Dissesto idrogeologico: le proposte di Anac per facilitare gli interventi e gli esiti dell’Indagine conoscitiva

Anac ha approvato l’Atto di segnalazione n. 3 al Governo e al Parlamento, contenente proposte di razionalizzazione delle procedure di finanziamento, realizzazione e monitoraggio degli Interventi per la mitigazione del Dissesto idrogeologico

L’Autorità nazionale Anticorruzione, con la Delibera n. 539 del 20 novembre 2024, ha approvato l’Atto di segnalazione n. 3 al Governo e al Parlamento, contenente proposte di razionalizzazione delle procedure di finanziamento, realizzazione e monitoraggio degli Interventi per la mitigazione del Dissesto idrogeologico.
Criticità emerse dall’indagine conoscitiva
L’analisi di Anac ha evidenziato diverse problematiche legate alla gestione e attuazione degli Interventi, tra cui:
● frammentazione dei dati e monitoraggio inefficace: le informazioni sono distribuite tra Banche-dati non interoperabili, che richiedono duplicazioni nell’inserimento dei dati senza un controllo diretto sull’esecuzione delle Opere;
● competenze e personale insufficienti: Commissari straordinari spesso costretti a occuparsi anche di manutenzione ordinaria, attività non strategiche e di importi modesti, a causa della carenza di personale nell’organizzazione regionale;
● progettazione frammentata: numerosi piccoli Interventi a livello comunale, spesso senza adeguate competenze tecniche, portano a inefficienze e ritardi nella realizzazione.
● procedure autorizzative lente: lentezza nel rilascio di pareri e nulla osta, aggravata dalla mole di lavoro delle Autorità di bacino;
● fenomeni di frazionamento: Progetti suddivisi in Lotti più piccoli non rispettano il “Codice degli Appalti” e riducono l’efficacia di Interventi necessari per affrontare dissesti su larga scala.
Le proposte di Anac

  1. Escludere le piccole manutenzioni dal processo commissariale:
    ○ Interventi di manutenzione ordinaria, come la pulizia degli alvei fluviali o delle sponde, potrebbero essere affidati agli Enti Locali con procedure standard, riducendo il carico burocratico dei Commissari straordinari.
  2. Coordinamento progettuale centralizzato:
    ○ il Commissario dovrebbe supervisionare tutti gli Interventi proposti dagli Enti Locali, lasciando agli Enti territoriali l’esecuzione delle attività minori.
  3. Uso più efficiente dei poteri derogatori:
    ○ i poteri straordinari dei Commissari devono essere utilizzati solo in presenza di specifici presupposti, per evitare abusi o inefficienze.
  4. Semplificazione del monitoraggio:
    ○ Mantenere solo due Banche-dati interoperabili:
    ■ “Rendis” (“Repertorio nazionale degli Interventi per la difesa del suolo”) per le fasi fino alla Gara.
    ■ “Bdncp” (“Banca dati nazionale dei contratti pubblici”) per il monitoraggio post-gara.
  5. Rafforzamento delle Autorità di bacino:
    ○ Alleggerirle della valutazione di Opere di piccola entità, concentrando le risorse su Interventi di maggiore impatto.
    Dati emersi dall’indagine
    ● Interventi finanziati (1999-2023):
    ○ Totale erogato: 17,409 miliardi di Euro per 25.240 Interventi.
    ○ Molti di questi Interventi non sono stati destinati alla prevenzione effettiva del dissesto idrogeologico.
    ● Appalti monitorati (“Bdncp”):
    ○ Totale: 1.477 procedure con base d’asta complessiva di 1,76 miliardi di Euro.
    ○ La maggior parte degli Appalti riguarda importi inferiori al milione di Euro (1.075 procedure), di cui 474 sotto i 150.000 Euro.
    ○ Modalità di affidamento:
    ■ Procedura aperta: 31,3%.
    ■ Procedura negoziata senza Bando: 27,9%.
    ■ Affidamento diretto: 21,9%.