“Il sistema dei costi e dei fabbisogni standard, che porta con sé anche l’istituto della perequazione, è stato concepito in un quadro normativo e finanziario completamente diverso dall’attuale. In questi anni Anci e Ifel hanno fatto uno sforzo straordinario per adattarlo ad uno scenario profondamente modificato. I principi giusti dei costi e dei fabbisogni standard vanno certamente mantenuti, ma garantendo un quadro di finanza locale totalmente diverso, che sia finalmente stabile, più organico e non debba misurarsi con i continui tagli delle risorse che rischiano di far saltare il Sistema”. Così Guido Castelli, Delegato Anci alla Finanza locale, è intervenuto nel corso dell’Audizione dell’Associazione nazionale dei Comuni davanti alla Commissione parlamentare per l’attuazione del Federalismo fiscale.
Come riferito dall’Anci, con il Comunicato 12 gennaio 2017, Castelli ha evidenziato come il “Fondo perequativo” – unico e integralmente finanziato con le risorse proprie dei Comuni – sia il frutto di una distorsione della Legge-delega che aveva invece previsto il contributo dello Stato e 2 distinti Fondi.
A questo si aggiunge il blocco delle aliquote, in vigore dal 2016 e prorogato dalla “Finanziaria 2017” anche all’anno corrente, che non consentirebbe agli Enti Locali di vedersi riconosciute capacità di sforzo fiscale e autonomia.
L’Anci ha pertanto rivendicato la necessità di una maggiore autonomia dei Comuni nell’esercizio dello sforzo fiscale, unita alla garanzia di un’adeguata stabilità al sistema perequativo e all’esigenza di “mitigare l’impatto della perequazione, che in alcuni casi produce effetti finanziari insostenibili”.






