Fabbricato industriale agricolo: se iscritto al Catasto fabbricati come “rurale” non è soggetto ad Ici

Nell’Ordinanza n. 12780 del 23 maggio 2018 della Corte di Cassazione, la questione controversa in esame riguarda l’Imu per i fabbricati industriali agricoli. La Suprema Corte rileva che, in tema di Ici, l’immobile che sia stato iscritto nel Catasto fabbricati come rurale, con l’attribuzione della relativa Categoria (“A/6” o “D/10”), in conseguenza della riconosciuta ricorrenza dei requisiti previsti dall’art. 9 del Dl. n. 557/93, convertito con Legge n. 133/94, non è soggetto all’Imposta ai sensi del combinato disposto dell’art. 23, comma 1-bis,del Dl. n. 207/08,convertito con modificazioni dalla Legge n. 14/09, e dell’art. 2, comma 1, lett. a), del Dlgs. n. 504/92.

L’attribuzione all’immobile di una diversa Categoria catastale deve essere impugnata specificamente dal contribuente che pretenda la non soggezione all’Imposta per la ritenuta ruralità del fabbricato, restando altrimenti quest’ultimo assoggettato ad Ici. Allo stesso modo, il Comune dovrà impugnare l’attribuzione della Categoria catastale “A/6” o “D/10”al fine di potere legittimamente pretendere l’assoggettamento del fabbricato all’Imposta. Inoltre, i Giudici di legittimità rilevano che per le denunce di variazione delle costruzioni censite nella Categoria speciale “D/10” ovvero in altra Categoria ordinaria, vengono osservate le normali procedure vigenti per il Catasto edilizio urbano. La valutazione della sussistenza delle condizioni per il riconoscimento ai fini fiscali della ruralità delle costruzioni è compito precipuo degli Uffici preposti all’accertamento delle Imposte sugli immobili. Ferma restando la previsione della possibilità di una istanza di classificazione dei fabbricati “D1” nella nuova categoria “D10”, previa annotazione della richiesta “parificazione”, trova comunque conferma la necessità di verificare, da parte dell’Amministrazione finanziaria, l’effettiva sussistenza dei presupposti per il riconoscimento, ai fini fiscali, della Categoria “parificata” richiesta.