazione “in via autonoma” con rate di pari importo, da versare entro il 16 di ogni mese ed al massimo entro il 16 novembre, incrementando sempre ciascuna rata successiva dello 0,33%, come stabilito dal Dm. 21 maggio 2009) e deve essere effettuato mediante utilizzo del Modello “F24EP” (codice tributo 619E), da presentare telematicamente direttamente dagli Enti pubblici attraverso i canali Entratel o Fisconline.

Si rammenta altresì che il comma 641 dell’art. 1 della Legge 23 dicembre 2014, n. 190 (c.d. Legge di stabilità 2015) ha eliminato, a partire dall’anno 2016 e con riferimento all’anno 2015, l’obbligo della Dichiarazione unificata (peraltro, per gli Enti Locali già da qualche anno anche la Dichiarazione Iva, così come la Dichiarazione Irap, è inviata in via autonoma) e anticipato il termine di presentazione della Dichiarazione Iva al mese di febbraio.

E’ stato così eliminato anche l’obbligo di presentazione della Comunicazione annuale dati Iva (obbligo dal quale peraltro gli Enti Locali erano già esonerati).

Cenni sul Modello “Comunicazione annuale dati Iva” e sugli altri Modelli

Infine, si fa presente che, con altri Provvedimento emanati sempre il 15 gennaio 2015, sono stati approvati:

  • il Modello di “Comunicazione annuale dati Iva”, del quale ricordiamo come detto l’esonero soggettivo per gli Enti Locali ex 8-bis, comma 2, del Dpr. n. 322/98;
  • i Modelli “Cu 2015”, “730/2015” e “770/2015 Semplificato” e “770/2015 Ordinario”, assieme alle relative Istruzioni ministeriali, oggetto dei commenti a seguire nella presente Rivista.

Non è stato ancora reso definitivo invece il Modello “Irap 2015”, alla cui approvazione e diffusione l’Agenzia provvederà, come di consueto, nelle prossime settimane.

IVA_2015_Total

provvedimento_comunicazione_dati_Iva_istruzioni+e+allegato


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