di Giuseppe Vanni
Il Ministero dell’Interno ha pubblicato nei giorni scorsi sul proprio sito istituzionale l’annuale Report di sintesi relativo alle iscrizioni dei Revisori dei conti degli Enti Locali e alle estrazioni per la nomina effettuate da parte delle Prefetture.
Si ricorda che risulta sempre attesa la completa attuazione di quanto stabilito dalla Riforma (art. 57-ter del Dl. n. 124/2019) con cui si prevedeva che l’estrazione avvenisse da Elenchi provinciali anziché regionali.
Nel Report sono indicati in dettaglio a livello regionale e provinciale il numero di Professionisti iscritti nel 2025, suddiviso per genere e per appartenenza alla Fascia 1 (Comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti), alla Fascia 2 (Comuni fra i 5.000 e i 15.000 abitanti), e alla Fascia 3 (Comuni superiori a 15.000 abitanti) e la numerosità degli Enti di riferimento delle suddette Fasce, nonché il relativo numero dei sorteggi delle Prefetture per il periodo 10 dicembre 2012-23 settembre 2025.
Gli Enti Locali interessati per le Regioni a Statuto ordinario sono 7.185, in minimo calo in ragione dello sporadico ricorso a fusioni da parte soprattutto dei piccoli Comuni.
I Revisori iscritti negli Elenchi regionali, utili per le estrazioni per le nomine negli Enti, sono 13.761.
Si evidenzia la costante lieve decrescita degli iscritti dall’Elenco negli (dal 2023 al 2025 meno 377 iscritti) che rendere possibile o forse probabile una minima perdita di attrattività della funzione professionale di Revisore dei conti per gli Enti Locali.
Le cause potrebbero ricercarsi, sia nella riduzione di Professionisti iscritti agli Ordini professionali, ma soprattutto nella specializzazione necessaria ai Professionisti per svolgere gli incarichi in parola, tenuto conto: delle norme pubblicistiche/specialistiche di riferimento che i professionisti di riferimento non sempre conoscono a fondo, delle regole di contabilità finanziaria e di finanza pubblica, delle norme regolatorie della spesa per il personale, delle disposizioni in merito agli appalti, delle norme sulla fiscalità attiva, delle disposizione sul monitoraggio contabile del “Pnrr”, dei rapporti con Organi/Amministrazioni di controllo e vigilanza, come la Corte dei conti e il Ministero dell’Interno, degli adempimenti in merito ai Questionari da inviare alla Corte dei conti, delle verifiche sui tempi di pagamento dei debiti commerciali e, non in ultimo, della regole per la Riforma della contabilità economico patrimoniale degli Enti, oggi in attuazione della Fase-pilota del passaggio di tutto la P.A. al Sistema unico economico-patrimoniale “Accrual” ex Dl. n. 113/2024.
Approfondimenti specialistici che necessitano un impegno aggiuntivo e non indifferente per i Revisori; a fronte di compensi che, soprattutto per gli incarichi nei piccoli Comuni, sono oggettivamente non remunerativi in correlazione alle vere necessità operative e dei rischi connessi; nonché a fronte per gli iscritti in Fascia 1 e in Fascia 2 di probabilità di estrazione bassa che non permette di assumere più di un incarico in contemporanea e spessissimo non consente di dare continuità alle attività di revisione in Enti Locali per ampi periodi di mancanza di incarichi (per la stragrande maggioranza dei Professionisti, specie in Fascia 1, vi sono medie probabilità di non essere estratto anche per periodi di oltre 5 anni) che non garantiscono il continuo aggiornamento prima della riassunzione di un successivo incarico.
Inoltre, vi sono Regioni in cui i Professionisti sono maggiormente penalizzati in ragione del rapporto fra Revisori e numero di incarichi, come per esempio la Puglia (1.455 iscritti sorteggiabili nell’Elenco in Fascia 1 per solo n. 88 incarichi triennali) dove la probabilità media di essere estratti per un incarico triennale arriva ad oltre 10 anni, mentre in Lombardia le probabilità sono fra le più alte (1.339 iscritti sorteggiabili nell’Elenco in Fascia 1 per n. 1.030 incarichi triennali), ma è sempre ipotizzabile una periodicità di estrazione superiore al triennio; solo per la Regione Piemonte in ragione della polverizzazione degli Enti Locali montani e pedemontani si raggiunge un rapporto fra iscritti in fascia 1 (755) ed Enti di riferimento (1.045) che permetterebbe mediamente l’assunzione di un incarico a testa in modo continuativo.
Quindi, gli incarichi per ogni Professionista sono quasi sempre singoli e con tempi successivi di inattività (mediamente di oltre un anno).
Si sottolinea quindi come un serio impegno in formazione in questo campo da parte dei giovani professionisti difficilmente possa dare ritorni economici e professionali sufficienti. Anzi, a chi scirve appare in un certo qual modo singolare ed al contempo positivamente sorprendente come molti giovani professionisti continuino ad essere iscritti ed a sostenere oneri di formazione specifica nonostante la mancanza da anni di una loro estrazione per incarichi, con necessità poi, al momento di un primo o di un rinnovo di incarico a distanza di anni dal precedente, di avere la necessità di un impegno auto-formativo rilevante.
Ne consegue con evidenza, per i giovani Professionisti, una tendenziale antieconomicità iniziale a svolgere attività di revisione dei conti negli Enti Locali e conseguentemente il non incentivo alla specializzazione nel campo della revisione degli Enti Locali. A differenza dei Professionisti in genere più anziani iscritti in Fascia 3, per i quali la probabilità di svolgere più incarichi in contemporanea (oltre alla possibilità di nomina diretta come Presidente dell’Organo di revisione dei medio-grandi Enti e di partecipare anche alle estrazioni per i Comuni più piccoli) e con remunerazioni più adeguate è in confronto nettamente più alta; da sottolineare, comunque, che anche per la stragrande maggioranza di tali Professionisti vi sono scarse probabilità di svolgere più di un incarico in contemporanea sulla base soltanto di incarichi per estrazione prefettizia.
Per quanto sopra e per il fatto che quasi sempre continuano ad essere iscritti in Elenco coloro che hanno svolto almeno un incarico al fine di avere probabilità di poter accedere pian piano alla fascia 3 (ipotizzabili mediamente anni 10/20 anni dalla prima iscrizione), l’età media dei Revisori iscritti all’Elenco risulta costantemente in crescita.
Se i giovani Professionisti iscritti (fino a 42 anni di età) diminuiscono, e sono nel 2025 n. 1.199 (nel 2021 erano 1.862), quasi stabili quelli fra 42 e 65 anni (n. 10.543), aumentano a n. 1.914 gli iscritti over 65 anni, mentre l’incidenza dei Professionisti “esperti”(oltre i 42 anni) negli anni è incrementata dall’84% del 2019 al 91% del 2025.
In conclusione, tranne che per i Professionisti che possono essere nominati come Presidente dell’Organo di revisione e in qualche misura per i quelli over 65, la possibilità di svolgere continuativamente incarichi con un grado sufficiente di specializzazione e formazione risulta basso e insufficientemente remunerativo. Da rilevare poi, nel contesto sopra delineato, che anche la formazione continua in presenza di discontinuità di incarichi non è sufficiente a dare garanzia di professionalità ed esperienza per svolgere l’attività di revisione, specie per incarichi in Enti di media/grande dimensione.
Si sottolinea che i Professionisti interessati ad “investire” nell’attività di revisione dei conti degli Enti Locali dovrebbero avere la possibilità/probabilità di poter svolgere le proprie funzioni, almeno per porzioni di tempo ampie, in almeno 2 Enti in contemporanea, al fine di acquisire maggiore formazione e professionalità dal confronto operativo concomitante con riferimento a più di un Ente Locale, e probabilisticamente non avere interruzioni di attività se non per periodi brevi/brevissimi.
Si ricorda che lo Schema di Disegno di legge che delega il Governo per la revisione delle leggi sull’ordinamento degli Enti Locali approvato dal Consiglio dei Ministri in agosto 2023, ma del quale non risulta ancora programmato il suo esame e la sua approvazione, prevede tra l’altro più puntualità nella definizione delle competenze degli Organi di revisione e modifica ai criteri per l’accesso dei Professionisti alle varie fasce dell’Elenco dei Revisori degli Enti Locali.
Anche l’Associazione dei Revisori degli Enti Locali (Ancrel) ha in passato proposto di modificare l’inserimento nell’Elenco dei Revisori degli Enti Locali e le modalità di estrazione prefettizia in modo da rafforzare l’indipendenza e la professionalità dell’Organo di revisione con la previsione di requisiti professionali rafforzati (formazione continua e standard di qualità più chiari e adeguati alla complessità della funzione di controllo) e per favorire l’accesso effettivo alla professione da parte dei revisori dei conti più giovani
A ns. avviso potrebbe essere auspicabile una miniriforma della revisione degli Enti Locali secondo le seguenti linee d’azione:
- estrazione del Presidente dell’Organo di revisione anche per gli Enti fino a 50.000 abitanti (ora prevista solo per i Comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti), in modo da garantire indipendenza e trasparenza (per gli Enti più grandi, esperienza, autorevolezza e professionalità è quasi sempre accuratamente vagliata anche dall’Organo politico che correttamente deve operare in presenza di un organo di controllo affidabile e spendibile);
- individuazione di una quarta Fascia in Elenco proprio per i possibili candidati a Presidente dell’Organo di revisione nei Comuni di medie e grandi dimensioni, con requisiti di accesso più “severi” (anni anzianità di iscrizione all’Elenco, numero incarichi in Enti di dimensioni intermedie o grandi, curriculum con indicazione di attività specialistiche in materia di Enti Locali e di Pubblica amministrazione);
- riserva di un membro negli Organi di revisione dei Comuni con oltre 15.000 abitanti, in modo che anche i Professionisti più giovani possano fare esperienza, con accrescimento delle probabilità di loro estrazione.
Quindi, in definitiva, la riduzione di Professionisti iscritti negli Elenchi ed estraibili non sarebbe una tendenza negativa di per sé, ma tale tendenza andrebbe invertita con riferimento ai Professionisti giovani con previsioni circa le modalità di estrazione per i Comuni di Fascia 1 (non causale ma in qualche modo pesata in ragione dell’età anagrafica del Professionista).


