Garante Privacy: le indicazioni per utilizzare le App proteggendo i propri dati

Con il Documento “APProva di Privacy l’Autorità Garante per la protezione dei dati personali fornisce una serie di suggerimenti per usare le App proteggendo i propri dati.

Prima di installare una App, è consigliabile verificare quanti e quali dati verranno raccolti e come verranno utilizzati, consultando l’informativa sul trattamento dei dati personali. In particolare, occorre verificare:

  1. chi tratterà i dati personali e con quali finalità;
  2. per quanto tempo verranno conservati i dati personali;
  3. se i dati potranno essere condivisi con terze parti per finalità commerciali o di altro tipo.

Se per il downoload dell’App o per la sua installazione è prevista una registrazione, è consigliabile limitarsi a fornire i dati personali strettamente necessari all’attivazione del servizio. Per scongiurare invece il rischio di rivelare involontariamente a tutti informazioni personali, occorre verificare se alcune informazioni raccolte dall’App possono essere diffuse automaticamente online (ad esempio, se è possibile che l’App produca post automatici sui social media), valutando, se le impostazioni lo prevedono, la possibilità di disattivare queste funzionalità.

Il Garante raccomanda attenzione alle App che richiedono l’accesso alle immagini e ai file conservati in memoria, ai contatti in rubrica e ai dati sulla geolocalizzazione, cioè dati che contengono informazioni sulla posizione e sugli spostamenti, ma anche al microfono e alla fotocamera dei dispositivi. Il consiglio è quello di valutare con attenzione l’accesso a determinate informazioni e funzionalità, e di evitare di installare App che richiedono obbligatoriamente l’accesso a dati e funzionalità non strettamente necessari rispetto ai servizi offerti.

Viene raccomandata particolare attenzione alle App che, grazie all’impiego dell’intelligenza artificiale, consentono di modificare foto e video. Secondo il Garante le informazioni raccolte in questo modo potrebbero essere utilizzate anche da malintenzionati per fini dannosi per la dignità e la reputazione delle persone, come avviene nel fenomeno del deepfake (creazione di foto e video falsi a partire da immagini vere). Per questo se la App chiede accesso alla fotocamera o all’archivio di immagini dello smartphone, pc o tablet, occorre verificare che siano spiegati in modo chiaro dal fornitore della App tutti i possibili utilizzi delle immagini.

Il Garante mette poi in guardia dal rischio di scaricare, tramite le App, potenziali virus e malware pericolosi per la privacy, consigliando di:

  • installare sul dispositivo che ospita la App un software anti-virus in grado di proteggere i dati personali da eventuali violazioni:
  • impostare password di accesso sicure e aggiornarle periodicamente;
  • aggiornare periodicamente le App (le nuove versioni contengono di solito miglioramenti sulla sicurezza informatica)
  • non disattivare i controlli di sicurezza previsti dal dispositivo
  • fare attenzione alla provenienza delle App, in particolare evitando di scaricare App da siti web che non sembrano affidabili o cliccando link inviati tramite Sms o messaggistica. Il consiglio del Garante è di scaricare App che provengono dai market ufficiali, che garantiscono la presenza di controlli da parte dei gestori del market sull’affidabilità dei prodotti;
  • leggere con attenzione le descrizioni delle App.

In tema di cybersecurity, è infine consigliabile evitare di memorizzare nella App i dati delle credenziali di accesso (username, password e pin) di carte di credito e sistemi di pagamento.