Esercizi commerciali: sì della Camera alle nuova disciplina delle aperture, ora il testo passa all’esame del Senato

Esercizi commerciali: sì della Camera alle nuova disciplina delle aperture, ora il testo passa all’esame del Senato

Via libera della Camera al provvedimento che restringe le “maglie” della liberalizzazione degli esercizi commerciali che era stata introdotta – lo ricordiamo – da uno dei primi provvedimenti del Governo tecnico di Mario Monti: il Dl. n. 201/11, meglio noto come “Decreto Salva Italia”.
Il testo, approvato dalla X Commissione mercoledì scorso, reintroduce l’obbligo di chiusura per almeno 6 del 12 giorni festivi all’anno ma, allo stato attuale, non prevede analoghe deroghe alla liberalizzazione anche per le chiusure domenicali.

Queste ultime sono state oggetto di un acceso dibattito negli ultimi anni. Da un lato chi, con i dati relativi al fatturato delle domeniche alla mano, sosteneva che la manovra aveva indotto una spinta ai consumi e favorito l’occupazione negli esercizi commerciali. Dall’altra chi (si pensi alla campagna di raccolta firme per l’abolizione della norma, avviata a dicembre del 2012 da Cei e Confesercenti) riteneva invece che gli acquisti fossero esattamente gli stessi, semplicemente “spalmati” su più giorni, e che le aperture avessero al contrario innescato un aggravio economico per gli esercenti (più costi fissi) e “sociale” per gli addetti, privati della possibilità di trascorrere le domeniche con la propria famiglia.

Per quanto riguarda gli Enti Locali, segnaliamo un interessante passaggio del testo relativo ai “poteri del Sindaco” in materia di esercizi commerciali: “qualora – per esigenze di sostenibilità ambientale o sociale, di tutela dei beni culturali, di viabilità o di tutela del diritto dei residenti alla sicurezza o al riposo, alle quali non possa altrimenti provvedersi – sia necessario limitare l’afflusso di pubblico in determinate zone del territorio comunale interessate da fenomeni di aggregazione notturna, è rimessa allo stesso sindaco la definizione, per un periodo non superiore a tre mesi, degli orari di apertura dei pubblici esercizi e delle attività commerciali e artigianali”.

Nel testo approvato dalla Commissione è inoltre prevista la possibilità per i Comuni di stipulare “accordi territoriali non vincolanti” con le Amministrazioni limitrofe finalizzati alla definizione (fermi restando alcuni vincoli) di orari e chiusure degli esercizi commerciali in maniera tale  da garantirne la fruibilità e valorizzare le zone con una più spiccata vocazione commerciale. Saranno le Regioni a individuare le aree dove tali accordi possono essere stipulati.


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