“E-fattura”: le ultime faq pubblicate dall’Agenzia delle Entrate, di interesse per gli Enti Locali

Sono state pubblicate sul sito dell’Agenzia delle Entrate in data 19 luglio 2019 le nuove Faq dalla n. 62 alla n. 148. Di seguito un estratto di quelle più rilevanti per gli Enti Locali:

Domanda

Come si predispone una fattura elettronica nei confronti di operatori/consumatori finali stranieri privi di identificativo fiscale italiano tramite la procedura disponibile sul Portale ’Fatture e corrispettivi’ e il software stand alone dato che viene richiesta obbligatoriamente l’indicazione del Codice fiscale o della Partita Iva ?

Risposta

L’operatore Iva italiano può scegliere di emettere verso un cliente estero (comunitario o extracomunitario) sia soggetto business che consumatore finale, una fattura elettronica (in tal caso non sarà necessario trasmettere i dati di tale fattura tramite l’esterometro).

La fattura elettronica predisposta deve riportare:

  • nel campo Codice destinatario il 7 caratteri “XXXXXXX”
  • nella Sezione 1.4.1.1 ‘IdFiscaleIva’ del blocco 1.4 ‘Cessionario/Committente’, rispettivamente:
  • nel campo 1.4.1.1.1 ‘IdPaese’ il Codice Paese estero (diverso da IT e espresso secondo lo standard Iso 3166-1 alpha-2 code);
  • nel campo 1.4.1.1.2 ‘IdCodice’ un valore alfanumerico identificativo della controparte (fino ad un massimo di 28 caratteri alfanumerici su cui il ‘Sdi’ non effettua controlli di validità);
  • se il cliente è un soggetto consumatore finale estero, compilare anche il campo 1.4.1.2 ‘Codicefiscale’ con il medesimo valore riportato nel campo ‘IdCodice’.

Infine, per indicare in fattura l’indirizzo estero del cliente bisognerà selezionare la nazione di appartenenza (e così non sarà necessario compilare la Provincia) e il campo Cap andrà compilato con il valore generico 00000. Si potrà utilizzare l’indirizzo per indicare il Cap straniero.

Domanda

Al momento della predisposizione dell’xml della fattura elettronica, come devono essere compilati i dati anagrafici del cedente/prestatore e del cessionario/committente in caso di autofattura per regolarizzazione ex art. 6, comma 8, del Dlgs. n. 471/1997 (‘TipoDocumento’ ‘Td20’) ?

Risposta

Come precisato dalla Circolare n. 14/E del 2019, in ipotesi di autofattura per regolarizzazione ex art. 6, comma 8, del Dlgs. n. 471 del 1997 (‘TipoDocumento’ ‘Td20’), nella Sezione ‘Dati del cedente/prestatore’ vanno inseriti quelli relativi al fornitore che avrebbe dovuto emettere la fattura, nella Sezione ‘Dati del cessionario/committente’ vanno inseriti quelli relativi al soggetto che emette e trasmette via ‘Sdi’ il documento, nella Sezione ‘Soggetto Emittente’ va utilizzato il codice ‘Cc’ (cessionario/committente).

Domanda

Una P.A. che da anni possiede 2 Codici Uni, uno per l’attività istituzionale ed uno per l’attività commerciale, se si dota di un Codice destinatario, quale Codice dovrà essere utilizzato per emettere la fattura nei suoi confronti: il Codice destinatario insieme al Codice Uni di cui è già in possesso? Dovrà creare 2 Codici destinatari, uno per l’attività istituzionale ed uno per l’attività commerciale ?

Risposta

Una P.A. può ricevere fatture esclusivamente attraverso il Codice (o i Codici) ‘IPA’ che ha associato ai propri Uffici.

Domanda

Un Ente non commerciale che eserciti oltre alla attività istituzionale anche una attività commerciale (bar, cinema, ecc.), per poter meglio gestire la propria contabilità separata, può invitare i propri fornitori ‘istituzionali’ ad emettere fattura indicando il solo Codice fiscale, facendosi quindi rilasciare copia cartacea della fattura come un ‘privato’ e invitare i propri fornitori ‘commerciali’ ad emettere fattura indicando Codice fiscale e Partita Iva fornendo loro l’indirizzo telematico (Pec o Codice destinatario), senza però inserirlo nell’Area riservata, in modo da ricevere in formato elettronico solo le fatture ‘commerciali’ ? Oppure in presenza sia di Codice fiscale sia di Partita Iva e quindi di coesistenza di attività commerciale e istituzionale, il contribuente è obbligato a ricevere tutte le fatture in formato elettronico, lasciando a lui l’onere di distinguere quelle commerciali da quelle istituzionali ai fini della liquidazione Iva ? L’Ente non commerciale ha l’obbligo di conservazione elettronica delle sole fatture ‘commerciali’ per le quali ha fornito l’indirizzo telematico?

Risposta

È possibile trattare le fatture – per fini esclusivamente istituzionali e per fini esclusivamente commerciali – separatamente (analogiche le prime, elettroniche le seconde). Se i fornitori sono soggetti obbligati alla FE, tutte le fatture (sia quelle con Partita Iva che quelle con Cf numerico dell’Ente) saranno comunque consultabili sul Portale ‘Fatture e Corrispettivi’. Il suggerimento è quello di trattare tutte le fatture passive come fatture elettroniche, sottoscrivendo il servizio gratuito di conservazione offerto dall’Agenzia delle Entrate presente nel Portale ‘Fatture e Corrispettivi’.

Domanda

In relazione ai dati obbligatori da indicare in fattura, si chiede conferma del fatto che nella fattura elettronica emessa nei confronti di soggetti titolari di Partita Iva non sia obbligatoria l’indicazione anche del Codice fiscale.

Risposta

Si conferma che nella fattura i campi della Sezione cessionario/committente vanno compilati inserendo o la Partita Iva oppure il Codice fiscale che il cliente di volta in volta comunicherà al fornitore (anche se il ‘Sdi’ non scarta il file in cui sono presenti entrambi i valori). Nel caso in cui il cessionario/committente comunichi il solo Codice fiscale alfanumerico, pur essendo titolare di Partita Iva, è evidente che sta operando l’acquisto del bene/servizio non nell’ambito dell’attività d’impresa, arte o professione.

Domanda

Le autofatture da emettere per l’integrazione degli acquisti interni in reverse charge ex art. 17, comma 6, Dpr, n. 633/1972 devono riportare nel campo ‘TipoDocumento’ il Codice ‘Td20’ o ‘TD01’ ?

Risposta

In questo caso il tipo documento da utilizzare è il ‘Td01’. I documenti con Codice ‘Td20’ sono solo quelli relativi alle fatture ex art. 6, comma 8, Dlgs. n. 471/1997.

Domanda

Le fatture attive datate dicembre 2018, ma inviate al cliente tramite posta ordinaria o pec nei primi giorni del 2019 devono essere emesse in forma elettronica ? Quali le modalità di detrazione dell’Iva per il cessionario/committente: tali fatture devono essere annotate in un sezionale del registro Iva degli acquisti con detrazione dell’Iva corrispondente nella dichiarazione annuale ovvero nella liquidazione periodica di dicembre ?

Risposta

Possono essere analogiche. Se il cessionario/committente riceve la fattura nel gennaio 2019 potrà esercitare la detrazione nella liquidazione di gennaio 2019.

Domanda

Per le operazioni verso soggetti comunitari l’emissione (facoltativa) della fattura elettronica e l’invio allo ‘Sdi’ (con Codice destinatario 7 volte X), oltre ad evitare l’indicazione dei dati dell’operazione nel c.d. “esterometro”, comporta altresì l’esonero dall’indicazione della stessa operazione negli Elenchi Intrastat ?

Risposta

 La trasmissione della fattura elettronica con il Codice destinatario XXXXXXX consente di evitare l’invio, per quella fattura, della comunicazione ‘esterometro’ ma non i Modelli Intra. Restano invece in vigore le semplificazioni introdotte con le disposizioni del Provvedimento 25 settembre 2017 sui Modelli Inttra2.

Domanda

Nel caso in cui un soggetto neghi l’autorizzazione alla trasmissione dei suoi dati al Sistema ‘Tessera sanitaria’, la fattura deve essere emessa in formato elettronico ? E nel caso manifesti il suo diniego dopo qualche giorno ?

Risposta

Nel 2019 per nessuna operazione sanitaria effettuata da soggetti tenuti a inviare a ‘Ts’ verso clienti finali deve essere emessa fattura elettronica via ‘Sdi’, come previsto dalla ‘Legge di bilancio 2019’.

Domanda

Come verranno gestiti i documenti riepilogativi per fatture d’importo non superiore a Euro 300: cosa dovrà essere consegnato al cliente ?

Risposta

Nulla cambia rispetto al passato. Il cliente deve sempre ricevere le singole fatture. Il documento riepilogativo è previsto per la ‘registrazione’ di più fatture emesse o ricevute.

Domanda

In caso di vendita con Iva a soggetto estero (Ue o extra-Ue) privato o azienda estera, ma con consegna in Italia, le fatture devono essere emesse in formato elettronico e inviate allo ‘Sdi’ ?

Risposta

L’obbligo di fatturazione elettronica riguarda esclusivamente le operazioni effettuate tra soggetti residenti o stabiliti.

Domanda

Nel caso di Studio associato tra Professionisti di diverse Casse (Commercialisti e Consulenti del lavoro) quale Codice indicare nel file .xml di fattura elettronica visto che il contributo è destinato a casse diverse secondo la percentuale di partecipazione allo Studio ? Non sembra che il tracciato xml. consenta una duplice indicazione.

Risposta

È possibile inserire in fattura elettronica riferimenti a più Casse previdenziali, ripetendo la valorizzazione dei campi del blocco ‘Cassa previdenziale’.

Domanda

Gli Asili nido sono esonerati dall’emissione della fattura elettronica per le prestazioni rese ? Qualora si optasse per l’emissione della fattura elettronica come gestire la fattura emessa ad entrambi i genitori con 2 Codici fiscali ?

Risposta

Gli esoneri valgono per i forfettari, per i soggetti in regime di vantaggio e quelli in regime di 398 (con volume di attività commerciale non superiore a Euro 65.000 nell’anno precedente). La fattura elettronica viene intestata ad uno dei 2 genitori e in campo a descrizione libera (es., descrizione) viene inserito il Codice fiscale dell’altro genitore.

Domanda

Associazione non profit che svolge anche attività commerciale. Per la parte commerciale ha già posto in essere tutti gli adempimenti connessi alla fatturazione elettronica. Per gli acquisti relativi all’attività istituzionale è tenuta soltanto a farsi rilasciare la fattura in formato cartaceo ?

Risposta

È una scelta dell’operatore: può riceverla e gestirla analogicamente o elettronicamente.

Domanda

In caso di emissione di una nota di accredito di sola Iva a seguito di chiusura della procedura di fallimento, prima dell’introduzione dell’obbligo di fattura elettronica, la nota di accredito era così predisposta:

  • imponibile 0,00
  • Iva 22% 22,00
  • Totale documento 22,00

Oggi l’invio allo ‘Sdi’ di un documento con imponibile Zero comporta lo scarto. Per ovviare al problema, si potrebbe procedere nel seguente modo:

imponibile 100,00

  • Iva 22% 22,00
  • f.c. Iva -100,00
  • Totale documento 22,00

Questo metodo:

  • è corretto dal punto di vista delle scritture contabili;
  • non è però corretto dal punto di vista della Dichiarazione Iva (si dovrebbe fare una variazione del quadro VF nella colonna Imponibile, ma a questo punto non si avrebbe corrispondenza fra Dichiarazione e registri Iva). Come si può superare il problema ?

Risposta

È possibile emettere una fattura elettronica con solo Iva utilizzando il tipo documento ‘Fattura semplificata’ (si rimanda alla Faq n. 27 pubblicata il 27 novembre 2019).

Domanda

Sulla copia cartacea/pdf della fattura elettronica consegnata a mano o inviata via mail ad un privato (non soggetto passivo Iva) deve essere inserita una specifica frase per connotare il fatto che si tratta solo di una mera ‘visualizzazione’ dell’originale xml valido ai fini fiscali ed inviato allo ‘Sdi’ ?

Risposta

È possibile e consigliabile riportare una dicitura del tipo ‘copia analogica della fattura elettronica inviata al Sdi’. Al riguardo si ricorda che, come specificato dal Provvedimento 21 dicembre 2018 del Direttore dell’Agenzia delle Entrate, il consumatore finale potrà consultare le fatture elettroniche nella sua area riservata del sito dell’Agenzia solo a partire dal 1° novembre 2019 a seguito di accettazione del Servizio di consultazione.

Domanda

Per quanto riguarda le Onlus (a breve Ets) con Partita Iva e Codice fiscale è opportuno ricevere fatture elettroniche per gli acquisti per attività istituzionale solo con indicazione del Codice fiscale (come qualsiasi Associazione senza Partita Iva e quindi con solo Codice fiscale) e per gli acquisiti per attività connesse/commerciali con l’indicazione sia del Codice fiscale che della Partita Iva ?

Risposta

Valgono le regole usuali: se si effettua l’acquisto per fini istituzionali si comunicherà al fornitore il Cf, mentre se si effettua l’acquisto per fini commerciali si comunicherà al fornitore la Partita Iva.

Domanda

Nel caso in cui un soggetto in regime forfettario–minimo decida di emettere fattura elettronica è tenuto a riportare gli estremi di riferimento del regime fiscale applicato, nonché che le somme non sono soggette a ritenuta di acconto, all’interno della fattura o è sufficiente l’indicazione del Tipo di regime nell’apposito campo ?

Risposta

Si potrà compilare la fattura elettronica indicando il tipo di regime e, nel campo descrizione, che le somme non sono soggette a ritenuta.

Domanda

Anche a seguito dell’intervento del Garante e del Provvedimento 21 dicembre 2018 ci si chiedeva se la conservazione gratuita offerta dall’Agenzia delle Entrate fosse a norma sia dal punto di vista civilistico (art. 2220 Cc.) e non solo dal punto di vista tributario.

Risposta

Si, certamente.

Domanda

Ai sensi dell’art. 3 del Dpr. 544/1999, la certificazione dei ricavi da biglietteria avviene con l’emissione di titoli d’accesso che deve essere contestuale all’incasso del relativo corrispettivo. Nella pratica commerciale, alcuni clienti chiedono l’emissione di una ‘fattura’ funzionale alla sola documentazione dell’importo di imponibile e Iva inclusi nel prezzo riportato sul titolo d’accesso (v. Circolare n. 15/E/2015, pag. 10 – la ‘fattura’ che fino al 31 dicembre 2018 non aveva rilevanza fiscale per l’emittente). Tale fattura viene emessa in un momento successivo all’esecuzione dell’evento teatrale (quindi dopo che l’Iva si è resa esigibile per l’Erario nei confronti dell’organizzatore, il documento riporta la dicitura che l’Iva è stata assolta dall’organizzatore tramite annotazione del titolo d’accesso nel registro corrispettivi). Tale documento consente all’acquirente di far transitare l’acquisto per il registro tenuto ai fini dell’art. 25 del Dpr. n. 633/72 ed esercitare, ove questo sia oggettivamente possibile, il diritto alla detrazione dell’imposta. Ad oggi l’emissione di tale fattura dovrà avvenire sotto forma di fattura elettronica altrimenti la detraibilità per il cliente sarebbe in ogni caso preclusa. Si chiede conferma del fatto che il passaggio alla fattura elettronica (sempre funzionale alla sola documentazione dell’importo di imponibile e Iva inclusi nel prezzo) non infici il procedimento sopra esposto.

Risposta

Si emetterà fattura elettronica indicando gli estremi del titolo d’ingresso (contabilizzando come prima il titolo e non la fattura).

Domanda

Si chiede conferma se l’adesione al servizio gratuito di conservazione dell’Agenzia delle Entrate comporta necessariamente che il contribuente assuma la qualifica di Responsabile della conservazione, sicché anche il piccolo Professionista o l’Artigiano sarà Responsabile della conservazione e anche un’Associazione dovrà individuare al suo interno il Responsabile della conservazione. L’Agenzia per l’Italia Digitale (Agid) ha chiarito nelle Line-guida e in una Faq che in caso di affidamento del servizio di conservazione in outsourcing, il ruolo di Responsabile della conservazione può essere ricoperto esclusivamente da una persona fisica interna al soggetto produttore superando in tal senso una risalente prassi dell’Agenzia delle Entrate. Si chiede conferma di quanto sopra e, in caso affermativo, di precisare se tutti gli obblighi e gli oneri di cui agli artt. 6 e 7 del Dpcm. 3 dicembre 2013 sono a carico del piccolo Professionista o dell’Artigiano Responsabile della conservazione.

Risposta

Si conferma quanto previsto dalle Linee-guida dell’Agid.

Domanda

È possibile effettuare la conservazione sostitutiva della stessa fattura con più soggetti contestualmente (ad esempio, Agenzia delle Entrate e Società privata che presta il servizio)?

Risposta

Si.

Domanda

La conservazione digitale per 15 anni è subordinata alla firma digitale del file fattura in formato xmlv?

Risposta

Il Servizio dell’Agenzia delle Entrate non è subordinato alla firma digitale della FE.

Domanda

Premesso che con il Provvedimento dell’Agenzia 30 aprile 2018 è stato: 1) eliminato l’obbligo della firma sulle fatture elettroniche B2B; 2) aggiunta l’impronta (hash) del file fattura nella ricevuta dello ‘Sdi’ che identifica in modo univoco la fattura elettronica transitata dallo ‘Sdi’ e ne certifica l’integrità. È giusto affermare che per le sole fatture elettroniche B2B viene superato pertanto quanto previsto dalla Circolare Agenzia delle Entrate n.18/E del 24 giugno 2014 in tema di autenticità della fattura (richiesto dall’art. 21 comma 3 Dpr. n. 633/1972) ? Possiamo concludere che la ricevuta dello ‘Sdi’ autentica la fattura elettronica emessa (anche senza firma) e ne certifica l’integrità ?

Risposta

No, il Provvedimento Agenzia delle Entrate 30 aprile 2018 ha stabilito che ‘Sdi’ accetta fattura elettronica anche non firmate digitalmente. Le disposizioni dell’art. 21, in tema di autenticità dell’origine, restano valide.

Domanda

Se il soggetto chiude la Partita Iva, la conservazione elettronica con l’Agenzia delle Entrate è assicurata ? Fino a quale termine e con quali modalità ?

Risposta

Sì per 15 anni.

Domanda

La mancata emissione della fattura elettronica (nel caso di impianto distribuzione carburanti: – pagamento effettuato con carta credito personale, richiesta fattura ma l’esercente non la emette perché assente al momento o perché non attrezzato telematicamente) può essere sanata con l’emissione di un’autofattura fatta dal contribuente (persona fisica e/o Società con Partita Iva) ? Se sì, con quali particolari modalità e osservazioni da inserire nel testo della fattura elettronica ?

Risposta

Valgono le disposizioni dell’art. 6, comma 8, del Dlgs. n. 471/1997 e quanto specificato nel provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate 30 aprile 2018.

Domanda

Per ciò che concerne la cessione di beni verso Paesi dell’Ue come vanno trattate le fatture ai fini della fattura elettronica ? La Srl già trasmette il Modello Intra2. In tal caso è esonerata dal trasmettere allo Sdi la fattura di cessione Intra ?

Risposta

No, va inviata la comunicazione dati fatture transfrontaliere o la fattura elettronica con XXXXXXX in corrispondenza del Codice destinatario.

Domanda

Per gli acquisti intracomunitari, una società effettua la integrazione delle fatture ricevute e le contabilizza attraverso il sistema del reverse charge. Trasmette poi all’Agenzia il Modello Intra1. Tali tipologie di fatture come vanno trattate ai fini della fatturazione elettronica ?

Risposta

I dati delle fatture d’acquisto intracomunitarie vanno trasmessi con la comunicazione dati fattura transfrontaliere (esterometro).

Domanda

I controlli incrociati previsti dal Dm. 4 agosto 2016 potranno essere eseguiti soltanto in caso di adesione al servizio di consultazione che, come si legge al punto g) del Provvedimento direttoriale 21 dicembre 2018, dovrà essere esercitata dai contribuenti o dai loro Intermediari, attraverso una apposita funzionalità del sito web delle Entrate a decorrere dal 1° luglio 2019. In assenza di adesione a tale servizio l’Agenzia delle Entrate, dopo l’avvenuto recapito della fattura al destinatario, procederà alla cancellazione dei dati contenuti nelle fatture elettroniche memorizzando esclusivamente i dati aventi rilevanza fiscale. Tali cancellazioni inibiranno i controlli incrociati finalizzati a favorire l’emersione spontanea delle basi imponibili, previsti dall’art. 1, commi 1 e 2, del Dm. 4 agosto 2016 il cui oggetto è costituito infatti dai dati delle fatture emesse e ricevute, e delle relative variazioni, acquisiti mediante il Sistema di interscambio ? Conseguentemente è vero che vi sarà una disparità di trattamento tra i contribuenti che aderiranno alla Conservazione Agenzia delle Entrate rispetto a quelli che utilizzeranno servizi a pagamento ?

Risposta

L’Agenzia delle Entrate effettuerà i controlli incrociati, come oggi con i dati spesometro, anche domani con i dati fiscali che memorizzerà anche se dovesse eliminare il file completo della fattura elettronica. L’adesione al servizio di ‘Consultazione’ garantisce all’utente di ritrovare in qualsiasi momento (nei limiti temporali previsti dal Provvedimento Agenzia delle Entrate 30 aprile 2018) le sue fatture emesse e ricevute all’interno del Portale ‘Fatture e Corrispettivi’ nonché rendere i rapporti con l’Amministrazione finanziaria più trasparenti e collaborativi. La mancata adesione al servizio di ‘Consultazione’ non rappresenterà di per sé un elemento di valutazione nell’ambito dell’attività di analisi del rischio condotta dall’Agenzia delle Entrate.

Domanda

Per le operazioni con soggetti privati nelle Faq n. 2 del 21 dicembre 2018 è indicato che ‘… ai fini del controllo documentale di cui all’art. 36-ter del Dpr. n. 600/1973 andrà fatto riferimento ai contenuti della copia analogica della fattura elettronica rilasciata al consumatore finale. In caso di discordanza nei contenuti fra fattura elettronica e copia cartacea della stessa, salvo prova contraria, sono validi quelli della fattura digitale’. Nel caso in cui il consumatore finale non abbia attivato l’adesione al servizio di conservazione e acquisizione delle fatture elettroniche o dei loro duplicati informatici, come potrà visionare la fattura elettronica contenuta nel sito dell’Agenzia delle Entrate ? Il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate Prot. n. 524526/2018 dispone che ‘al cessionario/committente consumatore finale, in assenza della sua adesione al servizio, non è reso disponibile in consultazione alcun dato relativo alle fatture elettroniche ricevute’ (pag. 4). Si chiede inoltre di chiarire qual è la forza probatoria della copia cartacea del documento informatico posseduta da consumatori finali e soggetti ad essi assimilati (contribuenti forfettari, minimi, condomini, associazioni senza Partiva Iva) ?

Si può ritenere che in tal caso la copia cartacea del documento informatico originale abbia valore di documento valido ai fini fiscaliv?

Risposta

Il servizio di consultazione delle fatture elettroniche per i consumatori finali persone fisiche sarà reso disponibile dal 1° novembre 2019, previa adesione dell’utente, come previsto dal Provvedimento del Direttore Agenzia delle Entrate 30 aprile 18 e successive modifiche. In merito all’efficacia probatoria della copia analogica della fattura elettronica rilasciata al consumatore finale, si rimanda alle Faq pubblicate sul sito dell’Agenzia delle Entrate (Area tematica ‘Fatture elettroniche e Corrispettivi telematici’).

Domanda

Una Onlus con solo Codice fiscale per poter ricevere le fatture passive dai fornitori può prelevarle dal Sistema ‘Sdi’ comunicando il Codice destinatario sul Portale ‘Fatture e Corrispettivi’ dell’Agenzia delle Entrate ?

Risposta

L’accesso al Portale F&C è possibile solo per soggetti titolari di Partita Iva, quindi la Onlus senza Partita Iva non potrà registrare l’indirizzo telematico. La Onlus potrà però ricevere le fatture elettroniche comunicando una Pec o un Codice destinatario.

Domanda

Si chiede quali deleghe è necessario attivare per visualizzare le fatture elettroniche rilasciate a privati: è necessario farli abilitare con le credenziali Fisconline ? Oppure le nuove deleghe per l’accesso al Cassetto fiscale comprendono anche l’area delle fatture elettroniche passive ?

Risposta

A seguito del confronto avuto tra l’Agenzia delle Entrate e il Garante Privacy è stato previsto che non è possibile delegare un soggetto terzo (anche art. 3, comma 3, del Dpr. n. 322/1998) al Servizio di consultazione dei dati dei consumatori finali persone fisiche.

Domanda

Per le fatture ricevute qual è la data a partire dalla quale l’Iva diventa detraibile ?

Risposta

L’ Iva diventa detraibile a partire dalla data di ricezione della fattura. Se il ‘Sistema di interscambio’ riesce a consegnare la fattura al destinatario, la data di ricezione è quella attesta dai sistemi di ricezione utilizzati dal destinatario, e non la data a partire dalla quale la fattura viene messa a disposizione del cessionario/committente sul Portale ‘Fatture e Corrispettivi’. Qualora il ‘Sistema di interscambio’, per cause tecniche non imputabili ad esso, non sia riuscito a recapitare la fattura al ricevente, questa viene messa a disposizione sul Portale ‘Fatture e Corrispettivi’ e la data di presa visione o di scarico del file fattura è quella a partire dalla quale l’Iva diventa detraibile.

Domanda

Sono un fornitore della P.A., in quale campo del tracciato Xml della fattura elettronica posso inserire l’identificativo univoco di versamento (Iuv) usato come chiave nel Sistema PagoPA ?

Risposta

L’elemento informativo del tracciato Xml da poter utilizzare è i 2.4.2.21 ‘CodicePagamento’ ed è stato pensato proprio per ospitare qualsiasi codice identificativo di un’operazione di pagamento, utile quindi per la riconciliazione degli incassi da parte del cedente/prestatore.

Domanda

A seguito di doppi pagamenti dell’Imposta di bollo, il contribuente può utilizzare il credito a compensazione per il pagamento di altre imposte o per ‘pagare’ l’Imposta di bollo sulle fatture elettroniche ai sensi dell’art. 6 del Dm. 17 giugno 2014 ?

Risposta

No, i crediti derivanti da eccedenze di versamento dell’Imposta di bollo non possono essere indicati in compensazione nel Modello ‘F24’.

Domanda

Sono un Ente non commerciale privo di Partita Iva, posso delegare un altro soggetto ad accedere a servizi di monitoraggio delle Fatture Elettroniche all’interno dell’Area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate nella Sezione ‘La mia scrivania’ ?

Risposta

No non è possibile. Il rappresentante legale di un Ente non commerciale o condominio, privo di Partita Iva, può, nell’Area riservata dei Servizi telematici, nominare i gestori incaricati, che a loro volta possono incaricare un numero illimitato di soggetti.

In particolare, per gli Enti non commerciali (Enc) e i condomini possono verificarsi 2 casistiche:

  • se sono titolari di Partita Iva (B2B) posso consultare sul Portale ‘Fatture e Corrispettivi’ tutte le proprie fatture ricevute, sia se è indicata la Partita Iva che se è indicato il codice fiscale numerico nei dai del cliente (cessionario/committente). Sarà possibile anche consultare le ricevute dei file ricevuti, nell’apposita Area;
  • se non sono titolari di Partita Iva (B2C) possono consultare cliccando sull’icona resa disponibile sul sito web dell’Agenzia delle Entrate nell’Area ‘La mia scrivania’, tutte le proprie fatture ricevute al cui interno, nei dai del cliente (cessionario/committente), è indicato il Codice fiscale numerico.

In conclusione, gli Enti non commerciali (Enc) e i condomini possono delegare intermediari ai servizi di fatturazione elettronica disponibili sul Portale ‘Fatture e Corrispettivi’ solo se sono titolari di Partita Iva.

Domanda

È possibile emettere fatture elettroniche o note di variazione con una Partita Iva cessata ?

Risposta

Attualmente se la fattura elettronica viene compilata con una Partita Iva del cedente/prestatore esistente in AT ma cessata, alla data riportata in fattura, la fattura elettronica viene scartata. Conseguentemente, se un’Impresa o un Professionista con una Partita Iva attiva e una cessata, compila e invia una fattura elettronica o una nota di variazione riportando la partita Iva cessata la stessa viene scartata.

Domanda

Come devono essere compilati i dati anagrafici del cedente/prestatore e del cessionario/committente in caso di emissione di autofattura per integrazione della fattura elettronica ricevuta in ‘reverse charge’ interno ?

Risposta

Come precisato dalla Circolare n. 14/E del 2019, in caso di emissione di autofattura per integrazione della fattura elettronica ricevuta in ‘reverse charge’ interno, i dati del cessionario/committente vanno inseriti sia nella sezione ‘Dati del cedente/prestatore’ sia nella Sezione ‘Dati del cessionario/committente’.

Domanda

Al momento della predisposizione dell’xml della fattura elettronica, come devono essere compilati i dati anagrafici del cedente/prestatore e del cessionario/committente in caso di autofattura per omaggi ovvero per autoconsumo ?

Risposta

Come precisato dalla Circolare n. 14/E del 2019, in ipotesi di autofattura per omaggi ovvero per autoconsumo, i dati del cedente/prestatore vanno inseriti, sia nella Sezione ‘Dati del cedente/prestatore’, sia nella Sezione ‘Dati del cessionario/committente’ (si ricorda che in questi casi la fattura, e quindi la relativa imposta, va annotata solo nel registro Iva vendite).

Domanda

Al momento della predisposizione dell’xml della fattura elettronica, in luogo della comunicazione dei dati delle fatture transfrontaliere, come devono essere compilati i dati anagrafici del cedente/prestatore e del cessionario/committente in caso di autofattura per acquisti da soggetti non residenti o stabiliti nel territorio dello Stato (ad esempio, acquisti di servizi extra Ue, acquisti di beni all’interno di un deposito Iva dopo un passaggio al suo interno tra soggetti extra Ue) ?

Risposta

Come precisato dalla Circolare n. 14/E del 2019, in caso di autofattura per acquisti da soggetti non residenti o stabiliti nel territorio dello Stato (ad esempio, acquisti di servizi extra Ue, acquisti di beni all’interno di un deposito Iva dopo un passaggio al suo interno tra soggetti extra Ue), in luogo dell’esterometro è possibile emettere un autofattura elettronica compilando il campo della Sezione ‘Dati del cedente/prestatore’ con l’identificativo Paese estero e l’identificativo del soggetto non residente/stabilito; nei ‘Dati del cessionario/committente’ vanno inseriti quelli relativi al soggetto italiano che emette e trasmette via ‘Sdi’ il documento e compilata la sezione ‘Soggetto Emittente’ con valorizzazione del codice ‘Cc’ (cessionario/committente).

Domanda

Ho attivato la delega alla consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche o dei loro duplicati informatici di un mio cliente prima del 21 dicembre 2018. Posso effettuare l’adesione al Servizio di consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche o dei loro duplicati informatici per conto del mio cliente ?

Risposta

Le deleghe conferite agli intermediari in un momento antecedente alla data del 21 dicembre 2018 non consentono agli intermediari di effettuare – per conto dei propri clienti – l’adesione al Servizio di consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche o dei loro duplicati informatici. Pertanto, per poter effettuare le operazioni di adesione (o recesso) dal Servizio di consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche o dei loro duplicati informatici per conto dei propri clienti è necessario che gli intermediari – delegati al Servizio prima del 21 dicembre 2018 – acquisiscano nuovamente la delega.

Domanda

In cosa consiste l’adesione al servizio di consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche o dei loro duplicati informatici ?

Risposta

L’Agenzia delle entrate mette a disposizione il Servizio di consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche o dei loro duplicati informatici, accessibile previa adesione al servizio, da effettuarsi mediante apposita funzionalità resa disponibile nell’area riservata del sito web dell’Agenzia delle Entrate a decorrere dal 1° luglio 2019. In presenza di adesione effettuata da almeno una delle parti – cedente/prestatore o cessionario/committente – l’Agenzia delle Entrate memorizza i dati dei file delle fatture elettroniche e li rende disponibili in consultazione esclusivamente al soggetto che ha effettuato l’adesione. In assenza di adesione effettuata da almeno una delle parti – cedente/prestatore o cessionario/committente – l’Agenzia delle Entrate, dopo l’avvenuto recapito della fattura al destinatario, cancella i dati dei file delle fatture elettroniche e memorizza esclusivamente i dati fattura.

Domanda

Un consumatore finale può effettuare l’adesione al Servizio di consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche o dei loro duplicati informatici ?

Risposta

L’utente Persona fisica (Pf), purché in possesso di credenziali Entratel /Fisconline rilasciate da Agenzia delle Entrate o di identità digitale Spid o Cns, può effettuare l’adesione al Servizio di consultazione delle fatture ricevute tramite accedendo all’Area riservata dei servizi online disponibili sul sito web dell’Agenzia delle Entrate. L’utente persona fisica che aderisce al servizio di consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche o dei loro duplicati informatici dal 1° luglio al 31 ottobre 2019, potrà consultare, a partire dal 1° novembre 2019, la totalità dei file delle fatture elettroniche ricevute relative agli acquisti pervenuti al ‘Sistema di interscambio’ da parte dei loro fornitori. In caso di mancata adesione nel termine sopra indicato l’utente non potrà consultare i file delle fatture ricevute fino a quel momento. Se l’adesione viene effettuata dopo tale termine l’utente potrà consultare i soli file delle fatture elettroniche ricevute dal giorno successivo a quello di adesione.

Domanda

Un Ente non commerciale non in possesso di Partita Iva può effettuare l’adesione al Servizio di consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche o dei loro duplicati informatici ?

Risposta

Gli Enti non commerciali (Onlus, Condomini, Soggetti Pnp che non esercitano attività Iva) non in possesso di Partita Iva possono effettuare l’adesione al Servizio di consultazione delle fatture ricevute, direttamente o tramite rappresentanti incaricati in possesso di credenziali Fisconline/Entratel rilasciate da Agenzia delle Entrate o di identità digitale Spid o Cns, accedendo all’Area riservata dei servizi online disponibili sul sito web dell’Agenzia delle Entrate. L’utente che aderisce al Servizio di consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche o dei loro duplicati informatici dal 1° luglio al 31 ottobre 2019, potrà consultare la totalità dei file delle fatture elettroniche ricevute relative agli acquisti pervenuti al ‘Sistema di interscambio’ da parte dei loro fornitori. In caso di mancata adesione nel termine sopra indicato l’utente non potrà consultare i file delle fatture ricevute fino a quel momento. Se l’adesione viene effettuata dopo tale termine l’utente potrà consultare i soli file delle fatture elettroniche ricevute dal giorno successivo a quello di adesione.

Domanda

Un titolare di Partita Iva può effettuare l’adesione al Servizio di consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche o dei loro duplicati informatici ?

Risposta

L’adesione può essere effettuata dagli operatori Iva/loro delegati (intermediari di cui all’art. 3, comma 3, del Dpr. n. 322/1998) nel Portale ‘Fatture e Corrispettivi’, in prima battuta, dal 1° luglio al 31 ottobre 2019. L’Agenzia fino al 31 ottobre 2019 memorizza la totalità dei file delle fatture elettroniche emesse e ricevute e nel periodo ‘transitorio’ rende disponibili i file delle fatture in consultazione agli operatori Iva (e ai loro delegati). Al termine di questo periodo transitorio, in caso di mancata adesione al servizio di consultazione sia del cedente/prestatore che del cessionario/committente l’Agenzia, dopo l’avvenuto recapito della fattura al destinatario, cancella la fattura elettronica e conserva e rende disponibili per la consultazione esclusivamente i ‘dati fattura’, cioè i dati di cui all’Allegato B al Provvedimento 30 aprile 2018 (in sostanza i dati fiscalmente rilevanti ad eccezione della descrizione dell’operazione). Se, invece, aderisce una sola delle parti del rapporto economico le fatture sono comunque memorizzate dall’Agenzia ma sono rese disponibili in consultazione solo alla parte che ha aderito. Sarà possibile aderire anche dopo il 31 ottobre 2019, ma in tal caso saranno visibili solo le fatture emesse/ricevute dal giorno successivo a quando l’adesione è stata effettuata. L’adesione richiesta vale per tutte le Partite Iva collegate al Codice fiscale del richiedente. E’ sempre possibile anche recedere dal servizio, con la conseguenza che le fatture emesse/ricevute non saranno più consultabili dal giorno successivo. Le deleghe conferite agli Intermediari in un momento antecedente alla data del 21 dicembre 2018 non consentiranno agli intermediari di effettuare – per conto dei propri clienti – l’adesione al Servizio di consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche o dei loro duplicati informatici. Pertanto, per poter effettuare le operazioni di adesione (o recesso) dal Servizio di consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche per conto dei propri clienti è necessario che gli intermediari – delegati al servizio di consultazione delle fatture elettroniche prima del 21 dicembre 2018 – acquisiscano nuovamente la delega al Servizio di consultazione.

Domanda

Quali sono i termini per effettuare l’adesione al servizio di consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche o dei loro duplicati informatici ?

Risposta

L’adesione può essere effettuata, in prima battuta, dal 1° luglio al 31 ottobre 2019. L’Agenzia delle Entrate fino al 31 ottobre 2019 comunque memorizza la totalità dei file delle fatture elettroniche emesse e ricevute nel periodo ‘transitorio’. Al termine di questo periodo transitorio, in caso di mancata adesione al servizio di consultazione sia del cedente/prestatore che del cessionario/committente l’Agenzia cancella i file delle fatture elettroniche e conserva esclusivamente i ‘dati fattura’, cioè i dati di cui all’Allegato B al Provvedimento 30 aprile 2018 (in sostanza i dati fiscalmente rilevanti ad eccezione della descrizione dell’operazione). Se, invece, aderisce una sola delle parti del rapporto economico le fatture sono comunque conservate dall’Agenzia ma sono rese disponibili in consultazione solo alla parte che ha aderito. È possibile aderire anche dopo il 31 ottobre 2019, ma in tal caso saranno visibili solo le fatture emesse/ricevute dal giorno successivo a quando l’adesione è stata effettuata. E’ sempre possibile anche recedere dal servizio, con la conseguenza che le fatture emesse/ricevute non saranno più consultabili dal giorno successivo.

Domanda

Cosa succede se non effettuo l’adesione al servizio al servizio di consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche entro il termine del 31 ottobre 2019 ?

Risposta

La mancata adesione al servizio di consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche o dei loro duplicati informatici entro il termine del 31 ottobre 2019 comporta la cancellazione dei file memorizzati. È possibile aderire anche dopo il 31 ottobre 2019, ma in tal caso saranno visibili solo le fatture emesse/ricevute dal giorno successivo a quando l’adesione è stata effettuata. E’ sempre possibile anche recedere dal servizio, con la conseguenza che le fatture emesse/ricevute non saranno più consultabili dal giorno successivo.

Domanda

Quali sono gli elementi di riscontro da utilizzare per l’attivazione delle deleghe trasmesse telematicamente con la modalità ‘puntuale’ o ‘massiva’ ?

Risposta

Gli elementi di riscontro necessari a garantire l’effettivo conferimento della delega all’Intermediario, relativi alla dichiarazione Iva presentata da ciascun soggetto delegante nell’anno solare antecedente a quello di conferimento della delega sono:

  • l’importo corrispondente al volume d’affari;
  • gli importi corrispondenti all’Imposta dovuta e all’Imposta a credito.